una adeguata valorizzazione non tanto in sè, quanto per l'assenza di una puntualizzazione di alcuni temi di fondamentale importanza. A tal fine basti citare il contenuto culturale dei colli storici dello Alto Mantovano, i beni di cultura di natura paesistica dell'anfiteatro morenico e della valle del Mincio. Tali beni, di immediata percezione, non hanno bisogno di una ulteriore puntualizzazione al presente livello problematico. Ciò che al contrario è ancora opportuno puntualizzare è il bene di cultura costituito dalla città di Mantova, autentica città d'Arte al vertice dell'ipotizzato itinerario turistico di tutto il Comprensorio. Come già ribadito durante il convegno di studio presieduto dal-l'allora sottosegretario ai LL.PP. onorevole De Cocci, Mantova è città d'Arte in quanto ancora esistono i suoi laghi; laghi, che, condizionandone nei secoli la struttura urbana, ancora oggi costituiscono l'elemento indispensabile per poterne leggere la storia e comprenderne la cultura. La conservazione dei Laghi è, pertanto, un assunto accettato dai più senza alcuna esitazione; tuttavia è proprio questo atteggiamento che è indispensabile consolidare trasformandolo da posizione d'ispirazione Romantica ad una reale presa di coscienza basata su considerazioni a livello scientifico. Scopo ultimo non è tuttavia quello di presentare una particolare soluzione o indicare come valido uno dei tanti progetti presentati in questi ultimi anni, quanto piuttosto quello di affiancare agli aspetti igienici e idraulici anche quello urbanistico e precisandone i termini. I Laghi si possono considerare, a ragione, la caratteristica dominante del paesaggio Mantovano. Da sempre, la morfologia urbanistica del centro urbano si è ad essi adeguata e conformata; gli insediamenti umani hanno tratto proprio dai Laghi, nei secoli, gli essenziali elementi condizionanti stabilendo con gli stessi un « continuum » indiscutibile perfettamente integrato. Per questi motivi diventa anche economicamente indilazionabile la valorizzazione « in toto » di tutti i « beni di cultura » di cui è ricca la città di Mantova. Proprio perchè i Laghi di Mantova sono beni di cultura. A conferma di quanto su esposto, basta pensare che i Laghi, una volta sistemati, possono costituire un autentico supporto alle attività produttive, alle attività connesse con l'utilizzazione del tempo libero, alla caratterizzazione specifica di zone residenziali decentrate. La vocazione infrastrutturale dei Laghi di Mantova può quindi costituire l'incentivo per il potenziamento nel capoluogo di attività terziarie a supporto e integrazione delle attività più immediatamente produttive del territorio extra-urbano. Riassumendo, è possibile identificare nella presenza essenziale dei Laghi di Mantova un ruolo insostituibile in tutta la vita della città e del suo territorio; un ruolo di caratterizzazione formale, che consente a Mantova di conservare e potenziare i suoi attributi di « città d'Arte »; un ulteriore ruolo infrastrutturale capace di arricchire il Comprensorio Garda-Mantova di nuovi servizi, possibili incentivi al conseguente sviluppo di insediamenti produttivi e al sorgere di attività terziarie. 26 Per quanto detto è indilazionabile affrontare in modo definitivo il problema della conservazione, risanamento e valorizzazione dei Laghi di Mantova. Questa scelta, che per propria natura non può essere solo tecnica, ma soprattutto politica, dovrà assumere il ruolo di « costante » nell'ambito di una serie di soluzioni tecniche comprensive della globalità degli interventi settoriali. Architetti Claudio Bassani Francesco Caprini Alfonso Galdi Adolfo Poltronieri CITTA’ di MANTOVA hanno collaborato: Giuseppe Amadei, Franco Amori, Aldo Antonioli, Vittorio Balestra, Ciro Bambini, Francesco Bartoli, Claudio Bassani, Walter Bentivoglio, Filippo Bertani, Fausta Betti-ni, Umberto Bonafini, Giuseppe Borella, Flores Bovi, Ezio Bresciani, Ennio Camerlenghi, Angelo Carni, Vannio Campagnari, Ettore Campogalliani, Francesco Caprini, Antonio Caruso, Giuliano Cavalieri, Wando Dallamano, Giovanni N. Dall’Oglio, Stenio Defendi, Maurizio Della Casa, Franco Faccincani, Silvio Ferrari, Luigi Frac-calini, Antonio Fucci, Manlio Gabrieli, Alfonso Galdi, Manfredo Generali, Luciano Gerola, Nedo Gian Filippi, Guido Giardini, Gisella Girardi, Renato Giusti, Guido Isola, Dino Lanfredi, Guido La Rocca, Enzo Manzotti, Ercolano Marani, Franco Marenghi, Ivo Maretti, Renzo Margonari, Ubaldo Meroni, Ottorino Momoli, Francesco Morese, Umberto Musa, Dino Nicolini, Francesco Panelli, Gabriella Panizza, Arturo Pizzamiglio, Attalo Poldi, Bruno Poldi, Adolfo Poltronieri, Aurelio V. Reggio, Paolo Ruberti, Giampietro Tintori, Tito Righi, Carla Romani, Gilberto Rossetti, Aldo Signoretti, Gianni Usvardi, Mario Vesentini, Sergio Zani, Carlo Zanini, Rina Zanini, Noris Zuccoli. 27