più di coraggio non avrebbe certo, leso il diritto e il dovere di ogni amministratore. Gli oneri imponenti che il caotico sviluppo del Paese ha imposto agli Enti Locali, provoca, ovviamente un indebitamento ulteriore, ma quello che bisogna ricercare sopo le cause e le responsabilità. La politica dei Governi passati e di quello presente che del compromesso e del rinvio fa opera meritoria, causa la disiiersiorre delle speranze dell'attuazione delle riforme necessarie, riforme che pur sono pronte e vengono ogni giorno sempre più immiserite così da accelerare la crisi degli enti stessi. Lo sciopero in corso dei dipendenti degli Enti Locali ai quali deve andare tutta la ilostra solidarietà, è da considerarsi uno sciopero particolare che investe proprio quei criteri di autonomia e di libertà dell'Ente locale. A pagina 3 e 4 della relazione del bilancio sono segnati alcuni punti, altri potrebbero essere ad esempio quelli indicati nell'ultima assemblea dell'ANCI e deH'UPI, rimasti poi lettera morta, punti che potrebbero essere, se presi in considerazione, già un passo avanti. Ma cosa si fa perchè i Comuni, nel loro insieme o qualche comune singolarmente, faccia sentire la propria voce, rivendichi sacrosanti diritti in favore delle proprie popolazioni? Nulla o "ben poco. Si è continuato e si continua ad accettare che prevalga la concezione, tipica dello stato accentratore, che rende subalterni, gli ordinamenti della finanza locale, per cui si è operato all'opposto di quello che sarebbe stato necessario, al punto che — in forza di soppressione di fonti di entrata senza corrispettivi — si è verificato che mentre il prelievo degli enti locali sul reddito nazionale era nel 1954 del 3,2% e che quello dello Stato del 18%, nel 1963 è sceso per i Comuni e le Provincie al 2,6%. per lo Stato, invece, è aumentato sino al raggiungimento del 20%. Tale tendenza si è poi ulteriormente consolidata nel 1965 e sicuramente nel 1966. Non entrerò nei particolari della relazione proprio perchè i capitoli del bilancio 3he andremo via via a votare offriranno a tutti noi la possibilità di entrare in dettagli. Ma mi consenta, sig. Sindaco, di fare un rilievo di carattere politico: quando dopo la premessa della relazione, premessa che il Movimento dei Socialisti Autonomi condivide e dovremmo condividere tutti, la Giunta afferma « condividiamo una certa tesi governativa » tendente alla compressione delle spese correnti per un maggior sviluppo degli investimenti, con ciò cosa si vuol dire? Evidentemente c’è un riferimento al piano di sviluppo. Se è così, sig. Siadaco, ci chiediamo che cosa la nostra città e la nostra provincia potrà avere? La città lineare sull'asse Novara-Milano-Bergamo-Brescia (lo abbiamo visto e sentito anche ieri dal Presidente del Consiglio) lascia supporre che la nostra provincia sia in un certo senso, assegnata la-sola attività agricola; se è così, se tutto è in funzione di una politica economica di appoggio alla grande industria e al monopoli, la nostra città si allontanerà sempre più da quell inserimento vitale che la popolazione richiede e che il piano regolatore ha indicato. L'aumento da 1 a 3 milioni per ur\ sussidio a disoccupati del nostro Comune è significativo e in un certo senso ci deve preoccupare non poco. SI ripropongono sempre più gravi poi, I problemi della prima occupazione. Lo sforzo delle precedenti amministrazioni per dare alla città e alla nazione mano' d'opera qualificata è stata opera meritoria, l'afflusso di giovani all'Istituto Tecnico Industriale è significativo, ma purtroppo con questi indirizzi % con le indicazioni del piano, non c'è da prevedere up assorbimento In loco. C'è poi il grande discorso delle Infrastrutture, se ne parla in un contesto di rivendicazioni tra provincia e provincia e intanto si creano le città del « domani ». Questi importanti problemi saranno sicuramente già stati discussi a livello regionale, noi consiglio comunale, non sappiamo nulla. Venerdì e sabato: a Milano, in un convegno regionale si sono discussi questi argomenti, per cui non mancano studi tendenti alla collaborazione e alla elaborazione. Il rilievo va fatto ed è rilievo politico: la produzione industriale ha raggiunto negli ultimi mesi un aumento del 12% rispetto il 1966 e l'occupazione è diminuita del 4%. In questo contesto la mano d’opera fem- minile subisce la più grave contrazione; contrazione che apre poco a poco quella « riserva » di mano d'opera non qualificata, tanto cara alla classe padronale. A Mantova e in provincia di Mantova si hanno già sintomi rilevanti di aumenta della disoccupazione che per ora è contenuta dai precario lavoro a domicilio e sappiamo tutti come ciò si sviluppi. Signor Sindaco e Signori Consiglieri, premetto che non voglio fare retorica o demagogia. Attraverso il lavoro il cittadino-uomo o donna che sia — soddisfa la sua prima esigenza che è quella della dignità. Quando nell'aprile del 1945 l'Italia sembrò andare nel novero delle nazioni civili e moderne, si stabilì che tutte le forze dovessero collaborare al bene comune: In un sistema democratico è assurdo e offensivo stabilire « steccati » e * rigide delimitazioni ». 