cato, con tre aule, per circa 100 bambini, che è stato bene accolto dalla popolazione del quartiere. I lavori di restauro al Teatro Scientifico, esaurito l’iniziale finanziamento, hanno avuto bisogno di un punto della situazione. Si sono ordinati tutti i successivi interventi in una serie di perizie suppletive. In pratica il nuovo progetto definitivo e completo ammonta a 96 milioni, di cui 20 coperti dal contributo della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde ed il rimanente da coprirsi con mutuo. L’Ente Manifestazioni Mantovane è ormai perfezionato e può essere insediato ed avviato alla sua attività. II problema deH’ampliamento del Museo del Risorgimento è maturo, anche per l’aumento del materiale dopo il lascito del compianto Avv. Bari Ili. Presso l'Università Popolare che sta riprendendo la sua attività, e in collaborazione con essa, il Comune sta predisponendo un centro di consultazione per studenti di scuola media. Si ta allestendo pure una piccola biblioteca con enciclopedie e testi che funzionerà gratuitamente per tutti gli studenti a partire dal prossimo autunno. Il 5 maggio si svolgerà a Mantova una giornata del Congresso Internazio naie di Studi Monteverdiani, che inizia a Venezia e si concluderà a Cremona. Il 25 aprile inaugureremo nei giardini di Viale Piave il Monumento alla Resistenza, che ricorderà alle future generazioni il sacrificio dei Martiri Antifascisti mantovani. LA VIABILITÀ’ Nel settore della viabilità il discorso non è molto diverso da quello degli anni passati. I capitoli di spesa sono troppo ristretti e troppo falcidiati. Le pavimentazioni stradali non riescono ad attingere la loro quota di finanziamento dalle utenze dei mezzi privati: tassa di circolazione. Tuttavia qualcosa di nuovo c’è. Approvato un mutuo di 180 milioni per le opere stradali deliberate lo scorso anno, i lavori sono in fase di appalto. Costituiranno un disagio per qualche tempo, anche in relazione alla messa a punto degli allacciamenti dell'acqua e gas prima della definitiva asfaltatura, ma nel preludio ad una sistemazione definitiva. Si tratta come è noto di: Via Chiassi, Via Volta, Via Torelli, Via Grossi, Via Parilla, Via Divisione Acqui, Via Ferrarmi, Via G. Romano, Via L. Gandolfo, Via Fernelli, Via Bertazzolo, Via Accademia e tratto di Strada Montata. E' recentissima la notizia della concessione del contributo statale su 70 milioni sulla legge 181. Dovrebbe trattarsi di una cinquantina di milioni coi quali proporremo il finanziamento della pavimentazione di ulteriori strade secondo il nostro Piano quadriennale (probabilmente il raddoppio di Viale Risorgimento) . Procede la installazione semaforica negli incroci pericolosi il che ci permetterà di alleviare il notevole super lavoro del Corpo di Vigilanza. La manutenzione della segnaletica, in particolare quella orizzontale, rappresenta sempre un impegno non indifferente. 8 Ma i problemi più importanti che si presentano indilazionabili sono lo spostamento aN’esterno delle circonvallazioni con traffico pesante, in particolare da Corso Garibaldi, Viale Risorgimento e Viale Piave, rispettivamente sulla strada della Diga e della Spolverina. Secondo, e non mai risolto, il problema dei parcheggi, che sta soffocando la città e per il quale il proverbio « mal comune mezzo gaudio » non è certo risolutivo. Dovremo dedicare maggior impegno tentando soluzioni di autorimesse « silos » anche a carattere condominiale. L'alleggerimento del traffico nel centro storico inizierà non appena approvata dall’organo tutoria la delibera per Via Broletto. Attendiamo di poter autorizzare qualche ora straordinaria alla Vigilanza per iniziare l'esperimento dei vigili di quartiere. Continuerà, e con ogni mezzo, il disincentivo del mezzo privato per piccole percorrenze e nelle ore di punta. Per l’illuminazione pubblica, già deliberata, attendiamo l’approvazione del mutuo per l’installazione dei 500 punti luminosi nuovi. L’ASSETTO URBANISTICO Nel settore dell'assetto urbanistico della città occorre dire: per il Piano Regolatore siamo in lieve ritardo. Lo stesso studio del centro storico, affidato ai due gruppi di architetti mantovani e veronesi, va a rilento. D’altra parte non si può considerare la revisione del Piano Regolatore come un ritocco qua e là di quello precedente, ma sul presupposto realistico di un centro storico che è il pilastro della città e che per continuare a vivere ha bisogno di una salva-guardia e di una vitalizzazione e dove occorre provvedere ad una schedatura delle varie unità immobiliari. Molti problemi poi al margine della città, come quello delle strade, non possono più essere considerati al di fuori di una dimensione comprensoriale. E sui comprensori crediamo si possa essere tutti d’accordo; ma le riunioni, le discussioni, le stesse tavole rotonde, a poco approdano se non c'è uno strumento che abbia valore di legge, come un Piano Regolatore Intercomunale. L'iter e la vita dei piani intercomunali sono difficili e tribolati, tuttavia non si conoscono attualmente altri strumenti validi, per cui noi pensiamo si debba fare un serio tentativo di piano intercomunale nel quale si inquadri la visione del nostro P.R.G., non cedendo alle pressioni e alle facili tentazioni di rimaneggiamenti di cose vecchie, nè abbandonandosi alle ancor più facili tesi avveniristiche che costituiscono autentiche fughe in avanti, ma restando fortemente ancorati alla realtà di oggi e dell'immediato domani. L’approvazione di un piano intercomunale è resa difficile dal rispetto delle autonomie dei singoli Comuni, ma abbiamo la sensazione che le cose siano in | questi ultimi tempi maturate, anche nelle coscienze. La stessa programmazione regionale ci insegna che le forme di associazio-| nismo sono pur sempre un mezzo perdifenderci da sovrastanti e dominanti interessi. Uno dei problemi di assetto urbanistico del 1968 è quello che riguarda il 9