N£L PALAZZO DEL TE UNA INIZIATIVA DELL’ ENTE PORTO LA MOSTRA DELLA NAVIGAZIONE INTERNA L’iniziativa dell'Ente del Porto di Mantova, organismo allo stato embrionale al quale, tuttavia sono riservati nel prossimo avvenire compiti di tutto rilievo in riferimento al certo e del resto, in oggi, universalmente in Val Padana e regioni confinanti, auspicato sviluppo dei trasporti idroviari, si aggiunge felicemente a tutte l'altre che nel tempo e nello spazio si vanno sommando pei addendi di sempre maggiore importanza, anche qualitativa. Mantova, sede di manifestazioni che nella città ebbero loro felice conclu sione, e di altre che ivi furono promosse, vuole dimostrare di essere a nes suno seconda nel manifesto intendimento di ottenere che la navigazione inter na sia inserita nella programmazione nazionale. E ciò per quel tanto che tale settore dei trasporti rappresenta e più dovrà rappresentare in futuro, pe attuali e potenziali, del resto facilmente riconoscibili, geoidrografici, demografici ed economici fattori di sviluppo, la cui dinamica detto inserimento rende per altro necessario. Cade per tali considerazioni e in presenza di fatti, del resto noti a quanti abbiano occhi per vedere, la considerazione, ufficialmente accettata, che pone la navigazione interna tra quelle ìsttività che sono per importanza trascurabili. Il ragionamento non regge se appena si pensa ad esempio a quel che è avvenuto della rete delle ferrovie italiane. Infatti fu certamente il tempo in cui i trasporti affidati ai somari si dimostrarono più importanti dei trasporti ferroviari allora limitati alla Napoli-Portici. Dire che non vai la pena di curarsi di un settore che rappresenta il 3% dei trasporti merci effettuati nel Paese, significa soltanto che manca del tutto 28 negli Organi collegiali responsabili un sufficiente grado di immaginativa. In diverso modo ponendo il problema, si avrà non soltanto una più corretta importazione dello stesso, ma saranno avvertiti quei provvedimenti che prevedono a graduale attuazione delle iniziative e i corrispondenti impegni finanziari, del esto destinati a dare i migliori frutti. Si parla tanto e tanto si discute e ci si accapiglia intorno alle disfunzioni che si riscontrano nel sistema portuale ita-iano, e conflitti nascono (e sono in qualche modo sopiti) per evidenti confasti di interessi e vischiosità che devono essere rimosse, ma chi oserebbe affermare che gli interessi costituiti debbano sempre e per sempre costituire il solo ostacolo per la affermazione di interessi costituendi? Una politica economica che si fonda soltanto su posizioni da difendere a igni costo è una politica cieca, e perciò siamo propensi a credere che, almeno n teoria nessuno oserebbe affermare, a viso aperto, il contrario. Ebbene, pur nella limitatezza degli scopi che la Mostra della Navigazione nterna di Mantova vuole raggiungere, la stessa vuole dimostrare che nuove possibilità si offrono in oggi e che per nuove vie possono operarsi nuove trasformazioni e ottenersi nuove utilità. Si dà il caso che proprio, oggi, a Mantova una azienda di certa importanza avvìi la propria produzione, per il Mincio e il Po, verso i più lontani Paesi del Medio Oriente. La stessa impresa ha una sua sede in quella Taranto, colonia greca, già congiunta per utili traffici con Adria e Mantova ancora tremila anni fa. Ricorso storico? No, realtà geografica ed economica. Questo esempio ci esime oramai dal ricorrere a quelli certo più significativi che ci offrono i Paesi tutti del M.E.C. Si parla molto, è di moda, di dislivelli tecnologici, ma ove si escluda che tali dislivelli si debbano soltanto riferire ai risultati della ricerca scientifica e (ielle applicazioni tecniche nel settore dell'energia atomica per gli scopi pacifici, allora non crediamo l’italiano a nessun altro popolo secondo. E, invero, chi sono quei costruttori di strade, ponti, ferrovie, dighe, edifici e stabilimenti industriali che operano in tutti i paesi del mondo e tanto onorano il nome d'Italia? E non è forse vero, il fatto è recente, che una modesta impresa italiana ha abbattuto d'un colpo un colosso americano nel campo automobilistico per il valore dei suoi tecnici e delle sue maestranze? E che significato può mai avere la collaborazione che ci viene da più Ate Parti richiesta per stabilimenti da costruire per ogni dove? Non vorremmo davvero che l’esempio che Virgilio ci cià nelle Georgiche, dico di quell'agricoltore che inerte e sfiduciato, non si rende conto del perchè il suo vicino sappia accumulare tante messi, recasse in sè la sola ragione degli amari frutti che, oggi, il nostro Ministro degli Esteri denuncia. Ma a chi è dovuto di grazia, il « miracolo economico italiano »? ed è proprio sicuro lo stesso Ministro che tale miracolo gli italiani non sappiano ripetere? In proposito noi crediamo soltanto a quel che ha affermato una alta personalità americana, e cioè che (fatta eccezione per quei segreti che non saranno facilmente a noi rivelati per quante conferenze internazionali si tengano o si terranno in futuro — N.d.A.) tutto dipende dalla buona volontà di quanti, interessati, intendono appropriarsi delle esperienze in atto e dei risultati degli studi in corso.