'V"V\vC Sappiamo benissimo che c’è uno slogan in Italia sul quale riposa in pace la pigrizia di molte coscienze : e lo slogan è quello del « siamo tanto ricchi da essere poveri » per indicare che la dovizia di opere accumulatesi attraverso i secoli nella nostra penisola ci impedisce di tutto tutelare e tutto mettere in luce come vorremmo e dovremmo. Ora, la storia della povertà ingenerata dalla troppa ricchezza è vera e non è vera: ossia, che lo è in senso assoluto, non lo è se si prendono partitamente certi settori. Sta di fatto che occorrono iniziativa, fantasia, coraggio per attuare cose che a dirle c'è da far rimanere perplessi i santoni del perenne cauto pessimismo. Che i mezzi a disposizione — i mezzi finanziari, diciamo — non siano sufficienti, nessuno lo mette in dubbio; ma molte volte non è necessario muoversi sul sicuro per ottenere risultati positivi. Anzi, molte volte prendere d’assalto un argomento « alla garibaldina » come si diceva una volta, dà risultati del tutto inattesi e del tutto soddisfacenti. Però oltre al cosidetto turismo qualificato, è necessario insistere con particolare attenzione su forme di turismo popolare a grande partecipazione di cittadini italiani e stranieri. Infatti è importante che sia esaminata con attenzione la possibilità di realizzare le manifestazioni popolari a vasto respiro legate alla storia della città e del costume. Mantova ha le « carte in regola » anche per questo importante tipo di manifestazioni con la possibilità di divenire una « città antica » ma viva; capace di affascinare e di interessare vastissimi strati di popolazione. Tutto ciò ha una funzione formativa, educativa, culturale, sociale, ed è bene ricordarlo costituisce un sostegno non indifferente nella economia locale. I dati statistici della situazione alberghiera nel turismo mantovano 1967 hanno « chiuso » abbastanza bene. Rispetto alla situazione nazionale si registra un interessante incremento di turismo straniero, sia di arrivi che di presenze, mentre il turismo interno ha segnato il passo. Nel complesso, data la composizione eterogenea del nostro turismo : di transito, di fine settimana, di breve soggiorno, si può affermare che è stato un anno buono per Mantova. Molto è stato fatto, con impegno, capacità e competenza per la « prigioniera dei tre Laghi ». Molto resta da fare, da perfezionare, da ridimensionare, ma si può credere con certezza che l’impegno da parte di tutti, non mancherà affinchè Mantova CITTA’ d’ARTE abbia sempre più la sua giusta valorizzazione. FRANCO AMORI Consigliere Ente Prov. Turismo Binomio Musica - Turismo e altre idee Ma al di là del fatto occasionale, della ricorrenza, ci dobbiamo chiedere quali risultati darebbe un annuale ciclo di musiche Monteverdiane, quando si sapesse che non si tratta di una manifestazione occasionale ma di una ricerca attenta e di una approfondita riscoperta dei valori artistici di un autore tanto legato al melodramma. Si può pensare che una simile iniziativa finirebbe con il far convergere su Mantova l'attenzione di un pubblico straniero e italiano interessato a sentire e a vedere ciò che raramente o mai ha occasione di vedere o sentire altrove. Il moderno « binomio » musica-turismo contribuirebbe quindi notevolmente ad accrescere la conoscenza della nostra città oltre che trovare anche nuovi canali di flusso turistico. Da questo esempio, fatto solo per restare ai fatti di una cronaca recente, di proposte del genere per Mantova se ne potrebbero fare altre quattro o cinque e tutte validissime ambientate nei nostri tesori d’arte: monumenti, piazze, quartieri. E non ci si deve fermare soltanto ad iniziative musicali: Mantova offre moltissime altre possibilità per attrattive artistiche, culturali e folcloristiche. Lo stesso « Times » ha ricordato recentemente con elogi vibranti il « Ritorno di Monteverdi » nella Reggia dei Gonzaga. Molta stampa specializzata estera e nazionale plaudendo all'iniziativa ha dato il pieno consenso a Mantova che ha voluto ■■ consacrare » al gran nome di Claudio Monteverdi questo ciclo di rappresentazioni. Viene qui opportuno fare un rilievo che però non riguarda Mantova in particolare, e cioè la non sempre felice abitudine di ricordarsi di un artista in occasione di qualche ricorrenza centenaria o cinquantenaria che sia (difetto abbondantemente presente anche nella prosa). // Po a Borgoforte foto William Zanca