L’inaugurazione, avvenuta recentemente, del nuovo Supermarket della COMPEC in Viale Partigiani, nel Quartiere Paiolo Un pò diversa e migliore è la situazione della Cooperazione cittadina in cui operano, con ben 22 spacci complessivi e 2 supermercati, due Cooperativa di diversa ispirazione ideologica, marxista e cristiana. Di questi 22 spacci ben 17 — tutti Self-Service — sono della Cooperative Mantovana di Produzione e Consumo (C.O.M.P.E.C.) che gestisce anche i due avviatissimi supermercati di Via Grazioli e di Viale dei Partigiani; Cooperativa nata nel 1941 in piena guerra ad opera di alcuni amici Cooperatori, e che è oggi, indubbiamente, uno dei più grossi e floridi organismi cooperativi non solo della nostra provincia, ma della stessa regione lombarda. Ciò che le consente di guardare con molta fiducia all’avvenire ed alle prossime incombenti scadenze del mercato comune; scadenze che, con la totale abolizione delle barriere doganali, saranno certamente fatali per i deboli, gli isolati e gli impreparati ad affrontarle. Giacché una realtà che lo stesso mercato comune ha messo in particolare evidenza, ma che purtroppo pochi vogliono ammettere, è che oggi, in questa società del benessere in continua evoluzione, non si può più vivere isolati e rinchiusi grettamente nel proprio guscio, ma occorre riunire le forze, adeguarsi ai tempi, aggiornare strutture e metodi di vendita per offrire al consumatore — che non è più quello di una volta quando imperava il « libretto » di infausta memoria — ambienti spaziosi, puliti, attraenti, dove egli possa trovare tutti i prodotti che vuole, in libera scelta, a prezzi minori e con minor perdita di tempo che nei negozi tradizionali. Ecco perchè la « COMPEC », anticipando e seguendo i gusti del consumatore, ha via via trasformato tutti i suoispacci tradizionali in accoglienti Selfs-Service con servizio di banco e trasporto a domicilio per le ordinazioni telefoniche ed ha poi aperto, con notevoli sforzi finanziari, ma con le proprie forze senza alcun contributo esterno, i due avviatissimi « supermercati » di Via Grazioli e di viale dei Partigiani dove si può trovare una gamma vastissima di varie migliaia di prodotti e di marche, intesa a soddisfare anche le pretese del cliente più esigente. 22 Le Cooperative di Consumo non godono molta simpatia nell’ambito del I commercio al dettaglio perchè si ritiene, a torto e certo per insufficiente I informazione, che esse godano di chissà quali privilegi ed agevolazioni e pos-I sano fare, quindi, la concorrenza al commercio privato. Ho già detto in altra sede e ripeto qui che, malgrado l’art. 45 della Costi-I tuzione dica testualmente: « La Repubblica riconosce la funzione sociale della I « cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La I « legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assi-I « cura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità », nessuna agevola-I zione fiscale o di altro genere godono le Cooperative le quali anzi, a differenza I del commercio privato, debbono tenere per legge registri contabili rigorosa-I mente esatti ed aggiornati, sottoposti a periodici controlli e revisione da parte I dei Sindaci delle società, da parte del fisco e del Ministero del Lavoro, e I Pagano fortissime tasse non sugli utili di bilancio — come sarebbe giusto — ma sul cumulo degli affari, il che induce spesso il fisco ad avere la mano piut-I tosto pesante. Certo non si può negare che i « supermercati », ovunque vengono impiantati, danneggino non poco il commercio privato, sopratutto quello dei negozi Piccoli tradizionali, sordi a qualsiasi esigenza di ammodernamento delle strutture e dei metodi di vendita. Ma ciò non è colpa di nessuno — e tantomeno, per Mantova della “ COMPEC » che ha prevenuto gli intendimenti di altre potenti organizzazioni estranee al nostro mercato — ma un inevitabile portato dei tempi e dei