Per l’imposta di famiglia sono previsti 460 milioni indicati nel Piano. Per l’imposta di consumo vi è un aumento di previsione di 20 milioni che corrisponde ad un maggior gettito già verificatosi nel '66 e che dobbiamo registrare come una realtà di espansione dei consumi mantovani nonostante la coda della recessione economica. Il che non significa inasprimento fiscale ma solo che siamo stati un tantino cauti nelle previsioni. Gli stessi valori- medi hanno segnato variazioni del tutto insignificanti. Tutte le altre entrate seguono le previsioni del Piano. Per la tassa rifiuti solidi e urbani, come da indicazione del Piano, ci riserviamo di portare una proposta di ritocco delle tariffe, a valere dal 1° gennaio 1968, onde avvicinare gli introiti al reale costo della raccolta che è circa il 50% della spesa totale per i servizi di nettezza urbana, spesa in aumento per effetto del nuovo contratto nazionale di lavoro. Circa l’ultima operazione di imposta di famiglia possiamo dire che su 3000 partite riviste nel novembre 1966, detratte quelle rese valide per scadenza di termini e detratti tutti i concordati operati, solamente 485 sono rimaste in istruttoria di ricorso, con possibilità ancora di qualche ulteriore concordato. Le risultanze ci confortano sulla cifra che appare in bilancio. Entro il mese prossimo porteremo in Consiglio le proposte per i nuovi criteri sulle riduzioni per i redditi di lavoro subordinato. BENI COMUNALI In ossequio a quanto disposto dalla legge 1014 del 1960, si è proceduto alla ricognizione straordinaria dei beni comunali e alla stesura degli inventari. Tale ricognizione permette ora un migliore sfruttamento del patrimonio comunale, seppure attualmente limitato alla utilizzazione dei terreni essendo i fabbricati bloccati dalla legge sui fitti. L’Ufficio Patrimonio infatti ha già allo studio un Piano di utilizzazione dei terreni di estensione tale da giustificare una conduzione agricola o arborea, mentre per I rellquati o per i terreni comunque di estensione troppo esigua sta studiando la possibilità di cessione ai confinanti, sia a titolo di vendita che di affittanza. Infine la rilevazione, documentata da planimetrie, degli stabili adibiti a uffici o comunque destinati all’uso diretto dell’Amministrazione per il conseguimento dei propri fini, permette di avere immediatamente quelle notizie necessarie per conseguire una migliore utilizzazione e sistemazione degli uffici, compatibilmente con la situazione reale dei fabbricati stessi. LA STRUTTURA DEL BILANCIO Torna utile in questa occasione fare un accenno alla riforma strutturale del bilancio, attuata per l’esercizio 1967 in applicazione della legge n. 62 del 1964 e susseguenti decreti. Va confermato il giudizio, già anticipato lo scorso anno, circa la portata profondamente innovatrice delle nuove disposizioni e gli aspetti della nuova struttura, i quali vanno visti positivamente per quanto attiene l'accentuazione dei caratteri economici e sociali rispetto a quelli puramente amministrativi e giu- 16 ridici che il bilancio presentava nel passato; per quanto attiene al necessario coordinamento con i bilanci dello Stato e degli altri Enti pubblici ai fini della rilevazione degli elementi costitutivi del reddito e del bilancio economico nazionale ed infine per quanto riguarda la maggiore e più evidente capacità del bilancio preventivo di rappresentare documentalmente il processo di attuazione ed aggiornamento della volontà politica e amministrativa enunciata nel Piano Quadriennale. Meno positivo è il giudizio sulla rifórma per la mancata introduzione del principio fondamentale che al bilancio annuale di previsione spetta di valorizzare le peculiari funzioni e le connesse autonome determinazioni proprie dello Ente locale, quali si vengono rivelando come conseguenza del sempre più accentuato sviluppo e della inarrestabile evoluzione della comunità cittadina. E’ evidente che tale aspetto è strettamente legato alla riforma sia deH’ordinamento della finanza locale che della legge comunale e provinciale, con il che si comprende come la nuova struttura del bilancio potrà meglio costituire valido strumento di espressione della volontà politico-amministrativa solo allorché si realizzeranno da una parte le istanze di riassesto finanziario e della riforma dello ordinamento fiscale e dall’altra parte di maggiore qualificazione della spesa attraverso il definitivo superamento della distinzione fra spese obbligatorie e facoltative, nonché mediante una più valida classificazione economica e quindi giuridica degli investimenti sulla base dei caratteri distintivi degli interventi dell’Ente locale nell'economia generale del Paese, non rappresentati con l'attuale classificazione più attinente alle funzioni dello Stato che a quelle, ben diverse, degli Enti locali e dei Comuni in particolare. Altro importante aspetto che va messo in rilievo è quello della determinazione e rappresentazione dei costi dei servizi, e cioè, in ultima analisi, la redditività delle risorse e degli impieghi. La questione, che si riallaccia al problema della efficienza economica delle funzioni deM’Ente, se pure ha ricevuto un avvio di soluzione mediante lo accentramento contabile di elementi omogenei di spesa, non è stata affrontata in via diretta e con idonei mezzi, per cui resta ancora oggi accantonato un fondamentale elemento della finanza degli Enti locali e cioè la corretta valutazione, in termini di costi, del fabbisogno finanziario per il soddisfacimento dei servizi e delle necessità locali, mentre il pervenire a tale valutazione significherebbe assicurare, nell’ambito di ciascun Ente, un più incisivo auto-controllo della spesa e, nell'ambito delle competenze delle autorità tutorie la possibilità di valutare con maggiore equilibrio dinamico i costi dei pubblici servizi, pur tenendo conto delle critiche condizioni locali. In sostanza la riforma strutturale del bilancio, pur con le riserve sopra accennate, realizza — anche se non compiutamente — lo scopo fondamentale di rifornire agli organi locali e di controllo ed a tutti i cittadini il mezzo per esaminare il documento non solo nei suoi aspetti giuridico-formali, ma anche e soprattutto neM'incidenza reale che esso è destinato ad avere nella vita economica e sociale della Città. Ulteriori passi per raggiungere in modo sempre più concreto questo scopo dovranno essere fatti anche mediante il perfezionamento della tecnica di formazione e quegli affidamenti di cui si trova già l’accenno nel bilancio del 1967. E ciò sarà tanto più necessario in quanto il bilancio preventivo — al di là di ogni esigenza tecnica apprezzabile come mezzo e non come fine — deve rappresentare la più esplicita e chiara proiezione annuale