I Tali decisioni infatti anziché aiutarci, porrebbero una grave remora alla autonomia delle nostre decisioni per il 1967. Altrettanto dobbiamo compiacerci con i funzionari i quali, adeguandosi con rapidità alle nuove disposizioni, ci hanno preparato un documento di facile lettura in cui la nuova ripartizione delle spese e delle entrate, offre un quadro più chiaro delle effettive condizioni in cui si trova il Comune di Mantova. Numerose e profonde sono le innovazioni introdotte nel bilancio comunale e ricalcano — nelle linee essenziali — quelle riflettenti il bilancio dello Stato oggetto della Legge 1° marzo 1964, n. 62. In coordinamento con questa legge, la nuova struttura dei bilanci degli Enti locali, è stata adeguata a quella del bilancio statale. La tradizionale classificazione delle entrate e delle spese, di tipo aziendale — patrimonia-listico avente come scopo principale la determinazione dei riflessi che la gestione finanziaria dell’Ente aveva sul suo patrimonio, è stata sostituita da un'altra classificazione che per le entrate accentua la distinzione delle fonti di provenienza, mentre per le spese fissa un criterio di netta discriminazione tra quelle riguardanti il mantenimento ed il funzionamento della grande macchina comunale e quelle di investimento in conto capitale. La classificazione delle spese quindi, risulta ad un tempo, funzionale ed economica. Funzionale per quanto attiene alle erogazioni nei grandi settori di attività del Comune, economica per quanto riguarda i riflessi che l’attività erogativa dell’Ente ha nel contesto della comunità nella quale l’Ente medesimo è chiamato a svolgere la sua azione. Non si può disconoscere che la nuova classificazione ha degli aspetti indubbiamenti positivi Nella sostanza osserviamo subito che il bilancio è reale e realistico, a dimostrazione del senso di responsabilità della Giunta la quale ha voluto effettuare previsioni stando con i piedi in terra. Però, pur essendo un bilancio molto rigido, in quanto la situazione economico-finanziaria nella quale ci troviamo stronca molte iniziative, non rinuncia ad introdurre cose nuove di grande momento. Ancora notiamo che ci troviamo di fronte ad un documento che rispetta le scadenze del piano quadriennale, pur con i necessari aggiustamenti che l'esperienza consiglia di introdurre. E' questo il 3° bilancio in deficit. Deficit indubbiamente grave, ma non irresponsabile. Basta guardare alcune cifre: le entrate tributarie ed extratributarie ammontano a L. 2.200.000.000. Spese per il personale............................ Interessi passivi per mutui .... Interessi passivi anticipaz. spec. cassa Ouote capitale.................................... Nettezza urbana................................... I Con il nulla che rimane occorre fare tutto il resto. Il deficit però risulta contenuto nonostante un aumento delle spese che si aggira sui 150 000.000 ed un minore aumento di entrate di circa lire 90.000.000. Tale contenimento sta ad Indicare lo sforzo che hanno compiuto gli Amministratori per tenere buon conto degli indirizzi del Governo e delle sue ripetute sollecitazioni in merito. E per valutare lo sforzo compiuto basta considerare l’ampia serie di iniziative assunte nonostante le difficoltà. Ci piace notare qui che nel novero delle spese previste ben il 28,98% si riferisce ad iniziative nel campo sociale. Le accuse di immobilismo quindi non reggono ad una serena valutazione del bilancio. Certo è difficile essere dinamici quando si opera in una situazione come la nostra. Basti ripensare ancora al fatto che non sappiamo nulla del preventivo 1966. Ouesto fatto, questo ritardo ci conduce a fare delle riflessioni sui nostri rapporti con lo Stato. La salvezza dei bilanci degli Enti Locali, la possibilità di operare meglio, più autonomamente e in modo più rispondente alle esigenze, sta nella riforma della Finanza Locale. In particolare come già accennato dal Sindaco nella sua relazione, una più precisa definizione dei compiti dello Stato e di quelli dell’Ente Locale, con le conseguenti responsabilità economiche. Si pensi solo che per certi settori (pubblica istruzione, giustizia, viabilità) settori cioè di interesse che supera quello locale, il contributo dello Stato raggiunge a malapena il 10%. Naturalmente non si deve pensare ad interventi a sanatoria, che premierebbero i cattivi amministratori, ma ad una giusta restituzione a chi fornisce gli strumenti per realizzare entrate TOfs!S!l!