no della liberazione dal giogo straniero e non prima, per questo resistette al mutare della vicende politiche, per questo affrontò con tanta serena forza la tragedia della guerra. Tutti ricordano i Vigili, all’alba del 25 aprile, in divisa o in borghese, disarmati o con lunghi moschetti, quando non esisteva ancora la polizia di stato, quando il disordine sembrava quasi giustificato nella gioia della liberazione, agii angoli delle strade, tornati al loro posto. Non c’era stato dramma fra loro, il senso nuovo dell’esigenza di un ordine non imposto ma accettato da tutti, come norma dei limiti di ognuno, era stato qualche cosa di spontaneo e di vivo. Era ancora una volta non tanto la Polizia Urbana quanto la città stessa che si ritrovava, libera del proprio destino e conscia insieme del valore scevero della libertà riconquistata. Per questo motivo la storia dei cento anni dei Vigili Urbani è la storia stessa della città, una storia minuta, spezzata in episodi infiniti, una storia visia dall’angolo della strada dove il tempo lascia il segno profondo del suo ricordo. Una storia ridotta alle dimensioni, sempre uguali e sempre diverse, dìi bambino che attraversa il viale e che ha voglia di giocare, di correre e di ridere o dilatata sino alle dimensioni del sacrificio. 16 1942 Vigili urbani si allenano al tiro a segno per la prova di brevetto ► 1968 - Piazza Sordello - Il Gruppo Motociclistico dei Vigili urbani schierato al completo. 17