Il disavanzo dell'anno precedente approvato dal Consiglio in fase previsionale presentava un deficit di lire un miliardo settanta milioni. Il deficit di quest'anno presenta un aumento, quindi, di 157 milioni circa in più. Le componenti di questo aumento sono costituite da un aumento globale delle spese correnti obbligatorie e facoltative e delle spese per rimborso di prestiti di L. 304 milioni 393.020 e da nuove e maggiori entrate del 1969 rispetto al '68 per L. 147.093.020. Il saldo in aumento del deficit è appunto di L. 157.300.000. Le principali componenti di questo aggravio si possono intravve-dere in un aumento delle spese per il personale per 40 milioni. In un aumento delle spese per l'ammortamento mutui, in conto capitale e interessi per 50 milioni. Nell'aumento dell'onere, per il rimborso allo Stato di spedalità anticipate, per 29 milioni. Nell'aumento delle spese per mantenimento inabili (aumento rette) per 36 milioni. Tutte le altre maggiori e nuove spese possono essere fronteggiate con gli incrementi delle entrate. Lo squilibrio in costante aumento, anche se contenuto, degli Enti Locali non è una novità. Esso costituisce una grave crisi da sanare che non può essere imputata ai soli Enti Locali. Occorre rivedere l'area di tassazione degli Enti Locali, o quanto meno la partecipazione degli Enti Locali ad una tassazione riformata ed unificata, come pare sia la tendenza attuale alla soluzione del problema. Occorre d'altra parte rivedere e precisare i compiti dei Comuni onde alleggerirne le spese. Il carico statale dell'edilizia scolastica è stato un buon inizio, ma non può considerarsi sufficiente. Occorre creare i veri presupposti di un equilibrio fra entrate e spese degli Enti Locali e poi si potranno criticare gli Enti Locali stessi se rompono questo equilibrio. Una riforma della finanza locale è ancora l'essenza di un possibile riequilibrio dei bilanci comunali. LE ENTRATE In materia di introiti fiscali possiamo rilevare come gli stessi coincidono, per approssimazione vicinissima al vero, con le previsioni del nostro Piano quadriennale di programmazione. In particolare ci preme mettere in evidenza come, nell'intento 6 sempre presente di limitare il fenomeno delle sperequazioni, si è cercato di far lievitare il gettito della imposta di famiglia, raggiungendo contemporaneamente lo scopo di non tassare i redditi minimi. Così pur perseguendo una azione svolta ad aumentare il gettito del tributo si riesce a raggiungere anche l'obiettivo, non meno importante, di tassare il minor numero di nuclei familiari. La previsione di Bilancio per l'imposta di famiglia è quantificata in 470 milioni come per il decorso anno 1968. Con la operazione dello scorso mese di maggio, in pratica, possiamo considerare di aver raggiunto il gettito previsto, che potrà anche essere superato a seguito del secondo elenco di variazioni, deliberato nel giugno scorso e la cui operazione è tuttora in atto. La prima fase, che è consistita in 1066 accertamenti, si è chiusa con risultati positivi che si possono riassumere in questi dati di sintesi : 770 buoni concordati, 196 accertamenti definitivi per scadenza di termini, 100 ricorsi, molti dei quali meramente interruttivi di termini. Il maggior gettito conseguito assomma a 28 milioni, e con le partite in sospeso raggiungerà i 40 milioni circa. La tassa raccolta rifiuti, che vede una previsione di Bilancio di 135 milioni, contro i 130 del 1968, ha praticamente superato le previsioni, mentre si può già prevedere che nel corso dell'anno il gettito sarà di 145 milioni (con dieci milioni quindi in più del previsto). Gli altri tributi minori rispettano le previsioni di bilancio. Le mancanti entrate relative ai due soppressi tributi ( imposta di licenza e sulle macchine da caffè) vengono compensate dal maggior gettito del-l'I.C.A.P. Il gettito globale dei tributi dell'attuale Bilancio supera solo del-l'l,50% quello previsto quattro anni fa nel Piano. Si può affermare quindi una assoluta fedeltà di pressione tributaria esercitata nel quadriennio. La politica tributaria in questi quattro anni si sposta di assai poco dalle previsioni : una imposta di famiglia che tende alle previsioni del Piano e una imposta di consumo che supera leggermente tali previsioni, quale conseguenza diretta degli aumentati consumi. Risulta chiara, pertanto, la perfetta coerenza della politica tributaria con limiti fissati dal Piano. Per quanto concerne più strettamente il Bilancio di previsione 1969 va rilevato che: I proventi tributari ammontano a L. 1.888.000.000 con l'aumento netto, rispetto alle previsioni del '68 di L. 89.000.000, pari al 4,94%. 7