regione rispetto a quello nazionale, il che significa 265 miliardi per le ferrovie e 430 miliardi per la viabilità. Si asserisce che la direzione compartimentale di Milano delle Ferrovie è tuttora impossibilitata a fornire indicazioni programmatiche sufficientemente attendibili, derivando da organi superiori le scelte definitive. Il piano pone l’accento sul miglioramento delle lunghe percorrenze, in realtà assume le esigenze delle metropoli con le zone vicine e le esigenze dei P.I.M., nonché quelle della Valtellina. Per le autostrade le riserve disponibili, secondo il documento, dovrebbero aggirarsi sui 155 miliardi, da destinarsi al completamento di opere già in fase di avanzata elaborazione, quali la tangenziale ovest di Milano, la Corno-Chiasso, la Piacenza-Cremona-Brescia, la pedemontana Bergamo-Como-Varese-Laveno, nonché il tratto Brescia-Gargnano dell’autostrada Brescia-Riva del Garda. Il totale di queste opere è di 116 miliardi ed i residui trentanove per arrivare ai 155 il piano li destina al potenziamento della rete autostradale esistente ed alla manutenzione straordinaria. La viabilità statale e ordinaria dovrebbe poter contare su 275 miliardi (143 per quella statale e 132 per quella comunale e provinciale). L’A.N.A.S. non ha ancora fornito nessuna indicazione. il piano parla di dedicare 40 miliardi alla Statale 36 e alla sistemazione o rifacimento della Statale 33 del Sempione. La restante disponibilità dovrebbe essere impiegata, con priorità assoluta, per le comunicazioni intervallive per rompere l’isolamento delle valli, che chiedevano a gran voce i trafori. In nessuna parte del documento si parla del miglioramento della rete stradale del sud della Lombardia. Una precisazione si fa per i trafori come problemi di carattere nazionale, più che regionale. Gli studi sul settore dell'Assistenza sono giunti alla conclusione di fare una scelta prioritaria per gli istituti per anziani, per un investimento di 15 miliardi. Per gli istituti di ricovero per minori, secondo gli orientamenti del Ministero della Sanità, per 17 miliardi e mezzo. Per 300 nuovi asili-nido (del costo complessivo di circa 9 miliardi). Circa le scuole materne mancano precise indicazioni; si segnala comunque che novanta comuni lombardi, in genere montani, ne -sono assolutamente privi. Nel settore ospedaliero, per portare la Lombardia allo standard dei paesi più progrediti, occorrerebbero, dice il documento, 27.000 nuovi posti-letto con una media annua di 5.400, rispetto alla media annua di incremento nell ultimo biennio che è stata di 2.250. Tali esigenze dovrebbero essere quindi ridimensionate. Nel settore delle attività produttive, gli interventi che il piano si limita ad indicare come prioritari, sono quelli per cui gli Enti possono assumere una azione di stimolo, cioè interventi diretti atti a facilitare gli insediamenti industriali in quelle zone che per infrastrutture di carattere generale e disponibilità di mano d’opera qualificata, sono mature per accogliere detti insediamenti. Interventi atti a favorire la « commassazione fondiaria », tenendo 12 conto, per il rimanente delle indicazioni e finalità del 2" Piano Verde. Iniziative di assistenza tecnica agli artigiani, alle piccole industrie, al commercio al dettaglio. Interventi infine atti a garantire una politica della ricerca applicata all’industria ed alla agricoltura, problema che impegnerà il Comitato per tutto il restante periodo del 1967. Si parla poi di individuare un settore meridionale del Paese cui la Lombardia potrebbe dedicarsi per favorire lo sviluppo industriale e si parla, del polo Bari-Brindisi-Taranto. Per quanto riguarda il fabbisogno di mezzi finanziari, la politica atta a facilitare il decongestionamento degli insediamenti industriali, di massima assorbe risorse nell’ordine di 20 miliardi annui per avviare al lavoro due o tre mila persone. Pure con risorse deM’ordine di 20 miliardi si potrebbero « commassare » circa 40 mila ha. di terreni montani e collinari. Il capitolo 4° è dedicato alle verifiche compiute affinchè il piano regionale non sia in contraddizione col piano nazionale. Un primo discorso è dedicato all'aumento del 5% del reddito nazionale, che il piano regionale intende sostenere sia con un alto reddito proprio senza ulteriori squilibri, sia col concorso della Lombardia al risollevamento del resto del Paese ed in particolare del Sud. Il perseguimento del massimo tasso possibile di sviluppo del valore aggiunto prodotto e la piena occupazione delle forze del lavoro già esistenti, hanno però dei vincoli: che sia minimizzata da una parte la richiesta a nuovi insediamenti nell'area lombarda di forze di lavoro provenienti dall’esterno e che sia posta a disposizione delle altre regioni del Paese un buon quantitativo di risorse formate nella Regione. In subordine a questi obiettivi c’è il perseguimento di una più equa distribuzione degli standard dei consumi civili. Per quanto riguarda le forze del lavoro, esse ammonterebbero nel 1971 presumibilmente a 3.290.000. L’offerta di lavoro sotto questa ipotesi deve tener conto dell'attuale disoccupazione e dell’ulteriore esodo dall’agricoltura, che si considera nel periodo del piano di circa 45.000 unità. La disoccupazione esistente è valutata in 50.000 unità, mentre il saldo migratorio ancora attuale è valutabile in 20.000 unità annue, corrispondente a 120.000 unità nel passato di cui 80.000 vere unità lavorative. In totale quindi una variazione in più di offerta di lavoro entro il 1971 di 156.000 unità. La richiesta di lavoro, considerando il saggio di sviluppo del 5,8% ed un investimento medio per ogni nuovo occupato di 18,3 milioni, arriverà sotto le 140.000 unità nel settore industriale, ed assieme alle esigenze del settore terziario alle 180/190.000. Apparirebbe possibile quindi una eccedenza della richiesta sull’offerta, che potrebbe annullare la minimizzazione della immigrazione. L’ipotesi del piano è tuttavia quella di ottenere grosso modo un pareggio con una maggiore utilizzazione della popolazione femminile favorendo maggiormente l’esodo dell'agricoltura. Ma la previsione del 5,8% come tasso di incremento, secondo altre ricer- 13