gusti dei consumatori ed è inutile e dannoso illudersi o sperare che si possa ritornare indietro. Del resto, se si badasse un po più attentamente a quello che avviene negli altri Paesi, si vedrebbe che nei Paesi del Mercato Comune, nella vicina Svizzera, in Inghilterra e nei Paesi nordici i « supermercati » hanno avuto uno sviluppo enorme, mentre in Italia siamo ancora molto in arretrato con questa nuova forma distributiva che altrove va dilagando in modo impressionante. Il commercio privato deve convincersi che non sono le « Cooperative » di Consumo che lo rovinano, ma altri fattori che non dipendono dalle Cooperative stesse. E cioè, in primo luogo, la propria riluttanza ad aggiornarsi con i tempi, rinunciando ad offrire alle propria clientela locali, strutture, prezzi concorrenziali e metodi nuovi, e poi la polverizzzaione del commercio al dettaglio fisso ed ambulante; polverizzazione dovuta e facilitata dal costante inurbamento di elementi impreparati provenienti dalle campagne con pochi soldi, in cerca affannosa di licenze che la norma costituzionale consente loro di avere con estrema facilità, ed infine anche l’attività non indifferente degli spacci aziendali e parastatali che operano con prezzi notevolmente concorrenziali perchè non pagano tasse ed operano con personale stipendiato dagli enti cui dipendono. In altra sede ho potuto dimostrare, con cifre alla mano, l’altissima saturazione — una delle più alte d’Italia — del mercato mantovano della distribuzione alimentare e l’assoluta non convenienza per il consumatore di questo eccessivo numero di dettaglianti che, bene o male, sono costretti a vivere del loro piccolo commercio. Per questo, tutti i distributori locali, Cooperative e commercio privato, dovrebbero agire in piena concordia per impedire — se possibile — l’ulteriore stillicidio delle licenze di commercio, per adeguarsi ai tempi ed alle esigenze del consumatore, e per evitare infine che altre grosse organizzazioni monopolistiche, il cui unico fine è la speculazione, vengano a rompere il fragile equilibrio del commercio locale. OTTORINO MOMOU Presidente della COMPEC e della Federazione Nazionale delle Cooperative di Consumo 24 La distribuzione nel Comune di Mantova e la Programmazione La situazione del commercio nel nostro Comune-Capoluogo è del tutto simile, purtroppo, alla situazione che si rileva in quasi tutta la distribuzione del Commercio Nazionale. Ora, dall’analisi delle caratteristiche strutturali e delle tendenze evolutive dell'apparato distributivo, le quali, peraltro, hanno già raggiunto un livello soddisfacente, balzano in evidenza problemi essenziali che riguardano principalmente: 1) La eventuale liberalizzazione delle licenze di commercio; 2) La concessione di licenze per supermercati e grandi magazzini; 3) L'incentivazione al miglioramento delle strutture distributive tradizionali; 4) La programmazione della distribuzione. 1) La voce dei Commercianti è unanime nel ritenere ormai superata l’attuale normativa sulle licenze di commercio ed è concorde sulla opportunità di sostituire l’attuale disciplina, basata su concetti quantitativi, con un'altra basata sulla qualificazione degli operatori. Da diversi anni l'attività commerciale, fissa od ambulante che sia, rappresenta l’attività-rifugio per tutti quelli che, per ragioni varie, non trovano occupazione in altri settori operativi. Anche nella nostra città questo fenomeno si è verificato e attualmente tutto il settore commerciale si trova in una situa-