e spese correnti; si rivendica l’intervento dell'Ente per generare una nuova spinta economica, poi si chiede la delimitazione dei compiti del Comune quasi a voler ridurre questi ad organi burocratici e periferici dello Stato; si rifiuta e si dichiara impossibile l'assunzione di nuovi vigili urbani, mentre In silenzio si subisce l’Imposizione dello Stato per l'assunzione di 5 dipendenti della soppressa Mantova-Peschiera. Abbiamo parlato di relazione staccata dal bilancio e di tentativo di mistificare la realtà. Infatti, i problemi che la Giunta di centro sinistra ci propone, altro non sono che la riesumazione di proposte avanzate sette anni fa dalla Giunta Dugoni e che la successiva presenza democristiana ha peggiorato o abbandonato. Della zona industriale non si parla più e il Comune paga ogni anno 10 milioni di interessi per l'area Valdaro 2° inutilizzata; la zona annonaria, da queirimportante complesso di commercializzazione, conservazione e trasformazione dei prodotti dell’agricoltura è stata ridotta alla costruzione di un grosso macello, troppo grosso per Mantova e il cui finanziamento chissà quando arriverà; Il palazzetto dello sport, dopo un ripensamento come è detto nella relazione del Sindaco, è diventato una sala ricavata dalla unificazione di due palestre e anche per questo il finanziamento è nel cassetto dei sogni; il Teatro Scientifico dopo sette anni non solo non è ancora ultimato, ma al momento attuale il suo costo è più che raddoppiato rispetto alle previsioni. Ma le responsabilità più gravi della Giunta di centrosinistra vanno ricercate sui problemi dei laghi e delle fognature, della scuola e della casa. In occasione dell'ultimo dibattito consiliare nel quale, su mozione comunista, si discusse dei laghi, l’on. Usvardi affermò, riferendosi al disegno di legge 2015 che rinnovava la scaduta legge sui fiumi, che direttamente dal Ministro aveva avuto la garanzia che nel 200 miliardi di stanziamento c'erano anche quelli necessari per il completamento della « grande sistemazione », ivi compresa la bonifica dei laghi. Quel disegno sta diventando legge e dal dibattito che si è avuto al Senato sono emersi questi elementi : 1) lo stanziamento è stato approvato senza la presentazione di un piano dei lavori, si conosce solo che 20 dei 200 miliardi toccheranno al Magistrato alle acque di Venezia, ma come questi saranno spesi nessuno sa; 2) la ■ grande sistemazione » non sarà ultimata nemmeno nei prossimi tre anni, malgrado le esplicite assicurazioni contrarie; 3) la bonifica dei laghi non rientra nella spesa dei 200 miliardi; il Ministro Mancini alla interrogazione del sen. Aimoni ha risposto che • la sistemazione dei laghi di Mantova investe problemi idraulici ed igienlco-sanitarl per I quali non è interessata soltanto la commissione di cui abbiamo parlato, ma altra Commissione Incaricata di studiare II provvedimento contro l'Inquinamento delle acque •; 4) la reazione del rappresentanti del centrosinistra a queste conclusioni del Ministro è stata l.l Mollili I fM/H)llr ili l ilMMtl(|llll/ll)MII I) (Il silenzio. Sorte non dlversu sembra quella destinata allo fognature cittadine dal momento che non si conosce ancora la fine che faranno presso la CCFL I 20 milioni previsti per lo studio e la Qrogettazlone. Per quanto riguarda II vasto problema della scuola basti ricordare che le decisione della Giunta di unificare I due finanziamenti per le Magistrali e per la Bertazzolo ha fatto si che II Comune ha perso I 450 milioni di finanziamento per quest'ultlma. In tal modo II Comune è oggi senza questa scuola, chissà quando l’avrà e Invece di averla gratis dovrà contrarre un mutuo di pari importo. Nel settore dell'edilizia scolastica II resto è stato fatto con la politica delle aree posta in atto dal centrosinistra, per cui quartieri come Valletta Paiolo, Valletta Valsecchl e zona ex Ferrovieri mancano di scuole e di un solo mq. di area per costruirle. Nel settore della casa non sono certo mancate, anche di recente, le nostre critiche, e per la mancanza di iniziativa che al riguardo ha mostrato la Giunta, e per il modo con cui Essa ha applicato e favorito lo sviluppo edilizio nel quadro della 167. Quando passiamo all'esame di tutto il capitolo della spesa è facile notare che proprio nelle voci per le quali è necessario avere compiuto delle Indagini, conoscere i problemi, indicare le soluzioni e soprattutto dimostrare volontà politica e iniziativa in campo economico troviamo o una riga o cifra espresse in migliala di lire. Era su questo terreno che si poteva misurare l'iniziativa e la capacità di programmare della Giunta, perchè è assai facile esporre in bilancio 1.600.000.000 per mutui quando non si sa chi II darà mai e quando li darà! Nel 1960 