AGOSTINO PISANI ■ Uomo che protesta ■ Scultura 1° Premio ex-eequo Suzzare 1967 egli stesso scrive nell’articolo introduttivo al catalogo — ed alla quale egli di contro attribuisce, oltre che una solida consistenza sul piano creativo — anche una capacità « contestativa » reale, in grado di agire come alternativa alle più titolate correnti formalistiche. L’assunto è senza dubbio interessante, anche se resta da verificarne la validità sul campo di operazioni. Intanto l’iniziativa ha avuto due risultati importanti; per un verso ha approntato dei criteri utili entro cui convogliare un certo numero di artisti che altrimenti appaiono difficilmente classificabili con i metri comuni di giudizio, dall’altro si è presentata — in anticipo rispetto ad altre rassegne — come un evento di forte attualità, sintonicamente parallelo a certe manifestazioni del gusto che riguardano il romanzo, il teatro e il cinema. FRANCESCO BARTOLI a vindizio nodari pesenti pittore scultore Le opere di Domenico Pesenti e del nipoteVindizio Nodari Pesenti sono raccolte nella casa di Via Trieste; una bella casa dalla semplice caratteristica facciata rinascimentale la cui originale decorazione ricorda che era abitata dall’architetto Bertani, allievo di Giulio Romano. Negli appartamenti del primo e del secondo piano la signora Licia, nuora del pittore e scultore Vindizio Nodari Pesenti, con amorosa e fiale cura custodisce le opere dei due artisti, del suocero e dello zio del suocero Domenico. Fra i due artisti esiste un indubbio legame, non solo di parentela, ma anche artistico; legame che si avverte specialmente nelle prime opere del più giovane dei due, che pare riceva dal più anziano l'impegno di continuare la sua esperienza artistica con una sensibilità inizialmente vicina alla sua, anche se si staccherà in seguito con le opere successive, nelle quali l’età, la diversa forza espressiva, la nuova sensibilità affinata dai contatti con le avanguardie artistiche del tempo permettono un discorso che va ben oltre l’esperienza ottecentesca di Domenico Pesenti, anche se questa è stata tutt’altro che inutile per il giovane nipote. Anche per Vindizio Nodari Pesenti, come per altri artisti mantovani, malgrado l’ampiezza dell’attività, abbiamo poche precise notizie atte a ricostruire la sua biografia artistica per un discorso, che ci permetta di seguirlo e capirlo nel suo operare. Questo discorso può ancor oggi esser ricostruito per merito della gentile signora Licia, che col suo affetto tiene unita e riesce ancora a dar vita ad un fenomeno artistico (l’opera dei due pittori), che oggi, senza di lei, sarebbe forse ormai disperso con grave danno per una esatta e completa comprensione dell’arte figurativa mantovana nella prima metà del nostro secolo. Nato a Medole nel 1879. Si è formato a Firenze presso lo zio Domenico. Ha esposto dal 1897 alle principali mostre nazionali e internazionali conseguendo significativi riconoscimenti. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private.