In particolare le provincie sud-orientali della Lombardia, e Mantova in misura più accentuata, sono « immerse » senza soluzione di continuità nel tessuto economico-territoriale della Padania, in immediato contatto per massima parte dei suoi confini con le Regioni Emilia-Romagna e Veneto. Pur dovendosi fare ogni sforzo per una razionalizzazione del sistema lombardo dall’interno, i problemi interregionali, che pure hanno rilevanza fondamentale anche per il centro del sistema, devono essere considerati come vitali per uno sviluppo equilibrato e ciò vale in principalissimo modo per il sistema dei trasporti e per la sistemazione e difesa del territorio. 7°) Sembra opportuno che il progetto di piano debba dare qualche indicazione concreta in tema di sistemazione idrogeologica e di difesa del suolo, tentando la disaggregazione delle indicazioni del programma economico nazionale. * . ' In tale quadro, dovrebbe essere dato adeguato rilievo alle esigenze del Mantovano. Potrebbe essere infatti, non senza qualche pericolo che nei piani regionali del Veneto e dell’Emilia-Romagna il tema della difesa del suolo e della sistemazione idrogeologica venisse posto in qualche evidenza, nella mancanza (o quasi) di concrete indicazioni da parte dei lombardi. Nel Piano dovrà essere fatto un espresso riferimento, per quanto concerne il territorio lombardo, ai problemi della definitiva realizzazione del sistema Adige - Garda - Mincio - Fissero - Tartaro-Canal Bianco - Po Levante, di fonda-mentale interesse anche per la sistemazione dei Laghi di Mantova e per lo sviluppo della navigazione interna. 8°) I problemi dei trasporti vanno visti con riguardo ai colleganrrenti interni al sistema lombardo e con riguardo ai collegamenti esterni interregionali ed a quelli più propriamente padani. Il problema dei collegamenti interni è stato giustamente considerato nella relazione sulle « comunicazioni ed assetto territoriale » come un obiettivo subalterno ad altri fini generali e soprattutto con riguardo alla mobilità delle Imprese Non si può non rilevare che il progetto di piano regionale, dopo aver individuato l’importanza dei problemi delle comunicazioni con le zone eccentriche della Lombardia, trascura ogni proposta di intervento per rompere l'isolamento dell’area mantovana rispetto al centro della regione. In particolare si sottolinea che nel capitolo III. nulla si dice sulla urgenza di migliorare le comunicazioni ferroviarie, oggi notoriamente inadeguate, da Mantova verso Milano e verso le altre regioni confinanti. Anche per la viabilità statale e ordinaria i problemi della nostra provincia sono totalmente ignorati. Per quanto riguarda i collegamenti interregionali si nota con vero stupore che il progetto di piano non fa alcuna indicazione della autostrada del Brennero. Questa omissione, assieme all'indicazione della autostrada Brescia-Riva tra le opere da costruire, tradisce la volontà di mantenere i traffici entro le zone già congestionate della Regione. 26 L’autostrada del Brennero, che da Mantova dovrà collegarsi con l'autoca-mionabile della Cisa a Parma per realizzare una direttrice di traffico verso il Tirreno, è destinata invece a sviluppare una positiva funzione di allargamento della maglia delle grandi infrastrutture dei trasporti e quindi di decentramento industriale. Gli Enti Mantovani chiedono pertanto, l'inserimento nel piano dell'auto-strada del Brennero per la parte di competenza della Regione Lombarda e analogamente del raccordo tra la autostrada del Brennero e l’autocamionabile della Cisa. Chiedono inoltre che fin da adesso sia presa in considerazione la possibilità di realizzare l'autostrada Trans-padana (Milano - Cremona - Mantova - Ferrara - Ravenna - Adriatico) destinata a costituire una grande arteria per la Padania anche come alternativa all’autostrada del Sole per i traffici verso lo Adriatico. Le accennate grandi comunicazioni interregionali pongono l’esigenza che il problema dei porti sia visto in termini diversi da quelli enunciati nel progetto di piano regionale che individua nel solo porto di Genova il naturale sbocco dei traffici da e per la Lombardia. 9°) I problemi del ponteziamento delle attività agricole devono trovare nel piano una più precisa enunciazione suUa base della relazione presentata dal Gruppo di lavoro per l’agricoltura. In particolare meritano una più attenta considerazione i problemi dell’adeguamento dell'agricoltura lombarda alla nuova realtà nazionale e internazionale con riguardo soprattutto all'integrazione economica con le altre attività, alla ristrutturazione fondiaria, alla formazione professionale, al credito fondiario. 10°) Il problema delle aree depresse è particolarmente sentito nella provincia di Mantova che ha registrato un altissimo fenomeno di spopolamento e che avverte la situazione di disagio data dal fatto che quasi tutta la sua fascia di confine è adiacente a Comuni per i quali è prevedibile il riconoscimento al fini della legge 614. I rappresentanti degli Enti mantovani chiedono, pertanto, che il C.R.P.E. della Lombardia voglia adoperarsi per ottenere il riconoscimento per i Comuni per i quali il Comitato Regionale ha già espresso parere favorevole, oltre che per i Comuni di Marcaria, Roncoferraro, Villimpenta, Casteldario, Castelbelforte e Roverbella per i quali sussistono obiettive e documentabili condizioni di depressione. I rappresentanti mantovani, inoltre, chiedono che il piano regionale prenda in considerazione una politica di interventi per le aree depresse, in aggiunta e ad integrazione dei benefici previsti dalla suddetta legge 614. 11°) I rappresentanti mantovani mentre riconoscono l’importanza del ruolo affidato agli strumenti di intervento, di cui al capitolo Vo, osservano che il Piano stesso deve meglio precisarne le funzioni ed i poteri. I rappresentanti degli Enti Mantovani danno a questo documento il signi- 27