della programmazione, essendo esso lo strumento tecnico più idoneo a tradurre in realtà, con metodo graduale e dinamico, gli obbiettivi del programma pluriennale in relazione allo stretto rapporto di interdipendenza che esiste fra gli obbiettivi medesimi e le decisioni ed i fatti concreti che mano a mano l’Amministrazione pone in essere. Onorevoli Consiglieri, la crisi della finanza locale ci investe, ci preoccupa, ma non indebolisce la nostra volontà e la nostra speranza per una piena ripresa della economia mantovana. La recessione è passata. La ripresa è iniziata. I consumi si dilatano. L’apertura dei cantieri dell'Autostrada del Brennero nei pressi della nostra Città ci conforta nel pensiero che una nuova fase si apra per Mantova: quella della rottura del secolare isolamento. Le attività economiche e industriali mantovane ne trarranno certo giovamento e non nascondiamo la convinzione che anche la nostra zona industriale, lambita dall'autostrada e che attende nuove iniziative, avrà in questa fase una sicura ripresa. Con questa fiducia la Giunta continua la propria azione, non isolata ma confortata da un quadro più ampio e realistico, provinciale e regionale, di riequilibrio e di ripresa economica. Gli interventi dei rappresentanti i Gruppi Consiliari Geom. Giapnl Lui - P.C.I. La relazione al bilancio di previsione per il 1967 ci sembra abbia molto poco a che fare con il bilancio comunale stesso: gli argomenti di cui si tratta nella relazione, che sono di indubbio interesse per la città, non trovano poi riscontro nelle voci di bilancio. L’esame del quadro generale delle entratg e delle uscite vanifica poi le velleità del bilancio che la Giunta di centrosinistra ci ha presentato. Due miliardi e 460 milioni di entrate tributarie contro tre miliardi e 508 milioni per le sole spese correnti non lasciano certo illusioni sul presente e sul futuro della Amministrazione Comunale. Anziché ad un esame serio, e soprattutto autocritico, delle condizioni nelle quali si trova oggi il nostro Comune, la Giunta con questa relazione al bilancio tenta di mistificare la realtà, nascondendo le proprie gravi responsabilità per quanto, in questi cinque anni, non ha saputo nè realizzare, nè affrontare. Coraggio autocritico d’altro canto la Giunta non poteva averlo, perchè esso da una parte significava, e significa, la sconfessione dei presupposti stessi con cui nel 1962 si è rovesciata l'alleanza unitaria di sinistra, dall’altra il riconoscimento di un fallimento politico che prima ancora che locale è fallimento della politica nazionale e dall'altra ancora le elezioni del 1968 sono troppo vicine per consentire, ad una alleanza dall 'equilibrio sempre più difficile, autocritiche e ripensamenti. Ouesta relazione, in definitiva, è lo specchio delle contraddizioni del centrosinistra; da una parte lo spirito socialista di mettere in cantiere tante opere per cui si accenna a problemi che sono di là da venire, dall’altra l'anima conservatrice della D.C. che considera una conquista la politica del contenimento della spesa pubbblica. Recentemente il segretario della D.C. ha trovato il tempo di affermare, sulla Gazzetta, che la orisi che travaglia II centrosinistra a Mantova è proprio la • sveglia ■ per portare avanti con decisione « Il programma di profondo rinnovamento delle strutture della nostra società ». Pochi giorni dopo, In un comunicato congiunto D.C.-P.S.U. veniva affermato che • il centrosinistra a Mantova, come In tutto il Paese, è stato, rimane e vuole essere una positiva conquista, perchè Interpreta l'esigenza di rinnovamento della vita della comunità ». Da queste formali assicurazioni di garanzia e di rinnovamento la Giunta Comunale ha ricon- dotto tutti a dura realtà, dovendo ascrivere fra I suol « meriti particolari • quello di avere prodotto 36.000 copie di stampati vari con il riproduttore comunale anziché In una tipografia privata, o quello della meccanizzazione del servizio anagrafico. Problemi importanti anche questi, ma la disoccupazione in città, la mancanza di case Igieniche, i laghi che puzzano, il sovraffollamento nelle scuole e le imposte di consumo che sono quasi arrivate al miliardo non possono essere contrabbandati con l’acquisto della « rotaprint », o con la macchinetta per spandere il sale sulle strade ghiacciate. Non crediamo mancassero alla Giunta e alla maggioranza le possibilità di giungere alla concretezza dei problemi, sono mancati al contrario la capacità e la volontà di farlo, perchè tra le affermazioni velleitarie e la concreta realtà si frappone lo scoglio del fallimento politico e della confusione del centrosinistra, per cui il compromesso è la costante della sua azione e l'immobilismo la caratteristica deM’operato della Giunta. In questa occasione pertanto non siamo chiamati soltanto a giudicare un bilancio di previsione, ma i cinque anni di amministrazione del centrosinistra. Abbiamo all'inizio definito la relazione della Giunta come il risultato di un faticoso compromesso dal quale emergono gravi contraddizioni; non è difficile provare ciò. Si auspica la riduzione delle spese correnti per poter operare spese di Investimento, ma non si dice come sarebbe coperto l’attuale dislivello di 1 miliardo e 100 milioni tra entrate 19