26 Vediamo insieme cosa è possibile fare e cosa dobbiamo fare, l’omogeneità del potere del centro alla periferia, come oggi si teorizza e si applica, mortifica le più genuine istanze democratiche e non permette una reale espressione di base negli enti locali. Questa concezione, ripeto, è di danno Slla pubblica amministrazione e alla democrazia ed è tipica di un regime: ci auguriamo che il centro-sinistra sia un governo della cosa pubblica e non un regime ». Dott. Ettore Sarzi Sartori - M.S.I. Il Cons. dott. Sarzi Sartori afferma che ben poco rimarrebbe da dire dopo la prolissa illustrazione del cons. geom. LUI dopo la brillante discussione finanziaria dell’aw. Raspanti e dopo la filippica del geom. Zaniboni. Afferma che il consigliere comunista, pur avendo detto delle grandi verità, ha taciuto determinati gravi peccati del proprio Gruppo allorquando faceva parte della maggioranza consiliare, consentendo all'industria le cospicue agevolazioni deliberate allora dal Consiglio Comunale. Non è contrario dal riconoscere anche la fondatezza di alcuni mutui necessari a soddisfare giuste esigenze, ma osserva che quando l’assunzione di debiti è fatta in funzione di faziosità politica la cosa cambia aspetto. Rileva che non tutte le colpe vanno imputate agli amministratori dei Comuni perchè tali colpe risalgono al vertice perchè pedissequamente ne è stata seguita l'orma. Ricorda che nel dopoguerra si è speso per riforme che con sprovvedutezza hanno buttato al vento miliardi come ad esempio la riforma fondiaria che voleva sminuzzare le proprietà terriere che oggi tende a ricostruire ciò a differenza di quanto è avvenuto in Germania. * Rammenta che l’istituto del « maso chiuso » è tuttora esistente in Alto Adige. Per la zona annonaria e in particolar modo per il macello fa presente la continua sostenuta necessità di un macello a gestione cooperativistica. Dichiara di avere l'impressione che per l’Istituto Geriatrico l’impegno assunto dal Comune di concorrere nella spesa di oltre 800 milioni per la ristrutturazione dell'Istituto, non possa conseguire il fine di soddisfare determinate esigenze, pur convenendo sullo spendere anche di più pur di realizzare qualcosa di nuovo senza ricorrere a rifacimenti che altro non sono che rappezzamenti. Per il teatro scientifico ricorda che a suo tempo è stato approvato il progetto ed entusiasticamente da tutti. Rileva però che se ci si fosse valsi subito dell'opera di professionisti esperti mantovani, che non mancano, forse il progetto sarebbe già stato eseguito e con minor spesa. Per il Palazzo dello Sport date le condizioni finanziarie, non vede la necessità di spendere per la sua costruzione. Per quanto attiene la manutenzione delle strade, raccomanda che I ricarichi di bitumatura vengano fatti il meglio possibile onde evitare di continuamente intervenire. . Sulla circolazione osserva che la stessa è Impostata abbastanza bene, raccomanda tuttavia che vi sia una educazione stradale più completa. Esprime plauso per l'operato della Giunta Municipale per quanto è stato .fino ad or« attuato a vantaggio della Pubblica Istruzione. Raccomanda che sul piano urbanistico si cerchi di realizzare solo quanto sia possibile e deplora l’esistenza delle * stalle del Te » che già da qualche anno avrebbero dovuto essere demolite. Circa l'Igiene e Sanità esprime la sensazione che la lotta antianofellca sia una battaglia persa in partenza perchè i Comuni rivieraschi non si legano al Comune di Mantova, per cui la lotta è inutile perchè con il poco non si fa assolutamente niente. Lo scolo del colaticcio dèi caseifici è un problema, non di facile soluzione perchè si tratterebbe di costruire enorme biologiche e di usare solo determinati detersivi: trattasi di problerrfa gravissimo che merita uno studio anche in campo nazionale. Per concludere e senza l'intenzione di altercare con l'Assessore al Tributi, concordando con il Cons. geom. LUI, per quanto ha attinenza all’applicazione dei tributi ed in particolare dell'imposta di famiglia, osserva che, con'vergogna leggendo i quotidiani, si nota la sperequazione degli accertamenti, infatti alcuni funziopari hanno denunciato il netto stipendio, mentre determinati contribuenti non hanno avuto l'esatto accertamento. Si augura che per la tranquillità dei cittadini, al ¿>lù presto si rettifichino le ingiuste posizioni. La verità deve essere sempre detta e la giustizia sempre fatta.