Il capitolo secondo invece entra direttamente nel merito dei problemi della Lombardia, che vengono affrontati dal piano. il territorio lombardo, caratterizzato da una popolazione di 8.007.000 abitanti e che occupa 2.880.000 Ha., per il 40% montagna, si presenta notoriamente come uno dei più valorizzati del Paese. il problema principale del territorioè quello della regolazione dei diversi usi e degli scarichi di acque utilizzate per l’industria, che vengono restituite in condizioni tali da non servire ai successivi impieghi agricoli e civili. La disponibilità di acqua potabile è grave per la città di Milano ma anche per il 60% dei Comuni lombardi. D’altra parte lo sviluppo degli abitanti comporta una ulteriore necessità di urgenti quantitativi di acqua per uso alimentare ed igienico, mentre la falda acquifera va esaurendosi e si affaccia la necessità di utilizzare le acque correnti in superficie. A questo si aggiunga l’influenza negativa dei serbatoi idroelettrici per le utenze agrìcole ed industriali. Nelle stagioni critiche l’acqua viene a singhiozzo. Il problema è di regolarizzazione degli alvei e dei deflussi dell’acqua, ma anche di sufficiente disponibilità per le utilizzazioni irrigue, industriali e navigatorie. Po, Mincio, Ticino, Adda, Oglio, nonché i laghi di Mantova richiedono interventi adeguati e di efficacia duratura, non di emergenza. Non meno grave il problema deH'inquinamento atmosferico, che in Lombardia assume aspetti particolarmente gravi anche per carenza di leggi adeguate. La dotazione di abitazioni, scuole, ospedali, etc. è migliore della media del Paese. Tuttavia i tassi di incremento di questa dotazione sono stati inferiori a quelli dell’aumento del reddito. Il tumultuoso sviluppo dell’ultimo ventennio ha determinato rilevanti squilibri nella destinazione e organizzazione delle risorse pubbliche e private. La localizzazione industriale è stata spesso il frutto di scelte che, pur rispettando una razionalità economica, hanno provocato squilibri di sviluppo territoriale. Nel Nord lo sviluppo si è localizzato lungo grandi direttrici di traffico delimitando un’area omogenea nel triangolo Milano - Como - Varese. Nel Sud è avvenuto a isola, lasciando tutto il resto del territorio all’economia agricola. Ne consegue che la zona al Nord e molto di più la zona al Sud sono rimaste ai margini dello sviluppò industriale. Per contro la spirale degli insediamenti residenziali ha determinato zone congestionate, con concentrazioni di servizi ma sempre inadeguati ai bisogni, mentre nelle altre zone si è arrivati persino ad una sottilizzazione delle attrezzature preesistenti, in seguito al crescente esodo e spesso alla rottura di antichi equilibri economico-sociali. Gli Enti Locali non sono più in grado di rinnovare tutte le attrezzature civili. Avanza il fenomeno della depressione. E’ noto in Lombardia il problema dei lavoratori e degli studenti pendolari. Quotidianamente si spostano trecentomila persone. La causa è nella congestione dell’area metropolitana nonché nell'ancora insufficiente sviluppo delle comu- 6 nicazioni e dei trasporti, che oltre a tutto comportano grossi deficit alle amministrazioni locali. D’altra parte il problema dei trasporti non è solo interno alla regione, ma anche esterno ed internazionale, se si considera che il 40% in valore della bilancia commerciale italiana riguarda la regione lombarda. Quindi un problema di vie di penetrazione verso il centro Europa, un problema di porti verso i quali gravita la regione, e di strutture di trasporto a basso costo come le vie d'acqua interne. La situazione delle abitazioni appare nel complesso soddisfaciente solo dal punto di vista quantitativo. Esiste invece il problema delle abitazioni malsane. Per la scuola il giudizio è complessivamente positivo. Non presenta gravi carenze per le scuole elementari e medie inferiori. La situazione peggiora passando alle scuole medie superiori ed alle Università. Tuttavia una visione più articolata denuncia zone urbane sovraffollate e scuole di piccoli comuni sottoutilizzate. La Lombardia presenta il minor numero di analfabeti (1,7%) contro una percentuale nazionale nel 1961 delI'8,4%. Quanto più si sale nella scala scolastica tanto più le percentuali lombarde si avvicinano a quelle nazionali. I diplomati della scuola media inferiore lombarda sono il 12% della popolazione contro il 9% nazionale. I diplomati delle scuole medie superiori sono il 4,9% contro il 4,2%. I laureati rappresentano l’1,3% contro I’ 1,2% nazionale. II cfjadro peggiora nelle analisi provinciali; per i gradi di istruzione più elevati solo la provincia di Milano è al disopra della media nazionale. Tutto questo dimostra una situazione non favorevole in prospettiva al raggiungimento, da parte di un numero sempre maggiore di giovani, dei più alti gradi dell’istruzione e quindi alla formazione di quadri di dirigenti in grado di precondizionare il ritmo dello sviluppo, di guidarlo e di equilibrarlo. Il problema non è solo del diritto allo studio ma di una « educazione per- manente ». Anche nel settore sanità ed assistenza, per quanto riguarda le attrezzature sanitarie, i dati generali vengono definiti soddisfacienti. Negli ospedali la Lombardia è dotata di 80.000 posti letto. Ma anche in questo campo scendendo ad una analisi più articolata, si rilevano carenze e squilibri, che indicano come la salute non sia sufficientemente tutelata. Da ciò la necessità di razionalizzare l’uso delle attrezzature e di riorganizzarne la distribuzione territoriale e funzionale. Gli studi del gruppo di lavoro assistenza denunciano una soddisfacente disponibilità per acuti e in sanatori, ma rilevanti carenze per quanto riguarda gli ospedali per lunghe degenze e i convalescenziari. Tali deficienze si ripercuotono sugli Ospedali ordinari, con degenze lunghe, rispetto alle possibilità offerte dalle moderne terapie. Ma il servizio più manchevole è quello dell’assistenza alle persone anziane. Pure carente è il settore dei subnormali. Al problema degli indigenti tentano di rispondere gli enti comunali di assistenza, con risultati assai diversi da zona a zona. 7