Il documento conclusivo approvato dal Consiglio Comunale I rappresentanti della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio I.A. di Mantova ritengono che il progetto di piano di sviluppo economico regionale allo stato attuale delle cose possa essere considerato come base di discussione, nella intesa tuttavia che il documento stesso trovi la sua necessaria integrazione nelle relazioni predisposte dai Gruppi di lavoro. I rappresentanti degli Enti Mantovani, pur riconoscendo che i problemi della Lombardia sono puntualizzati in modo sostanzialmente apprezzabile nell’apposito capitolo, ad eccezione dei problemi della sistemazione territoriale, che richiedono un più approfondito esame, ritengono, per una doverosa tutela dei vitali interessi di sviluppo civile ed economico della loro provincia, così come sono stati, individuati nei piani pluriennali della Provincia e del Comune di Mantova elaborati nel quadro di una politica di programmazione regionale con il piano nazionale, di far presente quanto segue: 1°) una prima osservazione di fondo è che il progetto di piano tenda, ponendosi come obiettivo prioritario la « massimizzazione della competività » della Lombardia, alla massima razionalizzazione dell'apparato produttivo, in generale, della Regione sacrificando nel contempo i settori più deboli e le aree meno fortunate per i quali non sono previsti interventi compensativi adeguati. Tutto questo rappresenta un evidente contrasto rispetto alle finalità che si propone di realizzare il piano nazionale di sviluppo economico per il superamento degli squilibri settoriali e territoriali. 2°) Uno sviluppo equilibrato della Regione richiede che si dia particolare rilievo al rafforzamento delle strutture periferiche, ovviamente soprattutto di quelle più deboli. Tale rafforzamento deve essere impostato in particolare su un adeguato sviluppo industriale che consenta di assorbire in loco le forze di lavoro delle quali è previsto il disimpegno da altri settori, in particolare dal settore agricolo evitando ogni ulteriore emigrazione dalle provincie che, come quella di Mantova, hanno subito forti depauperamenti di capitale umano. E’ del tutto Illusorio ritenere che uno sviluppo equilibrato di vaste zone possa essere conseguito senza una adeguata componente industriale e soltanto con destinazione del territorio a « verde agricolo ». Il piano regionale deve, pertanto, proporsi una politica di decentramento industriale, che dovrà trovare il suo fondamento nella realizzazione di valide infrastrutture di trasporto, come supporto alla realizzazione di una efficiente mobilità delle imprese. 24 3°) Si concorda nel riconoscere il carattere sostanzialmente prioritario sostanzialmente prioritario degli investimenti nel campo dell’edilizia scolastica (scuola elementare, scuola media, istituti tecnici, istituti magistrali, licei, istituti professionali). Si rileva, peraltro, in ordine alla copertura dell'onere finanziario, che in base al paragrafo 100 del programma economico nazionale l’onere finanziario per l’attuazione del programma di edilizia scolastica verrà assunto a totale carico dello Stato. Una delle motivazioni di tale assunzione di onere da parte dello Stato è il superamento delle attuali situazioni di sfavore in cui si trovano gli Enti locali che hanno minori disponibilità finanziarie. Di conseguenza interventi aggiuntivi a carico degli Enti locali sarebbero in realtà extra-piano, se non contro il piano. Così stando le cose, sembra che le indicazioni offerte dal progetto di piano di sviluppo economico regionale in questa materia non tengano sufficientemente conto nè delle indicazioni del programma economico nazionale nè del disegno di legge in corso di avanzato esame da parte del Parlamento. Si osserva inoltre che, mentre nel Piano Pieraccini c'è un apposito capitolo dedicato all’istruzione professionale, il progetto di piano della Lombardia, al contrario, ha dato una impostazione unitaria ai problemi dell'istruzione per cui alla fine il problema della qualificazione e riqualificazione dei lavoratori è stato messo in sordina. 4°) Fra gli strumenti di intrevento previsti dal progetto di piano, assume particolarissima importanza il sistema degli Enti locali con le sue risorse finanziarie, al fine di assicurare all'intero territorio lombardo un adeguato livello di dotazione di beni e servizi civili di cui è stata rilevata l'assoluta necessità anche come fattore incentivante per un ulteriore sviluppo economico in generale ed industriale in particolare. La situazione sopra segnalata tuttavia comporta che la distanza tra Enti in condizioni finanziarie più floride ed Enti in condizioni finanziarie meno floride (o addirittura cattive), determinatadalla diversità delle situazioni economiche e locali, tende ad accentuarsi nel tempo, aggravando i ritardi delle zone meno sviluppate. 5°) Le strutture amministrative periferiche dello Stato a livello sopra-pro-vinciale sono costruite spesso in difformità con i confini delle Regioni « storiche ». Ciò è vero soprattutto nei confronti di Mantova, che sotto diversi aspetti (in particolare ferrovie, strade e lavori pubblici) è collocata spesso in circo-scrizioni amministrative extra-lombarde. Poiché la programmazione regionale allo stato attuale non può valersi in larga misura delle strutture periferiche decentrate della pubblica amministrazione, una situazione come quella indicata è notevolmente pregiudizievole, tanto più che non risulta che nella bozza di piano regionale lombardo si sia sempre tenuto conto di questa situazione per apportarvi i necessari correttivi pratici. 6°) La Lombardia occupa una posizione centrale nella pianura Padana. Tale presupposto appare assai poco acquisito come elemento base del piano di sviluppo regionale. Sembra che in base a tale necessario presupposto debbano acquistare maggiore rilievo le situazioni delle provincie periferiche che non hanno potuto approfittare dei benefici offerti dallo sviluppo industriale. 25