farmaceutica si aggira sulle 36.000 lire annue. Nè la proposta di elevarle a L. 23.000 è accettabile perchè contiene come condizione anche l’assistenza ospedaliera (in pratica la quota annua coprirebbe si e no tre giornate d’ospedale). La soluzione per il momento appare quindi, una volta disdettata la convenzione, il passaggio all’assistenza diretta di ogni singolo mutuato. Certo è che la soluzione dell’Ospedale per lungodegenti rispetto alla infermeria sembra meglio inquadrarsi nella legislazione sanitaria che si viene delineando, e comporterebbe più equo onere per l’INAM ed un notevole risparmio per l’Ente locale, risparmio che costituisce in definitiva una condizione posta dallo stesso organo tutorio per dare il consenso alla iniziativa. Sempre in tema di assistenza, manteniamo il contributo di 5 milioni alla E.C.A. ed insistiamo nella politica di dilatazione dei sussidi domiciliari, per ragioni sociali ed economiche. TEATRO SCIENTIFICO Uno degli interventi in corso, di maggior rilievo, è il restauro del Teatro Scientifico che purtroppo ha dato delle sorprese nei costi. I lavori per il restauro statico vero e proprio sono quasi ultimati ed assorbono totalmente i 60 milioni di finanziamento iniziale (55 del Comune e 5 della CaRiPLo) e se tutto procede regolarmente entro qualche mese il Prof. Dall’Aglio potrà provvedere per il collaudo statico delle strutture. In conseguenza dell’aumento dei costi di mano d’opera verificatosi negli ultimi cinque o sei anni, per ultimare le opere di restauro, compreso il restauro artistico, sino alla riapertura del Teatro riportato ai fasti di un tempo,'battono alla porta del Consiglio quelle perizie suppletive che già sono sui tavoli dei tecnici per circa 75 milioni. Sembrano molti, ma si tenga conto che il costo è per la quasi totalità costituito da mano d’opera, spesso altamente qualificata. Contiamo tuttavia di avere contributi per una ventina di milioni da Enti per i quali è doverosa la riservatezza in fase di istruttoria. Il nuovo onere da coprire con mutuo farà parte della prevista revisione, per qualche assestamento, del nostro Piano Quadriennale di Programmazione Riteniamo di dover affrontare con decisione questo problema, perchè consideriamo il restauro dello « Scientifico » come uno dei caposaldi del turismo mantovano per i prossimi anni. PALAZZETTO DELLO SPORT Sul problema del Palazzetto dello Sport, dopo un ripensamento, c'è da segnalare una nuova spinta secondo una formula più precisa. Si pensa cioè ad un abbinamento di due ampie palestre con annessi relativi servizi ed uffici, che possano servire nelle ore del mattino alle scuole e soddisfare così un'esigenza ancora notoriamente sentita. Nelle ore pomeridiane, serali e dei giorni festivi, esse serviranno alle varie Società di sport dilettantistico. In particolari occasioni le due palestre potranno essere trasformate in una sala unica per incontri spettacolari, in presenza di pubblico, di pallacanestro, pugilato, atletica leggera, scherma e tennis. Contiamo che l’iniziativa della piccola piscina coperta in Viale Monte Grappa coi notevoli miglioramenti apportati in corso di costruzione, possa dimostrarsi per ora sufficiente a soddisfare le esigenze della Città. La nuova formula del complesso' sportivo potrà aver così un costo limitato e sopportabile, tanto più che si profilano nuove formule di contributo del CONI assai interessanti dal punto di vista economico, come i prestiti sino a 70 milioni con la sola restituzione del capitale in 15 anni. STRADE Nel settore delle strade comunali, un particolare discorso meritano i problemi, molto diversi fra loro, delle pavimentazioni stradali nuove e delle manutenzioni. Per i progetti del 1° lotto, che abbiamo approvato fra dicembre e febbraio per 180 milioni, stiamo perfezionando il mutuo. Quest’anno, l’importo del secondo lotto è in bilancio a titolo puramente indicativo (100 milioni). La scelta sarà portata in Consiglio Comunale quanto prima con i relativi progetti, ma sempre nell’ambito della scelta fondamentale operata nel Piano di Programmazione e secondo le esigenze più pressanti del traffico cittadino. Il problema delle manutenzioni si presenta anche quest’anno, come al solito, assai pesante: gli acciottolati cedono al traffico sempre più intenso e i ricarichi dei manti asfaltici comportano cifre elevate cui non trovano riscontro le possibilità di spesa ammesse ed autorizzate nei bilanci. Torna alla memoria il vecchio discorso di una mancata suddivisione da parte dello Stato delle entrate per la tassa di circolazione degli autoveicoli. Ci siamo battuti a tutti i livelli, in tutte le istanze, al congresso nazionale dell’A.N.C.I., in sede di programmazione lombarda. La palese iniquità permane. Evidentemente, il problema non è maturo, non è ancora recepito dalla pubblica coscienza, pur costituendo una tipica componente della attuale crisi degli Enti locali. Per quanto concerne questo scorcio di ’67, speriamo che non ci taglino troppo i fondi stanziati nei capitoli di spesa per questa manutenzione; contiamo inoltre su eventuali ribassi d’asta neM’appalto dei lavori per i suddetti 180 milioni, e in qualche possibilità derivante dall'imposta sulle aree fabbricabili. CIRCOLAZIONE STRADALE Il problema della circolazione stradale è paragonabile ad una marea che cresce. Per contro la superficie stradale e lo stesso Corpo della Vigilanza non sono per diversi ma ovvii motivi aumentabili. Nè tanto meno in misura proporzionale all’aumento del traffico. Gli interventi che ci proponiamo di mettere in pratica per affrontare questo squilibrio che aumenta, sono il razionale uso della scarsa superficie stradale e una progressiva meccanizzazione della direzione e vigilanza del traffico. Nel primo caso valgono l’applicazione progressiva dei sensi unici che dopo le prime critiche si palesano sempre più utili, l’incanalamento del traffico interno secondo direttrici, ben precise, e lo spostamento all’esterno delle circonvallazioni per il traffico pesante. In particolare lo spostamento delle circon-