del genio e della scienza Italiana, Carducci, Villari, Ceneri, Ferri ed altri, vollero concorrere col loro obolo centinaia di operai e contadini della nostra Provincia, per attestare la loro gratitudine e riconoscenza al Medico pietoso e disinteressato, ma più ancora al cittadino che professava e praticava le idee umanitarie e socialiste, dando tutto sè stesso e buona parte delle sue sostanze per la redenzione delle classi diseredate. « Nel detto elenco troviamo ancora il fiore del patriottismo italiano : il Grioli, il Nuvolari, il Borchetta assieme al Crispi, al Nicotera, al Nathan che vollero col loro obolo dare l’ultimo tributo d’affetto e d’amicizia a chi era stato loro compagno nelle congiure, nelle lotte e nelle battaglie per l’indipendenza e per la libertà della patria ». In epoca successiva, allorché furono staccate le lapidi esistenti sotto il portico del Palazzo Ducale, e venne rimosso e di fatto smembrato nel suo insieme (8) il monumento ai Martiri di Belfiore in Piazza Sordello, anche il busto in memoria di Achille Sacchi venne rimosso, senza lasciare traccia; attualmente un busto in bronzo, opera dello scultore Menozzi (9), trovasi nei giardini municipali di Viale Tazio Nuvolari. Renato Giusti Un vivo ringraziamento al Sindaco di Mantova, dott. Luigi Grigato, che ha permesso la consultazione e la stampa dei documenti. NOTE (1) Evelina Rinaldi, Achille Sacchi, il medico che si batte (1827-1890), in «Atti e Memorie della Accademia Virgiliana» n. s., voi. XIX, XX, 1926-27, pp. 1-94 (dell’estr.); A. Sacchi, La pellagra nella provincia di Mantova, a cura di R. Salvadori, Mantova, 1966. Nei registri della Polizia austriaca (Compromessi politici nel Mantovano, (1848-1866), a cura di Renato Giusti, Mantova, 1966, p. 183) è così schedato : « Giovane studente appartenente a famiglia di possidenti di carattere ardito e intraprendente in relazione specialmente col fuggiasco Acerbi e con altri già compromessi. Nel processo d'alto tradimento figurò quale affigliato dali’Acer-bi agente attivo nella Città di Mantova per tutte le mene di questo Comitato. Nel 1848 lece tutte le campagne col Garibaldi e fu ferito a Roma. Fuggiasco, per cui a sensi della notificazione 19 marzo 1853 escluso dall'amnistia e giudicato in contumacia ». (2) Verbale della seduta 24 Maggio 1891, in Appendice. • 3) Dep. Ettore Ferrari all’Avv. Fermo Rocca, Roma 13 Aprile 1891: «Attendo a suo tempo una sua comunicazione a riguardo di quanto parlammo pel Sacchi confermandole che mi tengo a sua disposizione ». 17