////. Fra le varie cose (e qui verrebbe la voglia di dire intelligente, ma pare non sia corretto !) che quel misero tapino di operatore ha pensato per porre rimedio ad una parte degli aspetti negativi dei laghi, con la condiscendenza del sottoscritto e il plauso della Commissione interministeriale, c’è quella di tentare di fissare le caratteristiche del paesaggio ad una porzione intermedia fra la piena e la magra, in modo che la linea di demarcazione terra-acqua viene fissata e per così dire consolidata con una zona che emerge costantemente e quindi senza gli inconvenienti del « bagnasciuga » ed una zona costantemente sommersa con un certo fondale per cui anche l’acqua che si muova lentamente non possa imputridire. Certo non sono queste le mille risorse per combattere il depauperamento dei laghi. Ce ne sono di più importanti, e come spesa, e come risultato, come quella delle industrie e delle fognature. Ma proprio perchè costano cifre con molti zeri si cominciano e si portano avanti con doverosa perseveranza, e proseguono per la loro strada con un obbiettivo ben definito. Ma hanno bisogno di tempi lunghi ! E’ iniziato e si sta svolgendo il discorso fra il Ministero della Sanità e le industrie. Il limite è che le industrie non chiudano o non si trasferiscano. E’ in corso lo studio per le fognature da parte del Comune. Cosa certo di grande portata che va « digerita » sia dal punto di vista tecnico che economico. A questo punto qualcuno avanza dubbi che sia logico affrontare da subito interventi più modesti, anche se impegnativi, per realizzare ciò che noi timi- damente pensiamo sia un netto miglioramento che costa pure relativamente poco, cioè fissare le sponde dei laqhi con caratteristiche paesaggistiche costanti che evitino i noti e summenzionati inconvenienti e di ordine igienico e di ordine estetico. Al limite potrebbe apparire illogico anche dare una spazzolata al vestito in attesa di mandarlo in lavanderia. Qualcuno ha ritenuto di tentare di fermare i lavori del Genio Civile ricorrendo alla richiesta di un nuovo vincolo paesaggistico; qualcuno ha agitato fantasmi di grattacieli. Non poteva mancare il vecchio spauracchio della canalizzazione dei laghi. Il tutto in presenza di una scarsa fantasia che impedisce di vedere le co-struende banchine, attualmente di color bianco sabbioso, ricoperte di un verte a prato naturale e assolutamente immuni da strutture e brutture di tipo pseudo-balneare. Il non vedere il bianco facilmente trasformato in verde è forse problema di miopia; il non credere neH’immunità ci par proprio processo alle intenzioni. C’è il problema della scarsità d’acqua e delle utenze irrigue di vaste zone rgricole, che pure lo Stato deve risolvere. Siamo fiduciosi che lo Stato possa farlo, ma non ne misconosciamo anche qui le difficoltà. Difficoltà di ri-t rare concessioni già in atto, pur riscontrando quanto spesso venga sciupata I acqua destinata all’agricoltura, acqua che non tutta va a buona destinazione. Ritornerà forse più abbondante l’acqua nei nostri laghi, ma purtroppo non subito. E in attesa? Si dovevano lasciare quelle autentiche colture di bacilli sulle rive interne dei nostri laghi ? In nome di un ambiente paesaggistico che non Fare certo violentato? In nome della salute pubblica che sta a cuore a tutti ? O i i nome di una logica a rovescio ? Naturalmente non c’è cosa buona che non possa essere migliore. Non c'è I ivoro iniziato che non debba essere portato a termine in assoluta vigilanza. E poi c’è lazione ben più grossa che comporta, come abbiamo detto, una doverosa perseveranza. Ma che tutto sia sempre, costantemente, necessariamente sbagliato è filosofia che non possiamo accettare, anche se oggi certa contestazione globale è diventata di moda. Dott. LUIGI GRIG ATO SINDACO DI MANTOVA 5