tema Da questo la necessità di ricondurre le esplosioni giovanili entro i giusti limiti per realizzare concreti obiettivi Quando si critica globalmente la società bisogna essere in condizioni di offrire un modello diverso. E' vero che da queste contestazioni emergono gli obiettivi reali di alto livello e di alta suggestione; infatti i giovani parlano a ragione di un concetto della pace, della giustizia e anche della democrazia, però, ed è logico, essi fino ad ora non sanno offire uno schema entro il quale queste esigenze possono realizzarsi. Si deve valorizzare l'immaginazione di questi giovani, ma si deve anche insegnare loro che certe proposte, certi discorsi che essi sostengono, sono già stati valutati dalla storia e anche accantonati. Per esempio oggi si fa un gran parlare di regime di assemblea, regime che sul piano storico e sociologico non regge o per lo meno non può reggere in una società organizzata come quella italiana. Non si può, per il gusto di trasformare dei rivoluzionali in bandiere di rivoluzione, buttare a mare quanto di positivo è stato acquisito. Per quanto invece riguarda la critica mossa contro la proposta di una università mantovana, considerata un errore perchè non pagherebbe le spese, (considerazione efficientistica, così vivamente rifiutata) essa denota una particolare preoccupazione per la collocazione dei laureati e non per quella degli studenti laureandi che devono comunque lasciare la città e affrontare spese notevoli. Concludo dicendo che la discussione è iniziata con delle proposizioni del Prof. Finzi in un alveo estremamente controllato e pertinente per cui il gruppo democristiano aveva proposto di incontrarsi su un documento comune, ma quando questa discussione giunge a dire, a conclusione di un intervento, che non è il discorso sulla scuola, ma su questa società, sulla sua classe dirigente, sul modo in cui è governata, sul centro-sinistra, sui partiti che la reggono i quali dovrebbero essere spazzati via, la proposta di un ordine del giorno comune è ritirata. Non ritiene infatti ci si possa incontrare su un terreno che rappresenta l'attenzione consiliare ai problemi della scuola e degli studenti che non sia una speculazione politica a carico dei partiti. Il Consigliere Prof. Flnzi, riprendendo la parola, ricorda a proposito di autorità e autoritarismo per quanto riguarda gli studenti, la dichiarazione televisiva del Ministro Sullo II quale ha detto che gli studenti devono diventare • campioni di autogoverno ». L’intervento dell’Avv. RUBERTI (P.S.I.) Indi è la volta del Consigliere Avv. Ruberti che dichiara di essere sostanzialmente d'accordo con la mozione e il relativo commento del Prof. Finzi. E' vero che la scuola è una delle strutture più vecchie e sclerotizzate e che a sua volta dimostra come la società vada profondamente e radicalmente mutata; è vero che la scuola insegna poco e che vi è autoritarismo non più sopportabile perchè fuori dal tempo e dalla realta sociale attuale; è altrettanto vero che questo problema è arrivato alla sensibilità della nazione per opera in gran parte del movimento studentesco. Questo movimento infatti, egli aggiunge, sensibilizzando il problema, mettendolo su un piano di rottura, ha convinto la nazione che non lo deve sottacere, ma lo deve risolvere creando una scuola li bera, uguale accessibile a tutti, dove lo studente sia protagonista e non soggetto passivo di un insegnamento formale, imposto dall'alto e contro il quale egli non ha alcun potere di contestazione. E’ quindi d'accordo sulla sostanza del problema e sull'urgenza che esso venga ri solto in modo radicale. Non è d'accordo invece quando si strumentalizza il problema, quando di esso si vuole fare una bandiera di battaglia politica, quasi che il monopolio della gioventù, 14 la scuola del problema scolastico e culturale, sia appannaggio esclusivo dei partiti di estrema sinistra; inoltre non è d’accordo quando si dichiara che questo problema può essere risolto soltanto spazzando via i partiti che governano l’Italia. Ricorda che gli stessi studenti rifiutano questo monopolio e questa strumentalizzazione perchè sanno benissimo che gli autoritarismi vanno negati da qualunque parte essi provengano per cui se si vuole veramente risolvere concretamente questo problema bisogna riguardarlo con minor partigianeria e minor spirito di partito, ma con intenzione più fattiva e più concretamente positiva. Conclude dicendo che, nonostante le divagazioni politico - strumentali, il Consiglio Comunale può ancora trovare una linea d'accordo su quella mozione e perciò insiste per una breve sospensione e l'incontro dei capi-gruppo. Dà infine atto alla Giunta Municipale che essa, nei limiti di quanto le è possibile fare, cioè solo con soluzioni efficientistiche, assolve a questo problema con impegno profondo. A chiarimento per interventi dell’Assessore Dott. CAFFARELLA e del Consigliere CARRERI, il Presidente informa che neH'ambito del C.R.P.E. lombardo è maturata la convinzione che gli atenei centro-occidentali facenti capo a Milano e Pavia sono ultra saturi per cui si pone il problema di un ateneo nella zona orientale della Lombardia. In questo senso la scelta cadrebbe sulla provincia di Brescia col suo interland di Bergamo - Cremona - Mantova per un ateneo statale con un minimo di facoltà. L'esigenza mantovana non è per un ateneo, ma per corsi a livello universitario, su due binari congeniali alle esigenze della provincia e che sono quello di agraria e quello delle discipline idrauliche. Per quanto si riferisce alla critica mossagli circa il suo scritto sulla rivista « Città di Mantova » al riguardo dell'evasione scolastica, precisa che, con quella dichiarazione, ha inteso dire solo che I dati del 1966, quali quelli riportati, non hanno nulla a che fare con il 1968. * * + L’intervento dell’Avv. MAGNANI (P.L.I.) Indi è la volta del Consigliere MAGNANI che Interviene per esprimere il proprio rammarico per il fatto che gli studenti presenti tra il pubblico si sono allontanati proprio in quel momento perchè egli avrebbe desiderato dire loro che avrebbe apprezzato maggiormente le loro contestazioni se in un certo punto li avesse trovati in piazza a protestare contro la reclusione inflitta a Daniel e a sua moglie ed agli altri. Prosegue dicendo che il problema della scuola è un problema cittadino e generale. Per quanto riguarda il primo ricorda che la G. M. ha fatto delle dichiarazioni ed egli si riserva di discuterle quando sarà il momento. Per quanto riguarda il secondo, il problema presenta almeno cinque protagonisti strettamente collegati : lo Stato, i docenti, gli studenti, le loro famiglie ed anche la Chiesa, perchè gran parte dell'istruzione pubblica è in mano ad ordini religiosi. A questo proposito ricorda le battaglie in Parlamento fra Codignola e i democristiani. Sostiene che è un problema di una complessità enorme che anche a volerlo discutere in modo superficiale non basterebbe neppure la prossima legislatura del Consiglio Comunale. Per il gruppo liberale il problema della scuola è uno dei problemi più importanti, più importante anche di quello delle regioni che il Governo di centro-sinistra ha messo al primo posto. Ritiene che in nessun modo si possa votare queM'ordine del giorno nè concordarne un altro perchè sarebbe sempre un ordine del giorno improvvisato in cui vi sarebbero