Lanfranco grande spettacolo che frantuma noi stessi è la bellezza del corpo umano. Quando la sua pelle è vitale ed assorbe teneramente la luce, ogni novella teoria intellettuale si dimentica per deliberatamente ritrovarsi nell’an-tico primordiale delle origini. Dipingere un nudo è sublime. Non ce teoria estetica che possa dare al pittore l’autentico piacere della pittura. Questo corpo è acqua eterna; dolcemente è la bellezza di tutto il mondo. Vi è attorno ad esso una vertigine talmente alta che il resto è tenebra. Trovo, che in più, il corpo della donna, è nei particolari, forte come la morte, terribile come il fuoco, impressionante come un limite. Essa è tutta la superficie terrestre, dove possiamo vivere senza fame nè sete, ma che infine ci aiuta a morire. Esso è dopotutto un estremo deserto solitario e allucinante ». — Può la pittura salvare l’uomo ? « Che lo aiuti a giustificarsi e a comprendersi. Verrà un giorno in cui l’opera dell’artista sarà sostituita dagli allucinogeni, ma non la sua presenza. L'artista è un moltiplicatore della spiritualità congenita dell’uomo comune (che, frammentariamente, possiede tutti i requisiti per essere artista). L’artista autentico sviluppa questi frammenti, completandoli, portando cioè l’intelletto al livello sensibile del mistero. Resta inteso che l'arte è un moltiplicatore della sensibilità. Praticamente agisce come stimolante intellettuale, mobilitando delle sensazioni innate ma sconosciute. Essa è una finestra aperta nel cielo degli orizzonti desiderabili ». * * ¥ 46 jO 0) +* 3 (A O ò o in o x c o