La separazione completa dei due tipi di acque, meteoriche da una parte e dei servizi igienici delle abitazioni dall’altra, ci permette, in particolare per il Rio e la fossa magistrale, di operare indipendentemente da quella che sarà la futura regolamentazione delle acque dei laghi. Ciò non può ovviamente significare un minor interesse della Giunta per una sollecita e definitiva sistemazione degli stessi laghi, che rappresentano sempre un problema di vitale importanza per la città, per la cui soluzione ribadiamo il nostro preciso impegno dei confronti dello Stato, tanto più che con la nuova legge sui fiumi è finanziato il proseguimento dei lavori dell’Adige-Mincio-Tartaro-Canal Bianco-Po di Levante. E’ possibile però sganciare il problema della fognatura cittadina dal grosso « handicap » della tanto discussa variante Fornasini. Il fatto cioè che le acque del Rio e della fossa magistrale, le sole acque meteoriche, siano portate nel Mincio a sud della Diga Masetti oppure continuino ad essere immesse diretta-mente nel lago, non influisce più in modo diretto sulle future fognature. La rete fognante potrà essere assolutamente indipendente e coprire pressocchè il cento per cento delle vie cittadine: potrà cioè servire quasi tutte le abitazioni entro la vecchia cinta urbana, potrà avere diametro assai ridotto non incanalando acque meteoriche, non avrà bisogno di essere posta in profondità nel sottosuolo stradale perchè a Mantova non esistono scantinati abitabili. Gli allacciamenti saranno di facile realizzazione. Saranno eliminate sia le cosidette biologiche, molte delle quali funzionano parzialmente, sia le fogne a fondo spandente. Si tratterà di una rete per così dire « affiorante ». che starà al di sopra della attuale falda freatica e che determinerà il possibile livello massimo dei laghi e della futura falda freatica, elementi sui quali i tecnici dello Stato potranno definire il futuro assetto dei laghi. La realizzazione, poi, potrà avvenire per stralci da valle a monte, per set tori cittadini, ed il suo costo potrà essere coperto in parte dal contributo dello Stato, in parte, senza oneri eccessivi, dalla proprietà edilizia attraverso i con tributi di miglioria. Queste secondo noi le direttive per i progettisti della rete fognante. Restii da definire II modo di affidarne l'incarico, se direttamente o attraverso un pub blico concorso. Scelta assai delicata, ma cl resta tuttavia ancora il tempo d'ob-bligo occorrente alla approvazione tutoria del finanziamento dello studio di progetto (preventivo 1966) ed alla raccolta dei dati essenziali riguardanti le strade e le attuali tombinature, che spetta all'Ufficio Tecnico. Per l’area del Paiolo, come dicevamo, pur essendo doveroso e conveniente lo studio, la realizzazione non si presenta urgente per vari motivi: anzitutto perchè di recente sistemazione, totalmente a cielo coperto nell'abitato, e per l'assenza di fogne a fondo spandente, dato che le costruzioni nella zona sono tutte recentissime, realizzate cioè nell’ultimo ventennio. Per quanto riguarda le frazioni del Comune, il problema è assai diverso e comporterà probabilmente soluzioni diverse, caso per caso, con possibilità in sinistra di lago di interventi abbinati per i collettori che interessino sia le civili abitazioni che le industrie, sempre secondo i canoni di una corretta soluzione sanitaria, ma tenendo d’occhio il costo, in riferimento alla popolazione assai meno densa che si vuol servire. Queste le prospettive di lavoro in questo scorcio di anno per quanto riguarda le fognature. ZQNA ANNONARIA Il progetto del macello che è pilastro di avvio della Zona Annonaria è finalmente approvato in linea tecnica dal Magistrato di Venezia. La pratica sta passando in questi giorni alla Cassa Depositi e Prestiti dove abbiamo speranze che la nostra richiesta di mutuo venga accolta, essendoci stato, come noto, accordato il contributo dello Stato per 50 milioni. Parliamo di speranze perchè conosciamo la situazione della Cassa Depositi e Prestiti. Ma diciamo subito che Mantova si merita questa attenzione da parte degli organi Centrali e che occorre l’impegno oltrecchè della Giunta, di tutte le forze politiche mantovane, naturalmente di quelle che credono in questa iniziativa. Questa decisione, infatti, si ripercuoterà sulla vita di tutta la Zona Annonaria. E’ infatti chiaro, sia che si voglia accollare l'intero onere della quota di ammortamento alla gestione sia che se ne accollino i soli interessi, che l'onere annuo sarà notevolmente diverso se potremo usufruire di un mutuo di 35 anni al 5% oppure se dovremo ricorrere ad altro Istituto (una ventina d’anni - tasso normale di mercato). Per quanto riguarda la progettazione del Mercato Ortofrutticolo, essa ha avuto una battuta d’arresto per l’assenza dell’ingegnere capo, ma pensiamo possa essere ripresa non appena sarà espletato il concorso e sarà coperto il posto vacante. ISTITUTO GERIATRICO Anche il grosso problema deN’Istituto Geriatrico si sta chiarendo nei suoi aspetti tecnici, economici e sanitari pur con le obbiezioni che ci pone e le difficoltà che lascia intravvedere l’organo tutoria (Commissione centrale per ¡a Finanza Locale) con la sua richiesta di dati circa le economie future derivanti da questo ponderoso investimento. Si conferma la validità del principio di mantenere l’ubicazione dell’Istituto in via Trento, su area già di sua proprietà da considerarsi nel cuore della Città ma al tempo stesso periferica per la sua buona vista sul lago, e la validità nel contempo del progetto che prevede una parte del tutto nuova per 300 milioni e un completo riattamento di tutto il resto per altri 500, con ottime soluzioni di trasformazioni ambientali. L’intervento si delinea in due tempi : Un primo di 300 milioni con contributo dello Stato in due stralci di 150 milioni l'uno, di onere annuo assai esiguo che potrebbe essere mutuato dallo stesso Istituto e coperto pure, salvo un leggero ritocco alla retta, per la costruzione di una infermeria di 100 letti, infermeria che sotto l'aspetto tecnico potrebbe anche costituire vero e proprio ospedale per lunghe degenze. Un secondo intervento di 500 milioni, indubbiamente più oneroso a carico degli Enti locali, Comune e Provincia, con ripartizione secondo gli accordi del 70 e del 30 per cento, che risolverà il problema della casa riposo secondo i moderni canoni di una visione sociale, ma di diversa convenienza economica a seconda che il primo intervento prenda forma di infermeria od ospedale vero e proprio. Già abbiamo visto in una precedente relazione dell’Assessore, i rapporti con l'I.N.A.M. e con le mutue. Le quote attuali sono assai basse: 9.500 lire annue forfettarie per assistito mentre il costo reale dell’assistenza medica e