tema Aperta la discussione il Consigliere Prof. Finzi interviene per dichiarare che : ■ I motivi per cui ho trasformato l'interpellanza da me presentata a suo tempo ivi mozione, sono da un lato il fatto che altri consiglieri hanno espresso il desiderio di poter intervenire anch'essi su questo argomento e dall’altro il fatto che, mentre possiamo dire con soddisfazione che, almeno per ora, è superata la fase calda delle agitazioni degli studenti mantovani, purtuttavia pesanti e gravi permangono i problemi della scuola. • lo ritengo che sia doveroso, da parte del C. C. discutere in modo approfondito di questi problemi che interessano ovviamente tutti i cittadini. Resta comunque il fatto che, in quei giorni di forte tensione, superati felicemente soprattutto grazie alla correttezza ed alla maturità che i nostri studenti hanno dimostrato, la Giunta non si è fatta promotrice di incontri ne con le autorità governative perchè le forze di polizia se ne stessero lontano, nè presso le autorità scolastiche perchè queste provvedessero, nel più breve tempo possibile, ad accondiscendere alle legittime richieste degli studenti; richieste che in definitiva possono riassumersi in due parole : scuola democratica. — Nè vale il caso di affermare che tutto, almeno per ora, è andato a posto anche senza l’intervento della Giunta, perchè ciò lo si è saputo dopo e non prima quando, appunto, a mio parere, la Giunta aveva il dovere di intervenire tempestivamente e con tutto il peso della sua autorità. « Purtroppo infatti abbiamo avuto tanti esempi (da Valle Giulia a Milano, Torino, Trento e tanti altri) che avrebbero dovuto spronare la Giunta ad agire in questo senso e subito. Ma ancora una volta essa ha dimostrato di essere avulsa dalla realtà del Paese, di non aver preso coscienza di questo problema perchè solo così si giustifica il suo assenteismo in quei giorni di così forte tensione. « Ecco il perchè di questa mia mozione, perchè a mio parere tutto il Consiglio deve essere investito di questo problema ed anzi deve discutere dei problemi delle scuole nel loro complesso perchè è ovvio che le agitazioni studentesche vanno viste sotto questo aspetto, sotto l'aspetto generale. • Che la nostra scuola sia antidemocratica, autoritaria, e classista, spesso discriminatoria ormai molti (anche il Presidente Rumor, almeno a parole) se ne sono resi conto : prova ne sia che i cittadini, i genitori, in grandissima parte hanno visto con simpatia le agitazioni del loro figli, certo non hanno fatto niente per Impedirle. E questo anche solo un anno fa sarebbe stato impensabile. Ma II mondo cammina e con una rapidità da sbalordire : chi avrebbe mai pensato solo qualche mese fa che gli studenti avrebbero solidarizzato con gli operai, con gli altri lavoratori in lotta ? Eppure anche questo sta avvenendo, sempre in maggior misura. Anche a Mantova, dove abbiamo visto, in occasione dei moti di Avola, un volantino firmato da entrambi. • Gli studenti stanno rendendosi conto che i loro problemi saranno risolti solo quando saranno risolti anche i problemi degli operai, dei contadini, di tutti i lavoratori. E’ contro questa società ingiusta che essi lottano perchè non è certo con le cosidette riforme della scuola sino ad ora proposte che si costituisce una scuola autenticamente democratica. GII studenti non solo rifiutano l'autoritarismo accademico, ma rifiutano soprattutto di diventare schiavi del profitto, in quanto lavoratori intellettuali. Ecco allora il tratto distintivo che unisce effettivamente la lotta degli studenti a quella degli operai : il rifiuto di una vita regolata dall'alto, una insopprimibile aspirazione alla libertà. la volontà di scegliere e di decidere autonomamente del proprio avvenire. « E' vero che sarà solo nel contesto di una società diversa che sarà possibile raggiungere questa meta, nondimeno noi non possiamo esimerci oggi dal fare qualcosa almeno per smussare gli angoli più acuti, per rimuovere le più grossolane storture. Gli studenti e la scuola non possono più attendere. • La realtà della scuola italiana di oggi è questa : in una società in rapidissimo 8 MflhKrtai la scuola sviluppo tecnologico e