Ecco, ora, un elenco, naturalmente sommario, dato il carattere di questa nota, delle specie presenti nelle nostre acque provinciali. Cheppia (Aiosa Fallax nilotica - Geoffr. 1809) ordine dei Clupeiformi, fami glia Clupeidae; nome dialettale Cepa. Luccio (Exos lucius - L. 1758 ordine dei clupeoformi, famiglia Esocidae; nome dialettale Luss. Carpa (Cyprinus carpio - L. 1758) ordine dei Cipriniformi, famiglia Cypri-nidae; nome dialettale Gobb. Carpa a specchi (Cyprinus carpio - L. ) ordine dei cipriniformi, famiglia Cyprinidae; nome dialettale Carpa a spèc. Carassio (Carassius carassius - L. ) ordine dei cipriniformi, famiglia Cyprinidae; nome dialettale Bastard o Pess ross. Tinca (Tinca tinca - L. 1758) ordine dei cipriniformi, famiglia Cyprinidae; nome dialettale Tenca. Barbo (Barbus barbus plebeius - us - L. - Bonap. 1841) ordine dei ciprini-formi, famiglia Cyprinidae; nome dialettale Barbi. Tinca tinca Tinca Tenca Ma anche molta altra fauna lacustre ha subito danni incalcolabili per queste ed altre cause neH'ultimo ventennio. Un tempo si potevano reperire con facilità, soltanto che si affondasse un guadino fra le verdi erbe subacquee, i cosidetti « saltarelli » (piccoli gamberi di fiume) che divenivano piatto gusto so se ben fritti in padella o un'esca preziosa, impareggiabile per la cattura di molte specie di pesci. Chi ha già diversi anni come noi, ricorderà che vi era addirittura un commercio locale sotto il ponte dei Mulini e anche in altri siti presso i laghi, di questi gamberetti, che si compravano a cappellate per pochi centesimi e si conservavano vivi nella farina gialla, scattanti come molle, per molte ore, tanto erano vegeti e resistenti fuor d'acqua. Adesso provate a cercare « saltarelli » nel lago . . . Soltanto nelle parti più alte ed ossigenate del Mincio se ne può ancora reperire qualcuno ma è così esigua la quantità che se se ne dovesse fare ancora commercio occorrerebbe certo pagarli a peso d’oro. Ben più grave è poi la scomparsa del grosso gambero fluviale, anch’es-so un tempo presente nelle nostre acque ed ora divenuto rarissimo. (Un esemplare è stato pescato lo scorso anno presso Angeli ed il fatto ha costituito motivo di grande sorpresa tanto esso è considerato ormai insolito). Comunque, fatte tutte queste malinconiche premesse, si può dire che attuai mente i nostri laghi (e sostanzialmente anche tutte le altre acque provinciali compreso il grande Po) ospitano un numero piuttosto limitato e caratteristico di specie ittiche, dalle quali si può considerare esclusa la grande regina della pesca sportiva, vale a dire la pregiatissima trota, e così pure esclusi il sai-merino, il temolo, il luccioperca ed alcune altre specie minori. La parte per così dire fondamentale della rappresentanza ittica nelle acque mantovane è costituita indubbiamente dalla tinca e dalla carpa che, assie me al cosidetto pesce bianco formano appunto il patrimonio più importante delle acque locali. Seguono poi il luccio ed il persico-trota, l'anguilla, il pesce gatto (in fortissima diminuzione in questi ultimi anni) lo storione (presente soltanto in Po, in numero limitatissimo e soltanto in certi periodi dell’anno). Exos lucius Luccio Luss Cyprinus carpio Carpa Gobb