1 ) rete delle vie di comunicazione e dei servizi viabilità regionale, intercomunale e attrezzature relative; collega-menti ferroviari a scala regionale; raccordi ferroviari per l'industria; aeroporto; idrovie e porti; collettori e impianti di depurazione, ecc.; rete dei servizi canalizzati (gasdotto, acquedotto, ecc.) 2) insediamenti produttivi e residenziali individuazione delle vocazioni territoriali e delle direttrici di sviluppo; creazone di zone industriali omogenee (parchi industriali); individuazione dèlie zone agricole omogenee; localizzazione dei centri terziari e direzionali 3) salvaguardia zone paesistiche da tutelare; riserve di verde; centri di interesse turistico e linee di percorrenza preferenziale per turismo e tempo libero; beni artistici e culturali; aree di riserva per servizi sanitari ed assistenziali. 4) Normativa coordinamento della regolamentazione edilizia e urbanistica comunale; coordinamento delle procedure per i piani di attuazione; parametri qualitativi e quantitativi; standards integrativi di quelli ministeriali; norme circa la priorità degli interventi. La visualizzazione delle scelte comuni e la loro traduzione normativa avranno senso solo se si sapranno creare a monte le garanzie politiche ed economiche per la loro attuazione. Il coordinamento attraverso i consorzi potrà essere lo strumento per arrivare gradual- mente alla formazione del plano, evitando di affidare subito ad un « disegno » compiti che esso non può risolvere. Arch. DINO NICOLINI Capo Sezione Urbanistica dell'Ufficio Tecnico Comunale NOTE (1) Nel 1956 la pianificazione intercomunale fu il tema del VI Congresso dell'Istituto Nazionale di Urbanistica. Tutte le mozioni conclusive del Congresso riconoscevano l'indifferibile necessità della pianificazione intercomunale, auspicando la modifica degli istituti legislativi in materia. (2) La regione concepita in funzione dei nuclei di accentramento non sarebbe cosi altro che la campagna « sempre suscettibile di diventare città ». Cfr. D. CAMPOS VENUTI: - Amministrare l’urbanistica», Torino, 1967, pag. 157. (3) L’articolo 12 della Legge Urbanistica del 1942 prevede l'elaborazione e l'ado zione del plano intercomunale « quando per le caratteristiche di sviluppo degli aggregati edilizi di due o più comuni contermini si riconosca opportuno il coordinamento delle direttive riguardanti l'assetto urbanistico ». In tali casi il Ministero dei LL.PP. autonomamente o su richiesta di uno del comuni interessati ne dispone la formazione determinando: perimetro del territorio, comune-guida che elaborerà il piano, e modalità di ripartizione della spesa. Tutta la restante procedura è assimilata a quella dei piani regolatori comunali. 20 valutazioni urbanistiche per una riqualificazione turistica dei comprensorio garda-manto va La zona in oggetto rappresenta l'ultima propaggine di quel territorio ad alta qualificazione turistica che inizia nel Trentino con la riviera del lago di Garda e confina a Sud con la provincia di Mantova. Di forma vagamente triangolare, identifica nei lati e nei vertici « beni di cultura » di natura diversa. Lungo l'asse Nord-Sud scorre il fiume Mincio, che sottolineando l'anfiteatro morenico, costituisce un « bene di cultura » di carattere paesistico; In direzione Sud-Est, Nord-Ovest insistono sul territorio i colli storici, « beni di cultura » di carattere storico-culturale. Il vertice di queste strutture fondamentali è costituito dalla città di Mantova, « bene di cultura » di tipo artistico-cultu-rale sia in sè che per le opere particolari che vi sono localizzate. I suddetti attributi di natura paesistica costituiscono la necessaria premessa ad uno sviluppo produttivo di tipo turistico nella zona identificata, tuttavia ciò non è mai stato sufficiente a sviluppare tale settore, in quanto non sono mai state create le premesse per orientare e coordinare interventi di tipo politico, economico e urbanistico a qualunque livello essi fossero programmati. Va tuttavia considerato che l'apporto economico dovuto alla risorsa turistica può essere consistente, ma va mantenuto realisticamente nei termini di un riequilibrio economico di tutto il Comprensorio, e nei limiti di un contributo di tipo aggiuntivo. I motivi di questi scompensi, di questa situazione negativa sono evidentemente molteplici, ma si possono riassumere in tre punti fondamentali : — Carenza di una politica di coordinamento degli interventi sul territorio, con particolare riguardo ai programmi di sviluppo turistico. — Carenza di una efficiente rete infrastrutturale di collegamento, sia delle varie aree del Comprensorio fra loro, sia, soprattutto, del Comprensorio con ! grandi itinerari turistici. — Carenza di una efficiente politica di riqualificazione e valorizzazione dei « beni di cultura » esistenti nel Comprensorio. 21