Il Rio, che taglia la città in due, costituirà una linea di transito obbligato per la fognatura della parte nord dell'abitato. dalle abitazioni (gabinetti, bagni, cucine, autorimesse, ecc.) nonché le acque di pioggia ricadenti all’interno delle proprietà. Naturalmente, in relazione al tipo di liquido trasportato, la fognatura deve avere delle caratteristiche d’impermeabilità e di tenuta idraulica nettamente superiori alle tombinature. Ritornando a Mantova sono noti a tutti gli inconvenienti che si lamentano là dove esistono tombinature in servizio di fognatura (di fognature vere e proprie non ce ne sono, salvo che in qualche quartiere periferico di recente costruzione): esalazioni disgustose, perdite ed infiltrazioni negli scantinati delle case, funzionamento in pressione degli scarichi domestici, ecc.... Dove non esistono tombinature l'evacuazione delle acque luride avviene mediante disperdimento nel terreno, con grave pericolo di inquinamento delle falde idriche, e con facilità di intasamenti degli scarichi. Inoltre gli scarichi delle acque luride domestiche e di quelle industriali contribuiscono, insieme ad altri fattori, a peggiorare sensibilmente la situazione dei Laghi e del Mincio, sui quali si sono versati finora fiumi... d'inchiostro! I risultati non sono molto brillanti: si confronti ad esempio la limpidezza dell'acqua del Mincio a Peschiera con quella del Lago Inferiore. Da quanto sopra esposto emerge la necessità impellente di procedere con urgenza al risanamento igienico di tutto il comprensorio di Mantova. Il Comune può impostare il problema della fognatura cittadina mentre allo Stato compete la conservazione e la difesa delle acque pubbliche (Laghi e fiume Mincio). Purtroppo in questo campo la vigente legislazione lascia troppa libertà (leggi licenza) alle iniziative del singolo a danno della Comunità tutta. Leggi ponderose e dettagliatissime regolano nel nostro Paese la conservazione degli alvei (Testo Unico 25 luglio 1904 N. 523), l’uso delle acque (Testo Unico 11 dicembre 1933 N. 1775), ma per contro frammentarie, vaghe ed arcaiche sono quelle che dovrebbero servire a preservare l’integrità delle acque in genere dagli inquinamenti. In questo campo sono previsti molteplici interventi da parte dello Stato e degli Enti più svariati, con i risultati purtroppo noti a tutti! Basti considerare la situazione miseranda e repellente in cui sono ridotti fiumi e laghi di molte parti d’Italia (Brianza, Laghi d’Orta e di Varese). Esistono delle proposte di legge per ovviare a questi inconvenienti sul modello di quanto è già stato fatto in numerose altre Nazioni (Germania, Inghilterra, U.S.A., U.R.S.S., ecc). Pur tuttavia il problema non è semplice: acque limpide e pure presuppongono la depurazione preventiva più o meno spinta di tutti gli scarichi cittadini ed industriali. La Tecnica attuale offre senz’altro la possibilità di risolvere il problema ma a costi ...elevatissimi. Nel caso delle industrie questi costi addizionali possono influire disastrosamente sul prezzo dei prodotti diminuendone la competitività. Il problema ha quindi pure dei riflessi economici e sociali non potendosi imporre improvvisamente alle industrie degli oneri assai elevati. Non è questa comunque la sede per approfondire il problema della preservazione delle acque pubbliche daM’inquinamento. Vediamo invece cosa può fare di concreto la Città di Mantova. Occorre progettare e costruire una rete di fognatura che possa servire gran parte dell’abitato e delle industrie, che sia capace di assicurare un rapido ed efficace smaltimento delle acque luride, abolendo gli scarichi diretti nei laghi e convogliando le acque stesse possibilmente in un unico recapito dal quale, previa un’opportuna depurazione spinta fino al grado necessario, le acque vengano immesse nel complesso del Canale Fissero - Tartaro - Canal Bianco a valle della diga Masetti. Per progettare con cognizione di causa si dovrà prendere le mosse da un accurato stato di consistenza (pianimetrico ed altimetrico) delle attuali strade e tombinature. Mantova è una Città di pianura e gli scarsi dislivelli esistenti devono venire studiati e sfruttati al massimo onde permettere il movimento naturale delle acque nei futuri condotti senza ricorrere a costosi impianti di sollevamento. L'approntamento dello stato di consistenza servirà pure a localizzare quei tratti della rete esistente che potranno essere conservati: sarebbe infatti antieconomico abbandonare completamente la rete esistente senza un accurato esame delle sue condizioni generali e manutentive. Eseguito lo stato di consistenza, il tracciato della nuova rete potrà essere studiato sulla carta. Il recapito finale delle acque sarà previsto nel punto di quota stabile più bassa. Questo punto si trova all’incile (inizio) del Canale Fissero - Tartaro - Canal Bianco (a valle della Diga Masetti) in corso di costruzione da parte del Genio Civile. Fintantoché non sarà possibile usufruire di questo recapito definitivo le acque verranno convogliate verso le idrovore (stazioni di sollevamento) del Consorzio di Bonifica attualmente esistenti al termine dei vari canali (Rio, Fossa Magistrale, ecc.). Numerose altre indagini e ricerche andranno effettuate prima di pervenire al calcolo vero e proprio della nuova rete, ma di questo facciamo grazia al lettore. La rete di fognatura che scaturirà dal progetto potrà essere del tipo « misto » (una sola canalizzazione in sede stradale, che raccolga sia le acque luride 7