Le caterinette premiate per l’anno 1968: Romana Riberti, Wilma Balasini, Anna Maria Falappi, Marisa Bonfà, Mariella Ban-dinelli, Lina Bignardi, Albertina Dall’Asta. Le premiate con il Vice Sindaco, dopo la cerimonia svoltasi in Municipio il 24 febbraio 1969. 15 marzo 1969. Casa del Mantegna. Alla presenza delle maggiori Autorità cittadine viene inaugurata la mostra dedicata a « Mantova, una città da salvare » allestita a cura della Sezione locale di ITALIA NOSTRA. 30 nata a manto va la drammaturgia ebraica Sotto il titolo « Nata in Italia la drammaturgia ebraica » il numero dì febbraio della nuova rivista « IL DRAMMA » pubblica una corrispondenza da Israele di Livia Rokach ove si dà notizia del grande interesse che ha suscitato lo spettacolo tratto da un testo che può essere considerato come un vero e proprio punto di partenza per un autentico processo di identificazione delle origini del patrimonio drammaturgico ebraico. Si tratta della rappresentazione da parte del Teatro Stabile di Haifa della «Commedia dello sposalizio» di Leone Sommo di Portaleone (1527-1592), che è il primo testo drammatico conosciuto mai scritto in lingua ebraica. Si è constatato così che la patria della drammaturgia ebraica è l'Italia o, più precisamente, la cinquecentesca Mantova dei Gonzaga. « ... La storia del contributo della minoranza ebraica di Mantova alla cultura italiana, teatro compreso, del Cinquecento e del Seicento merita ben più di un semplice cenno. Qui ad ogni modo basterà ricordare che Leone Sommo di Portaleone, conosciuto anche come Leone de' Sommi "l'ebreo", discendeva da una grande famiglia di uomini di cultura e che egli stesso fu membro dell'Accademia degli invaghiti fondata da Cesare Gonzaga. Leone Sommo scrisse un gran numero di opere teatrali e di poesie in italiano e fu autore di un importante libro sull'arte dello spettacolo: Dialoghi in materia di rappresentazione scenica. Ma contemporaneamente compose alcune commedie (delle quali soltanto una è stata conservata sino ai nostri giorni, appunto la « Commedia dello sposalizio») e un libro di versi (« In difesa delle donne») in ebraico. La lingua che aveva imparato, come tutti gli ebrei della diaspora, per uso religioso, e che audacemente (il suo stesso maestro, il rabbino David Provenzale, considerava il teatro uno « scandalo ») sperimentò come lingua laica in questi suoi scritti « mondani », servì nell'occasione a segnare la data di nascita della drammaturgia ebraica. Senza precedenti d'uso, Leone Sommo fu costretto ad inventare di sana pianta i propri mezzi linguistici con un impasto di ebraico biblico, Talmudico e Tardo, ricco di giochi di parole e di espressioni allusive. La trama della commedia trae ispirazione dalla letteratura rabbinica dell'epoca, densa di casi di intrighi e di inganni legati a fidanzamenti, ed è carica di riferimenti a personaggi della comunità ebraica di Mantova del tempo, mentre la struttura, la suddivisione in cinque atti, eccetera, è presa dal costume teatrale italiano di allora ... ». 31