maturità sessuale è raggiunta dopo nove-quindici anni di permanenza nelle acque dolci. Dopo di che interviene la sospensione del nutrimento, la comparsa di riflessi argentei e l’ingrossamento degli occhi; quindi, da luglio a settembre, abbondano nelle acque interne durante le notti scure. Area di riproduzione nel Mar dei Sargassi, in zona di grandi profondità. Pesce predatore, nelle nostre acque abbocca in prevalenza a vermi ed a bocconi di carne di pesce. E’ oggetto di pesca sia diurna che (più sovente) notturna. Ha grande importanza economica. Può raggiungere anche i 6 chili di peso. Da noi sono comuni gli esemplari da un chilo a due chili). Persico sole: lunghezza 10-15 cm.; abita acque a corso lento con abbondante vegetazione. In estate si trattiene ad una profondità massima di due metri mentre in inverno scende a profondità maggiori. Prepara un nido a forma di fossetta in acqua molto bassa. Alimentazione a base di piccoli animali acquatici d’ogni sorta e anche delle uova di altri pesci. Originario dell’Ame-rica nella regione dei grandi laghi, in Europa fu introdotto circa 70 anni fa e da allora si è diffuso in molti fiumi e laghi adatti. Nelle nostre acque la specie soffre di nanismo. Costituisce la delizia dei giovani pescatori, trovandosi frequentemente presso riva ed abboccando con estrema facilità a vermi e larve. Carni ottime ma con numerose lische. Persico Trota : la specie ha straordinaria importanza per la pesca sportiva nelle nostre acque. Pesce originario dei grandi laghi americani (nei quali assume notevoli proporzioni), è stato introdotto in Europa con più o meno successo. Nei nostri laghi la specie ha trovato tuttavia l’habitat particolarmente adatto tanto da caratterizzare le nostre acque. E' tenuto in grandissima considerazione dai pescasportivi che lo insidiano sia col vivo (cobite) che con gli artificiali. Si può anzi affermare che la diffusione della classica pesca al lancio nel mantovano sia stata determinata appunto dalla presenza relativamente recente di questo magnifico predatore. Attualmente il « Blak bass » (nome d’origine del persico trota) alimenta quasi tutto il commercio di esche artificiali americane, italiane, finlandesi, svedesi, giapponesi ecc. infinitamente varie e curiose che vengono impiegate per la sua pesca. Carni ottime. Lunghezza fino a 40-60 cm., peso fino a 3 chilogrammi. Eccezionalmente, nei nostri laghi (Lago Superiore), ne sono stati catturati esemplari del peso di quasi quattro chili. Pesce persico : Anche questo pesce alimenta in modo particolare la pesca sportiva. Stanziale delle acque dolci correnti e stagnanti. Normalmente vive in sciami pelagici. Alimentazione degli adulti a base di pesci. Lunghezza fino a 45 cm. Nei nostri laghi, come si è detto, il persico reale, un tempo abbondante, è andato notevolmente diminuendo. Esche usate: vermi, piccoli pesci (cobite) ed esche artificiali. Storione : raggiunge i tre metri di lunghezza, raramente i 6 e supera i 200 chili di peso. E' il gigante del fiume Po. Risale il fiume dal mare per la riproduzione. Alimentazione fondamentale costituita da fauna di fondo, in particolare crostacei, molluschi e anellidi. Per il pescatore sportivo la cattura all’amo dello storione rappresenta un fatto quasi eccezionale. Con la lenza si pescano esclusivamente gli esemplari molto giovani e quindi di peso assai modesto. Dal lato sportivo non ha quindi interesse che per alcuni rari « specialisti ». PAOLO RUBERTI 34 restauratore Dopo la Mostra allestita al Bargello, ordinata dal prof. Otello Caprara, nello scorso inverno, la visione del breve esempio di restauri portati a termine dopo la crudele alluvione del quattro novembre ci ha ispirato un fiducioso senso di rinascita assieme alle cose perdute ed ora ritrovate. Sembrava, due anni fa, che l’Arno avesse spazzato via una parte di noi in un colpo solo, ed ora entrare In S. Croce, fervente cantiere di lavoro e vedere come ogni cosa, poco per volta, ma sicuramente, va a posto, fa veramente bene all’anima di chi ha temuto per tanto disastro. Nato a Mantova il 16 Settembre 1918. Artigiano nella bottega paterna, diplomatosi Maestro d'Arte, insegna presso la Scuola statale d'Ar-te di Mantova. Nel 1953 assume per concorso l'incarico di Maestro d'Ar-all’ Istituto d’Arte di Bologna, ove insegna tutt'ora. E’ capo-equipe dei tecnici di restauro ligneo della Soprintendenza alle Belle Arti di Bo-!ogna. otello caprara falegname