commenti e proposte MENTRE SI PREPARANO IMPORTANTI APPUNTAMENTI requiem a mantova per la musica da camera ? Ora che la breve stagione concertistica della Gioventù Musicale è giunta al termine, è arrivato il momento di puntare il dito su una piaga culturale che si sta allargando a vista d'occhio e che perpetua uno stato di isolamento della città veramente preoccupante. E' inutile recriminare sul fatto che Mantova ha dimensioni economiche e sociali che sono quelle che sono al fine di evitare un confronto con ciò che ci circonda — e ci annienta — che non ci giustifica, anzi finisce per aggravare le accuse di insensibilità e di immobilismo. Brescia, Verona, Cremona ci offrono esempi, non solo sul piano della qualità, ma su quello della volontà organizzativa, che ci dovrebbero far meditare. Proprio in questi giorni a Brescia, dopo una intensa attività invernale imperniata, oltre che sulla Gioventù Musicale, anche su una fiorente Società dei Concerti, si è inaugurato il Festival Internazionale Pianistico dedicato, quest'anno, al « Pianoforte di Schumann ». Si tratta di una manifestazione, oramai giunta al suo quindicesimo anno di vita, organizzata in comune accordo tra gli EPT di Brescia e Bergamo, con il concorso delle due municipalità, delle amministrazioni provinciali, di altri Enti pubblici e privati. Il livello di perfetta organizzazione è giunto ad un punto tale per cui non solo il cartellone è ricco di nomi altisonanti di esecutori e direttori — da Eliahu Inbal a Maurizio Pollini, da Wilhelm Kemff a Alexiss Weissemberg, tanto per fare qualche nome — ma la struttura portante è solidissima al punto che, all'orchestra da camera « Gasparo da Salò » che per prima ha sostenuto le fatiche del festival, alterna ora niente meno che il complesso sinfonico della Rai-TV di Milano. 28 E' un esempio questo che tocca sì le dimensioni economiche delle due città, certamente superiori a quelle di Mantova, ma è anche la dimostrazione di una capacità e di una volontà di fare insieme che da noi non è ancora stata assimilata. Senza voler parlare di Verona che offre un panorama musicale eccezionale, la stessa Cremona, non molto dissimile a Mantova, governa una Società di Concerti che programma ben 32 manifestazioni in un anno; e tutte di ampio respiro culturale. Per quanto riguarda Mantova, è inutile recriminare che una volta c'era una Società di Concerti e che ha promosso serate memorabili nel nome dei Benedetti-Michelangeli, Orloff, Magaloff, e via discorrendo. E' morta e non andiamo a cercare le cause, poiché esse sono all'origine degli attuali dolori. Quest'anno le manifestazioni concertistiche di musica da camera sono state: i sei concerti programmati dalla Gioventù Musicale, cui hanno assistito una media di sessanta persone a concerto; l'esibizione del violinista Rivoluzio Carletti al « Cittadino » organizzata dalla Dante Alighieri col concorso di un pubblico notevole che superava le duecento unità e, « dulcís in fundo », il concerto vivaldiano nel refettorio della chiesa di S. Francesco, protagonista l'orchestra da Camera diretta da Cesare Ferraresi. Un'appendice cameristica si è pure avuta al club « A-mici della Lirica » che ha presentato i magnifici solisti del « Quartetto Veneto », mentre i gemelli Bertetti si sono esibiti al teatro Minimo e al « Gabbia Club ». A prima vista l'attività concertistica pare abbastanza sostanziosa, ma il disordine che l'ha caratterizzata, indice di una setto-rialità di iniziative, sta a dimostrare che non si possono perseguire traguardi duraturi e validi senza una solida organizzazione. Si dice che Mantova non riesce ad esprimere un pubblico per questo genere di manifestazioni. Può darsi: ma prima di verificare questo dato di fatto occorre sollecitare non solo la passione, ma la curiosità del pubblico. Su questi fattori poggia la rinascita del teatro di prosa nella nostra città. Non crediamo che i cittadini mantovani, specie la media ed alta borghesia, siano sensibili solo ai richiami mondani, o di comodo, proposti da questa o quella organizzazione per cui la presenza di un folto nucleo di spettatori al concerto di Rivoluzio Carletti sia la risultante di un processo critico individuale che li porta a rifiutare il « Quartetto Margand ». « Requiem » quindi per la musica strumentale e da camera nella nostra città? Centoventi tessere d'abbonamento vendute dalla Gioventù Musicale, di cui parte acquistata dal Comune, parrebbero rispondere si alla nostra domanda. Possiamo lasciar passare sotto silenzio un simile dato di fatto? No: non lo possiamo. Responsabili di questa situazione — non parliamo poi della musica sinfonica perchè qui siamo allo stato di vuoto assoluto — siamo tutti noi : da chi governa la cosa pubblica alla scuola, dal professionista allo studente, da tutti quelli che potrebbero intervenire ai più vari livelli e che invece rifiutano quel minimo di collaborazione indispensabile per creare un qualche cosa di solido, di stabile, di indipendente e di valido 29