la D.C. affermava, con toni scandalizzati, che in 15 anni di amministrazione I socialcomunisti avevano portato il Comune al fallimento in quanto presentava questa situazione: tre miliardi di debiti - 600 milioni di scoperto di cassa - 280 all'anno di interessi passivi nutui - 55 milioni di disavanzo. Oggi possiamo rispondere che con soli 5 anni di centrosinistra la situazione è di molto mutata, ma in peggio! Essa così si presenta: otto miliardi di debiti - 1 miliardo e 100 milioni di scoperto di cassa - 416 milioni di interessi per mutui e 175 per anticipazioni di cassa - 987 milioni di disavanzo. Noi però non gridiamo allo scandalo, nè parliamo di bancarotta; vi diciamo che avete amministrato male questo si, ma che portate soprattutto sulle vostre spalle la stessa grave responsabilità di questo governo di centrosinistra che è sempre di più la causa del progressivo indebitamento dei Comuni. L'avvento del centrosinistra a Mantova doveva portare la nostra città al traguardo del progresso civile ed economico e dell'allargamento della democrazia. Il bilancio di questi cinque anni parla Invece il linguaggio della paralisi amministrativa, della stagnazione economica, del peggioramento delle condizioni sociali e ambientali (laghi) e del vuoto tra il cittadino-elettore e il potere esecutivo, per cui ancora maggiore è la sfiducia della pollazione verso il centrosinistra. Avv. Carlo Raspanti - P.L.I. L'esame del Bilancio di previsione 1967 induce noi del gruppo Liberale a quelle medesime considerazioni fatte per i Bilanci precedenti e che non mutano, poiché, se mutato è il sistema strutturale di classificazione delle entrate e delle spese, Invariato rimane il sistema di amministrare Il Comune: quello di continuare ad indebitarlo. Ma se repetita juvant, spero che ripetendomi finisca col fare Intendere che non è possibile continuare in questa corsa al disavanzo, in questa corsa all'accumulo di passività. Il Bilancio chiude con un deficit di L. 987.000.000 che aggiunto a quello degli anni precedenti fa accrescere il debito del Comune ad oltre 9 miliardi di lire ed i vincoli costituiti per mutui già contratti consentono solo un margine di L. 198.526.986 per contrarre altri mutui previsti in L. 2.816.000, compreso quello a ripiano del disavanzi 1966 e 1967. E non solo è limitata la possibilità di garanzie per ulteriori contrazioni di mutui, ma è pres- socchè raggiunto con la somma di Interessi passivi quel limite, che lo chiamo di rottura, e cioè Il quarto delle entrate ordinarie, oltre II quale non possono essere più contratti mutui. Gli Interessi passivi raggiungono la notevole entità di L. 604.809.720, corrispondente a L. 1.657.000 al fliorno, e lo entrate ordinarie previste ammontano a L. 2.461.378.108. Come può, dunque, essere svolto quel programma che la Giunta si è ambiziosamente proposto se non vi sarà più possibilità di contrarre altri mutui? La corsa all'accumulo di passività è di questi ultimi anni. Infatti oltre I due terzi del doblto «I 31.12.1966 si riferiscono a mutui contratti nel periodo 1960-1966, Il che rivela che è In questi ultimi anni che si è amministrato senza preoccuparsi dello stato economico e finanziario del Comune e con una visione del bisogni della Città non certo proporzionata al mezzi del Comune. Non è ■ semplicistico » Il nostro discorso quando diciamo che saggia amministrazione signi- fica adeguamento delle spese alle entrate; non è di un • semplicismo sconcertante », come l'ha definito l'on. Usvardi, Il richiamo da me fatto alla Impossibilità, per difetti di mezzi, della attuazione del piano quadriennale. Per fare non bastano le parole od anche la buona volontà: occorrono mezzi, occorrono milioni a centinaia o miliardi. Ed I buoni propositi resteranno tali se I Comuni continueranno a disporre dei mezzi che ora hanno, se ad essi non sarà tolto il peso di oneri che sono e debbono essere dello Stato. Ma sino a quando la riforma della finanza locale non avrà risolto il problema finanziario del Comuni bisognerà adeguare ai mezzi di cui si dispone la vita del Comune. Noi riteniamo nostro precipuo dovere richiamarvi al senso della misura nella spesa anche Per quelle che sono dette ■ necessità insopprimibili ». Tutte le necessità hanno un limite nei mezzi che si hanno e quando non vi sono più mezzi, chè non possono essere contratti altri debiti, ogni necessità, con qualunque aggettivo la si voglia qualificare, non può essere soddisfatta con sole parole. E' ora di raccoglimento, ora di restaurazione delle finanze comunali con una politica di drastica riduzione di tutte le spese. E questa esortazione non è mia, è del Presidente della Repubblica che recentemente ha richiamato gli Amministratori degli Enti locali a quella auste- 21