scientifico, abbiamo una scuola vecchia di 50 o 100 anni che sforna giovani del tutto impreparati dal punto di vista professionale e del tutto indifesi dal punto di vista culturale di fronte al tentativo del padronato di integrarli nel sistema. Cioè la scuola italiana è strutturata in modo per cui chi ne esce non è iri grado di immettersi nella società con quel bagaglio culturale che gli consenta di diventare oggetto attivo di promozione di se stesso in una società di uomini liberi veramente padroni del proprio destino. * Questa è la crisi drammatica della scuola pubblica italiana che il movimento studentesco ha fatto esplodere in tutta la sua gravità, inchiodando la classe politica dirigente alle proprie indeclinabili responsabilità, alla necessità cioè di porre finalmente mano ad una riforma della scuola che soddisfi le esigenze del paese, della classe lavoratrice di cui il movimento studentesco è componente essenziale, direttamente interessata. Oggi esiste invece una scuola classista perchè espelle i giovani in una percentuale massiccia e crescente, per la natura arcaica dei suoi ordinamenti ed infine per il carattere dell' insegnamento e per i rapporti che ne scaturiscono. Occorre in vece inanzitutto garantire pienamente il diritto allo studio che significa attuazione della scuola a tempo pieno, scuola obbligatoria comune che non respinga nessuno, scuola in cui sia abolita la strutturazione gerarchica, in cui si adattino metodi di insegnamento e di valutazione moderni e veramente scientifici. Seconda condizione necessaria è l'autogestione nella scuola che significa autonomia e partecipazione alla vita ed alle direzioni della scuola da parte degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie; solo così è possibile eliminare l'attuale autoritarismo, altra componente importante del carattere antidemocratico della scuola di oggi. Tale condizione infine per una seria riforma dell'attuale scuola classista è la riforma culturale cioè dei programmi. Ouindi diritto allo studio, autogestione, riforma culturale sono le tre direttrici indispensabili per realizzare una scuola che sia fatta veramente, come si suol dire, sulla misura dell'uomo di oggi. « Tale riforma è realizzabile solo attraverso l’esclusione di compromesso al vertice, di operazioni burocratiche, di mediazioni politiche moderate che oggi come ieri hanno il solo scopo di utilizzare la scuola come strumento di difesa di interessi costituiti. Ad una autentica riforma debbono Invece concorrere dal basso tutte le forze democratiche della società. Purtroppo di nuovo in questi giorni si presenta il pericolo di una ennesima fuga dei partiti di centro-sinistra di fronte alla urgente pressione che viene esercitata solo dalle masse studentesche di tutto il Paese. Ancora una volta infatti gli esperti scolastici di quei partiti non hanno risposto alle tre condizioni fonda-mentali caratterizzanti una riforma sostanziale della scuola sulle quali ha già insistito e cioè ripeto : diritto allo studio, autogestione, riforma dei contenuti. « E’ vero, che proprio in questi giorni sia il Presidente Rumor ed il Ministro del-l’Istruzione Pubblica Sullo hanno accennato ad alcuni, non a tutti, di questi problemi (e questo dimostra come ormai sia impossibile ignorarli) ma ripeto non si è ancora risposto con proposte (non dico con atti) concrete alle suaccennate condizioni senza la soluzione delle quali è impossibile una qualsiasi seria riforma democratica della scuola. Non ci resta per ciò che attendere questo governo ai fatti perchè siamo ormai troppo abituati alle parole dei governi di centro-sinistra per non sapere che tra il dire e il fare di questi governi, ci sta di mezzo non il mare ma l’oceano ! « E’ in questo quadro, nell'ambito che gli compete, che anche il Consiglio deve assumersi le proprie responsabilità e predisporre tutte quelle misure che possano almeno costituire un primo passo verso una futura soluzione consona alle esigenze degli studenti, poiché l'ente locale è il più importante degli organismi di base popolare e come tale non può esimersi dal l'affrontare un problema che investe la formazione culturale e professionale del cittadino.