CITTA’ di MANTOVA hanno oollaborato : GIUSEPPE AMADEI, ALDO ANTONIOLI, VITTORIO BALESTRA, CIRO BAMBINI, CLAUDIO BASSANI, WALTER BENTIVOGLIO, FAUSTA BETTINI, GIUSEPPE BORELLA, FLORES BOVI EZIO BRESCIANI, ENNIO CAMERLENGHI ANGELO CAMI, VANNIO CAMPAGNARI, ETTORE CAMPOGALLIANI, GIULIANO CAVALIERI, WANDO DALLA-MANO GIOVANNI N. DAL L OGLIO, STENIO DEFENDI, MAURIZIO DELLA CASA, FRANCO FACCINCANI, SILVIO FERRARI, LUIGI FRACCALINI, ANTONIO FUCCI. MANLIO GABRIELI, MANFREDO GENERALI, LUCIANO GEROLA, NEDO GIAN FILIPPI, GUIDO GIARDINI, GISELLA GIRARDI, RENATO GIUSTI, DINO LANFREDI, GUIDO LA ROCCA, ERCOLANO MARANI, FRANCO MARENGHI, IVO MARETTI, RENZO MARGONARI, OTTORINO MOMOLI —------------------------------------------- FRANCESCO MORESE, UMBERTO MUSA, FRANCESCO PANELLI, ATTALO POLDI, BRUNO POLDI, ADOLFO POLTRONIERI, AURELIO V. REGGIO, NINO ROSSI, GIAMPIERO TINTORI, TITO RIGHI, CARLA ROMANI, GILBERTO ROSSETTI, GIANNI USVARDI, MARIO VESENTINI, CARLO ZANINI, RINA ZANINI, NORIS ZUCCOLI. * COMUNE DI MANTOVA —------------------------ BILANCIO DI PREVISIONE 1967 LA RELAZIONE DEL SINDACO Onorevoli Consiglieri, il bilancio che la Vostra Giunta vi presenta, quest’anno non in ritardo, non conosce ancora le sorti del bilancio dello scorso anno. Trarne dei giudizi sarebbe fuori luogo. Ma non si può non rilevare che la Giunta fino a ieri e il Consiglio oggi, operano, valutano, decidono al buio di una valutazione dell'organo tutorio che che poteva servire da direttiva di orientamento. La sola conseguenza per il momento è una pesantissima situazione di cassa, piancandoci quanto meno il finanziamento dell’intero deficit del ’66 e di un terzo quasi del '67, che rapportato al deficit del ’65 autorizzato, rappresenta un vuoto di 900 milioni. Un bilancio elaborato quindi secondo la sola nostra coscienza amministrativa e il nostro equilibrio, faticosamente costruito fra le spese che aumentano naturalmente, i compiti dell’Ente che non diminuiscono, gli aggravi degli interessi e la rinuncia a determinati soddisfacimenti in presenza di una crisi profonda degli Enti locali. Da anni si attende una diminuzione di compiti d’istituto e un aumento delle entrate attraverso valide riforme e il fatto di aver contenuto il deficit pressoché nei limiti di quello preventivato lo scorso anno, nonostante il peso di nuovi interessi e ammortamenti, è da considerarsi una vera conquista, che dimostra la volontà di risanare il bilancio e la possibilità di ridurre il disavanzo non appena ci soccorressero quelle riforme valide e programmate, le sole che oggi possano risolvere la crisi degli Enti locali. La critica secondo cui la crisi dipende dal male amministrare è troppo semplicistica per poter far breccia. Dovremmo dedurne che tutti i Comuni ita-