che ed ipotesi, può arrivare al 6,4 ed anche al 7 e questo margine conférma la possibilità e l’attitudine della regione lombarda a trasferire risorse neile altre aree del Paese in armónia con le previsioni nazionali. La funzione del riequilibrio interno regionale, pure obiettivo del Piano Pie-raccini, si dice viene rispettata con la volontà di perequazione fra le zone ad alto sviluppo e le zone depresse della montagna e del Sud agricolo. Per quanto riguarda i vari settori, le singole Commissioni di studio hanno preso in riferimento il piano nazionale come punto di partenza. In particolare quello dei trasporti. Difficile stabilire il quantum da dedicare ai vari settori civili. In particolare per l’istruzione il piano regionale assume una definizione estensiva del concetto d’istruzione. Naturalmente buona parte della realizzazione del piano è affidata alle istruzioni locali e su di esse il piano in sede di verifica si intrattiene lungamente. La situazione delle Province e dei Comuni è troppo nota per ricordarla. Al di sopra delle municipalità di 20.000 abitanti e per i capoluoghi la situazione viene definita abbastanza positiva se paragonata alla media nazionale (i soli disavanzi sono quelli degli Enti Locali mantovani). Ma molti Comuni sono già sulla soglia del deficit per cui la tendenza degli Enti lombardi è verso l’Irrigidimento» anche tenendo conto dell’indebitamento globale degli Enti. L’indebitamento degli Enti Locali lombardi è infatti di 745 miliardi, pari al 14,66% dell’indebitamento degli Enti Locali italiani. L’indebitamento prò capite lombardo è di 93.893 lire, inferiore alla media nazionale e per il quale la Lombardia viene al 7° posto dopo Lazio, Sicilia, Liguria, Marche, Toscana e Calabria. C’è da sottolineare che l'indebitamento degli Enti Lombardi è destinato per il 71% ad opere pubbliche, contro il 42% della media nazionale. in definitiva i debiti degli Enti lombardi sono volti a sostenere l’attività propulsiva. Tuttavia esistono ancora molte carenze. Per gli asili il 60% dei Comuni lombardi possiede attrezzature adeguate. Nel settore della scuola media solo il 12%. NeH’approvvigionamento idrico il 40% è in situazione soddisfacente. Per le fognature solo il 24% e solo il 6% per i pubblici mattatoi. Il 45% dei Comuni Lombardi giudica sufficiente la condizione delle proprie strade, il 43% i propri uffici, il 10% le proprie attrezzature sportive. Per quanto riguarda le province una serie di tabelle (alla cui lettura rinviamo) pone in evidenza il notevole appesantimento della situazione di questi Enti. Resta tuttavia una notevole capacità di indebitamento, variabile, naturalmente, da provincia a provincia. « Signori CONSIGLIERI, un primo documento di critica costruttiva è stato avanzato dal membri mantovani del Comitato Regionale per la Programmazione Economica Lombarda pochi giorni dopo aver preso visione della bozza del Piano. 14 Alcune considerazioni essenziali che sono balzate fuori dalla prima lettura. Anzitutto siamo questa volta in presenza di premesse valide: gli stessi problemi della Lombardia per il tempo ed i dati statistici a disposizione, si ha l’impressione che siano sufficientemente centrati. Un salto si avverte invece quando si passa alle scelte, spesso precise e determinate che risultano non esattamente conseguenti alle premesse, alle stesse relazioni dei gruppi di lavoro e talvolta al di fuori delle stesse direttrici del piano nazionale. il documento che abbiamo presentato naturalmente non contiene tutto, contiene le cose che ci sono apparse essenziali. Lo abbiamo presentato subito (e oggi lo sottoponiamo al Vostro vaglio) solo per tempestività. Contiene critiche di carattere generale che anche se espresse dalla nostra angolazione mantovana puntano all’obiettivo di un reale ed effettivo riequilibrio all’interno della Lombardia. Acquista in un certo senso anche l’aspetto di un elenco di rivendicazioni. Non è stato campanilismo, comunque il nostro movente, ma la reale preoccupazione di venir trascurati, come inevitabilmente accade a chi abita in periferia. E le nostre indicazioni non valgono solo per Mantova, ma anche per molte altre zone periferiche. - A questo punto occorrerebbe scindere i problemi provinciali da quelli più strettamente cittadini che ci riguardano, che riguardano il nostro Consiglio Comunale. Il mio tentativo è stato inutile e chiunque si accingesse a questo lavoro si renderebbe conto che non esiste problema provinciale che non si ripercuota, che non riverberi tutti i suoi riflessi sul capoluogo mantovano. Gli stessi problemi deM'agricoltura col suo esodo, finiscono con l’interessare a fondo e non marginalmente, la città capoluogo. E così pure gli altri, dalle strade, dalle infrastrutture, all'istruzione. Perciò, abbiate pazienza ancora qualche minuto. Non c’è di meglio che rileggere insieme quel documento ». 15