Ì!l Sfingi . L. 1.125.000.000 . L. 420.000.000 . L. 165.000.000 . L. 262.000.000 . L. 282.500.000 L. 2.254.500.000 che finiscono allo Stato. E’ un problema di giustizia che può trovare una valida soluzione nell'ambito dell'Istituzione delle Regioni e delle relative programmazioni. La relazione .del Sindaco è onesta ed esauriente. Ci permettiamo di sottolineare alcuni punti. Per le entrate rileviamo che le previsioni per l'I.F. coincidono con quelle del Piano Quadriennale, a dimostrazione di una confortante precisione nelle posizioni programmatiche e di una responsabile coerenza negli stralci annuali rappresentati dai bilanci. i.e II.CC. aumentano senza che siano previsti inasprimenti, ma anzi, nonostante alcune riduzioni (es. l’olio d’oliva). Ciò è indice di aumentato benessere, dato che aumentano i consumi. E rileviamo qui, con piacere, che il cittadino mantovano è un buon contribuente, che brontola, ma in fondo fa il suo dovere e paga. Nel campo delle spese cominciamo dallo stanziamento per lo studio delle fognature. Dopo tanti anni si ha il coraggio di sbloccare una situazione, di affrontare un problema fino qui eluso dalle precedenti amministrazioni perchè scomodo in quanto costosissimo ed elettoralmente non redditizio. Sull’assistenza agli anziani, mentre sollecitiamo il massimo appoggio alla iniziativa della costruzione della nuova infermeria, qualunque sia la sua destinazione futura, raccomandiamo di proseguire sulla strada della estensione dei sussidi domiciliari cui annettiamo grande valore sociale in quanto consentono di facilitare la convivenza dei vecchi con i loro discendenti. Brevemente soffermiamo la nostra attenzione sui settori dove si sta intravvedendo la conclusione, quali la Zona Annonaria, con l'approvazione del progetto del Macello; il Teatro Scientifico, la sistemazione delle strade e della viabilità; la creazione del Palazzetto dello Sport; il restauro .del Palazzo del Te, e quello importantissimo della P.l. dove, con la prossima entrata in funzione dell'« Isabella d’Este » e con i lavori previsti di adattamento e miglioramento delle altre scuole, si dovrebbe giungere ad una buona sistemazione. Sottolineiamo in particolare ciò che si fa nel campo dell’assistenza all’infanzia dove siamo sicuramente all'avanguardia. Basti pensare alla « Casa del Sole > ed ai prodigiosi risultati conseguiti per sentirci giustamente orgogliosi. Largamente positivo il settore dell'Igiene e Sanità che si presenta con l’istituzione del Centro di Medicina- Scolastica e il progetto per la palestra dedicata alla ginnastica correttiva. Per quanto riguarda l’igiene dei laghi, plaudiamo ai positivi risultati dell'incontro con gli industriali e raccomandiamo di porre la massima attenzione agli scarichi di deiezioni animali provenienti da allevamenti di suini. Per la nettezza urbana, infine, raccomandiamo di studiare approfonditamente il problema di una eventuale nuova gestione, e ribadiamo la nostra convinzione che sia assolutamente improponibile un discorso di municipalizzazione. Concludendo, consideriamo il programma di cui il bilancio rappresenta il supporto finanziarlo. non rinunciatario, non immobillsta, ma dignitosamente dinamico nei limiti delle possibi- lità che abbiamo. E, contrariamente a quanto affermano i comunisti, i quali sostengono che la presenza della Democrazia Cristiana nell'Amministrazione attiva ha peggiorato le cose, siamo orgogliosi del contributo di uomini e di Idea che abbiamo dato e continuiamo a dare nel servizio alla cittadinanza. servizio di cui questo bilancio 1967 costituisce un atto positivo al quale siamo lieti di dare II nostro voto favorevole. Ida Romagnoli - Socialista Indipendente La premessa alla relazione del bilanciò dovrebbe trovarci tutti d’accordo; tutti sappiamo come il lungo e tormentato travaglio delle promesse continua; la crisi delle istituzioni porta a mettere in forse la stessa democrazia dell'Ente Locale nel suo rapporto autonomo tra Stato e cittadino. Prendiamo atto di questa denuncia e apprezziamo il rigetto delle calunniose affermazioni, particolarmente della destra, che il dissesto delle provincie e dei comuni è conseguenza di leg gera amministrazione. Siamo d'accordo di respingere ogni generalizzazione, ma non possiamo fermarci alla sola denuncia, bisogna individuare cause e responsabilità della situazione degli Enti Locali e un po'