Non è chi non veda come tale giustificazione sia da respingere recisamente perchè è inconcepibile, sotto il profilo morale e sociale, che lavoratori dello stesso settore, con le stesse mansioni e con lo stesso carico di lavoro, possano godere di una diversa retribuzione a seconda del tipo di datore di lavoro (pubblico o privato), quando alle spalle di questi non esiste una economia di mercato, bensì una primaria esigenza collettiva da soddisfare, nè d altra parte è pensabile che la collettività cittadina, cui fa carico il costo del servizio, possa aspirare ad ottenere un servizio a minore costo a danno dei lavoratori, che sono parte interessante della stessa collettività. Al minor costo, evidentemente, è legittimo aspirare, attraverso un’organizzazione più razionale e più meccanizzata, che riduca il più possibile l’incidenza della mano d’opera, senza ovviamente trascurare eventuali situazioni contingenti o ricorrenti di disoccupazione. Per i servizi di nettezza urbana non esiste però una larga possibilità di meccanizzazione, dato che le spazzatrici meccaniche non trovano un’agevole o quanto meno economica utilizzazione nelle città medie. Si può tutt'al più puntare su automezzi di maggiore capacità di comprensione in relazione al continuo aumento dei rifiuti in quantità e volume, per ridurre i tempi morti di vuotatura. Si tratta però sempre di attrezzature prodotte da industrie specializzate, che nulla hanno a che fare con gli appaltatori e che nel proprio stesso interesse tengono continuamente informate anche le aziende pubbliche, che in definitiva sono le più interessate all’aggiornamento dei servizi. In fase di prima organizzazione è fuori dubbio l'apporto dell’appaltatore che è in grado di offrire quell’esperienza tecnica specializzata che manca all'organizzazione comunale. Tale fase, però, è ormai largamente superata nel campo dei servizi di nettezza urbana, i quali in tutte le città od almeno in quelle in cui l'appaltatore ha saputo svolgere una effettiva funzione, esistono ormai da decenni. E’ vero che nel tempo anche tali servizi hanno subito innovazioni per adeguarsi alle mutevoli esigenze della collettività, ma si è trattato essenzialmente di adeguamenti richiesti dalla stessa Aministrazione pubblica, più sollecita ad avvertire i bisogni dei cittadini mentre l'aggiornamento tecnico si è limitato all’impiego di nuovi mezzi proposti — come già si è detto — dall'industria specializzata nella produzione di mezzi per i servizi pubblici. D’altra parte oggi esiste, per tutti i servizi pubblici, una vasta possibilità di informazione attraverso la stampa specializzata, per cui anche la pubblica Amministrazione è a conoscenza del progresso tecnologico. Ne è un esempio l'adozione da parte di molte città del sistema dei « sac-chi a perdere >• nel servizio di raccolta delle immondizie domestiche, unica apprezzabile innovazione sperimentata con successo in questi ultimi anni in Italia. Si tratta di una innovazione importata dall’estero, dove è in atto da decenni, e — guarda caso — adottata nel nostro Paese inizialmente da aziende pubbliche alle quali si sono in seguito accodate quelle private. Questa è la prova della non necessaria presenza di una impresa appalta-trice nella gestione del servizio di nettezza urbana una volta che il Comune possiede, come ritiene il Comune di Mantova di possedere, la capacità di direzione tecnica in relazione alle caratteristiche peculiari del servizio, le quali sono sostanzialmente fondate su criteri di corretta ed economica utilizzazione del personale e dei mezzi tecnici, mentre il progresso tecnologico nello specifico campo della nettezza urbana può trovare sicuramente più facile e tempestiva applicazione in assenza di vincoli a medio termine con imprese private assuntrici. La stessa trasformazione del servizio di raccolta immondizie con i « sac-chi a perdere » in programma anche nel nostro Comune, potrà trovare in gestione diretta una più razionale ed economica attuazione con quella gradualità necessaria per l’assorbimento e la messa in quiescenza per raggiunti limiti di età del personale che risulterà eccedente per l’adozione del nuovo sistema (il notevole costo dei sacchi di polititene è compensato dal minor impiego di mano d’opera), gradualità necessaria altresì per accertare attraverso le opportune sperimentazioni in quali settori o particolari situazioni locali (ristoranti, mense, mercati, ecc.) il sistema debba eventualmente subire delle modifiche. Una trasformazione graduale, senza precise scadenze per ora non facilmente ipotizzabili, comporterebbe con l’appaltatore una continua contestazione sui costi che, ovviamente, ad ogni innovazione devono subire una modifica. In questa situazione, come si vede, la funzione dell’impresa privata alla quale evidentemente non si può imporre un’alea al di là del lecito — si è affievolita al punto tale da essere inconsistente o comunque tale da non giustificare un maggior onere da parte dellamministrazione pubblica per utile d’impresa ed imposte e tasse. Da alcuni settori, interessati politicamente a sostenere gli appaltatori, si è ventilata l'ipotesi di una riduzione del rendimento del personale una volta passato alle dipendenze del Comune. E’ una ipotesi che suona offesa ai lavoratori e suscita la nostra indignazione. I netturbini mantovani sono, come tutti i lavoratori, sensibili ai problemi della collettività e consapevoli che questa scelta deM’Amministrazione comunale vuol essere anche una smentita a certe teorie che ritenevano seppellite, secondo le quali solo sotto il pungolo del l'interesse privato si ottiene il giusto rendimento nel lavoro. Altri ci hanno rimproverato di non aver scelto la formula della Azienda Municipalizzata la quale assicura maggior autonomia e scioltezza nell'espletamen-to dei servizi e soprattutto negli approvvigionamenti A questi rispondiamo, come abbiamo già risposto, che nulla abbiamo contro le Municipalizzate, qualora il complesso dei servizi abbia dimensioni tali da giustificare un’azienda autonoma, con un proprio Consiglio di Amministrazione e con servizi generali relativamente costosi. Non è il caso della nettezza urbana di Mantova, che può utilmente essere gestita direttamente dal Comune e quindi seguita costantemente dalla Giunta Municipale attraverso gli atti che un tal tipo di gestione richiede e sotto la direzione di organi tecnici ed amministratiivi già sperimentati. Una gestione, quindi, più economica, più efficiente e più pronta ad aggiornarsi per meglio soddisfare la collettività. 39