tema vendicano un'altra scuola che non può essere se non la scuola di una società profondamente modificata. Non crede sia giusto ricordare solo in termini positivi l’intervento dell'attuale Governo Rumor posto che una delle rivendicazioni è quella di evitare che la polizia entri nella scuola. Gli studenti non si riuniscono per organizzare delle rivoluzioni, ma per discutere, per costituire commissioni di studio sul rapporto tra scuola e società, tra studente ed insegnante. Se gli studenti sono avanzati nelle loro conquiste non è per concessione dei vari Governi, ma solo per la loro lotta, lotta che è costata anche la repressione più cruenta, basta ricordare la « battaglia di Valle Giulia » a Roma e ciò che è successo a Torino, dove si sono incriminati gli studenti, si sono presi tredici capi del movimento studentesco; dove si è tentato di sciogliere un anno fa il movimento e, visto che questi studenti andavano davanti alla fabbriche, si sono denunciati ed uno di questi, lo studente Viale, è stato per diversi mesi in carcere. Gli studenti non si fermano a contestare la scuola. Essi dicono ai lavoratori in lotta che non sono con loro, ma come loro, cioè sfruttati come loro da quella stessa classe dirigente, da quello stesso sistema che non e più in grado di dare risposta ai bisogni essenziali dei lavoratori e degli studenti. Tutto ciò rappresenta quello che si deve riconoscere nel movimento studentesco e al quale si deve portare un contributo per evitare il ripetersi di episodi come quello successo a Milano dove il Preside Mattalia ed un insegnante sono stati cacciati dalla scuola per aver solidarizzato con la giusta posizione degli studenti. Il Consigliere Carreri nel constatare che i motivi della contestazione studentesca cominciano ad essere compresi anche dai gruppi responsabili, ritiene che gli stessi debbano aver maggior consistenza anche in sede governativa per cui non è più possibile che vi sia un Presidente del Consiglio che affermi di non essere disponibile per un discorso relativo al fatto di togliere le armi alla polizia nelle vertenze sindacali e politiche. Bisogna vedere qual'è la realtà generale della scuola e non basta contestare, come ha fatto II Presidente, sulla Rivista • Città di Mantova », che I dati riferiti alia provincia non sono esatti perchè solo il 10% o II 15% degli alunni non adempie alla scuola dell'obbligo. Bisogna ricordare che In Italia è II 40% degli allievi che non può terminare la scuola e questo è un fatto deprecabile per un Paese che deve progredire. Aggiunge pure che è Inaccettabile la rivendicazione di una università mantovana presentata sulla stampa locale da un Consigliere democristiano. Obietta Infatti che I laureati e gli operai specializzati della città di Mantova devono cercare lavoro In altri centri per cui non è giusto che Mantova sopporti I costi della loro preparazione; questo sarebbe un Investimento di ricchezza che non tornerà mai, anche con tutti i costi sociali. Aggiunge altresì che è profondamente sbagliato dare un giudizio solamente efficientistico a questo problema. Esso non si può risolvere se non con un'altra società, con un altro gruppo dirigente, mandando via coloro che sono i responsabili della crisi della scuola e della società in questo Paese. Gli interventi dell’Assessore ROSSI (P.S.I.) e del Geom. ZANIBONI (D.C.) L'Assessore ROSSI prende la parola per dare una risposta ai problemi Interessanti le istanze degli studenti e dei lavoratori sollevati dal Prof. Finzl, problemi che per la loro risoluzione richiedono anche l'intervento deH’Amministrazione. Al riguardo dichiara che la Giunta Municipale aveva già preso in considerazione alcuni di essi; In partico- 12 la scuola lare infatti in gennaio la G. M., porterà in Consiglio delibere già perfezionate relative al funzionamento della Università Popolare e di una biblioteca per studenti medi. Precisa inoltre di aver parlato con studenti interessati a ricerche sociologiche nonché alla istituzione a Mantova di una facoltà di sociologia. Ora tutte queste richieste, egli dice, sono state prese in considerazione e promette che al più presto, in ordine a tali problemi, saranno presentate proposte concrete al Consiglio. Rammenta inoltre che ci si era messi, un anno o due fa, in direzione del mondo giovanile con la - consulta » la cui strutturazione è stata determinata dai partiti e dai movimenti giovanili. Il finanziamento di questa « consulta » non è stato utilizzato ed è stato incassato solo ieri allo scopo di evitare che con la scadenza dell'anno finanziario quei fondi andassero in economia. A sua volta il Consigliere ZANIBONI interviene per dire che il problema giovanile è giunto ad un punto di consapevolezza deM'opinione pubblica che é senz'altro positivo. Parlare ora dei movimenti degli studenti non significa più parlare di riforma di struttura della scuola o di problemi interessanti i giovani ma di ben altre istanze e obbiettivi. Parlare quindi, egli dice, di responsabilità della Giunta Municipale, di possibilità di intervento in questa sede è un po' difficile, perchè vi sono delle competenze e dei campi in cui si può intervenire solo con un'azione di fiancheggiamento, di alleggerimento, di aiuto, oltre i quali si arriva a posizioni paternalistiche da evitare perchè indubbiamente verrebbero contestate. Ricorda che il Prof. Finzi, nel suo intervento ha detto che si tratta di porre le condizioni perchè si verifichi un reale diritto allo studio, perchè si verifichi un'autogestione degli studenti, perchè si verifichi una riforma culturale con un intervento massiccio sui programmi. Indubbiamente sono obiettivi estremamente giusti e validi sui quali concorda naturalmente tenendo conto che vi sono esigenze non solo di efficientismo, ma di responsabile realizzazione che non possono essere sottaciute. Quando si parla di riforma culturale, riforma dei programmi con intervento degli stessi studenti, è una posizione che può essere estremamente producente, però non bisogna dimenticare che, dall'altra parte, vi sono degli uomini di cultura e di esperienza. Se è vero che nell'entusiasmo e nella generosità dei giovani spesso si riescono a trovare dei motivi che talora sfuggono agli anziani e che questi non possono capire, è peraltro vero che questi motivi non devono trovare una loro esplosione Incontrollata, ma una loro oggettivazione e realizzazione controllate. Ciò si può ottenere solo dall'esperienza e dalla cultura, valori che I giovani possiedono in una misura estrema-mente modesta per cui dichiara giusto tuttoclò che può venire dall'entusiasmo e dalla generosità giovanile e dalla coscienza dei loro reali problemi, ma altrettanto giusto riconoscere quel patrimonio che va trovato altrove. Per quanto riguarda il rifiuto delle soluzioni efficientistiche della scuola, bisogna considerare che esse non saranno quelle pienamente soddisfacenti, però ben vengano, almeno inizialmente, perchè esse garantiscono impulso ed efficacia alla scuola stessa. Sottolinea che quando essa sarà in queste condizioni ovviamente le sue strutture potranno essere corrette, completate, modificate con criterio ed a ragion veduta. Per quanto riguarda la critica alla società e al sistema evidentemente essa comporta una parte di verità e di giustizia perchè indubbiamente la società italiana ha dei residui vecchi e sclerotizzati che hanno bisogno di essere rimossi; anche nella società italiana si sente la necessità di realizzare una maggiore partecipazione di tutti alla gestione del potere. Quando si critica e contesta l'autoritarismo si è nel giusto, ma non si è più completamente realisti quando si critica totalmente l'autorità, perchè essa è sociologicamente un fatto inscindibile da una società che vuole e deve necessariamente essere organizzata.