i \Xk\TT/^JLN^\'in/<S^sN ¥ //// #h V»W»!*!*>X*X#iV naie si nota qualche leggero spostamento. Il bilancio che vi presentiamo prevede 470 milioni di entrate di imposta di famiglia (20 in meno rispetto al Piano) e 963 milioni per le imposte di consumo (51 milioni in più sempre rispetto al Piano). Siamo nell’ordine, in entrambi i casi, non superiori al 5%, con una dilatazione globale dei due principali cespiti di entrata. Ai 470 milioni deH'imposta di famiglia contiamo di arrivare sicuramente con la nuova operazione di questa primavera, che ha interessato 1500 partite, di cui 200 nuovi accertamenti, 300 che costituiscono vecchi ricorsi, 550 che costituiscono variazioni richieste dai contribuenti e 450 variazioni d’ufficio. Delle 1500 partite oltre 600 sono già concordate per un maggior introito di 15 milioni. In questi giorni molti accertamenti si consolideranno tacitamente per scadenza di termini. L’andamento dell’operazione si presenza del tutto normale. La tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani è prevista in bilancio in 130 milioni al posto dei 90 dello scorso anno per effetto della tariffa deliberata lo scorso anno. L’aumento dell’entrata viene così a coprire quasi completamente la spesa per la nettezza urbana che riguarda la raccolta dei rifiuti a domicilio. Nel ’68 scadono per legge due modeste entrate relative alla imposta sul le macchine da caffè e sulle licenze. La prima porta tuttora in bilancio una entrata di 12 milioni, la seconda di 5 milioni 400 mila lire. Ciò per effetto della legge 1° marzo 1968 n. 174, pubblicata il 22 marzo, che prevede tuttavia come compenso un aumento delle aliquote dell’I.C.A.P. di pressapoco pari importo. Data la recentissima data della disposizione, proponiamo di lasciare invariato Il bilancio, nell'intesa che lo stesso organo tutorio affronterà le variazioni. LE SPESE Il settore delle spese viene visto sempre più, secondo un concetto moderno, sull'arco dei grandi servizi che l’Ente locale è impegnato a dare alla collettività, secondo i compiti di istituto o meglio secondo le nuove dimensioni che i compiti di istituto acquisiscono a contatto di una realtà in movimento e nei limiti che le nuove leggi dello Stato sempre più definiscono. Si configurano così i servizi dell’istruzione, della viabilità, dell’assetto urbanistico, della sanità, dell’assistenza, dei servizi generali e personali, che sono i grandi canali in cui l'Ente locale impegna le sue risorse. Naturalmente i servizi sono di indole estremamente varia e diversa, e pongono sempre in difficoltà gli amministratori costretti a confronti molto eterogenei al momento delle scelte di impegno delle risorse. Dovremo allenarci sempre di più, e questo è impegno della Giunta, prima ancora che del Consiglio, a valutare lo stato di soddisfacimento dei singoli servizi e delle singole esigenze onde ripartire più equamente le mai sufficienti risorse. L’analisi dei servizi dovrà essere più approfondita onde risolvere equamente le varie alternative di spesa, giudicandole secondo il metro qualificante del vivere civile, per un investimento di carattere civile ma capace di generare una spinta econo- mica. Dovremo arrivare a poter decidere con sicurezza se una determinata cifra rende di più investita, ad esempio in un asilo oppure in una pavimentazione stradale. L’ISTRUZIONE Il servizio di istruzione pubblica ha segnato in questo ultimo anno notevoli variazioni non tanto sul tipo di servizio quanto sull Ente cui fa carico in seguito delle leggi per l'edilizia scolastica e per i nuovi asili. Consolidata ed assestata la scuola media dell'obbligo nel suo pieno sviluppo triennale e felicemente accettata come un salto qualitativo, le due nuove leggi summenzionate hanno un po’ rivoluzionato gli stessi impegni programmatici. Ciò che era nel Piano quadriennale un impegno di spesa (sia pure con contributo) diventa un impegno di « richiesta di Stato ». Le ultime opere ad matici. Ciò che era nel Piano quadriennale un impegno di spesa (sia pure con contributo) diventa un impegno di « richiesta di Stato ». Le ultime opere ad iniziativa e carico comunale sono, nel settore della scuola media, la « Isabella d’Este » già inaugurata e funzionante e nel settore della scuola elementare l’ampliamento per 39 milioni, in corso di appalto, della scuola di Borgo Chiesanuova. Per contro le prime opere richieste e che verranno realizzate secondo il nuovo Piano della scuola, saranno nel primo settore la « Bertazzolo » e nel secondo le scuole elementari di Valletta Vaisecchi e Paiolo — zona Belfiore. Nel 1968, secondo le nostre caute previsioni, il Piano della scuola dovrebbe segnare l'approvazione della « Bertazzolo » nonostante il terremoto siciliano impegni fortemente anche il Piano della scuola come un po tutti gli altri settori statali. Entro il giugno sarà nostra cura deliberare le richieste di finanziamento sul successivo Piano triennale per le rimanenti scuole, secondo la nostra programmazione. Con le economie realizzate nella costruzione della « Isabella d'Este » abbiamo recentemente deliberato lavori per 22 milioni alla « Leon Battista Alberti » e per gli altri 30 milioni circa è allo studio nel Palazzo Gesuitico e nel complesso dell’Accademia Virgiliana un assestamento alla « Maurizio Sacchi », al Liceo « Virgilio », alla Biblioteca, alla Scuola di musica. Il servizio d istruzione, al presente e in prospettiva, è da considerarsi buono. Lo dimostra d’altra parte la quasi assoluta assenza di turni, prerogativa in verità di pochissimi Comuni. Per quanto riguarda gli asili la nuova legge ci trova con I asilo di P.zzale Michelangelo quasi ultimato (potrà funzionare con il nuovo anno scolastico), e in fase di appalto sia il nuovo « Tommaso Ferrari » in Via Conciliazione, sia i lavori di riattamento per 40 milioni dei nostri asili di Frassine, Angeli e Corso Garibaldi. Rivolgeremo istanza allo Stato per i nuovi asili di Valletta Vaisecchi, di Virgiliana e di Cittadella, sempre secondo il nostro Piano quadriennale. Tuttavia in Valletta Vaisecchi funziona già un servizio di asilo in un vecchio fabbri-