Sono già stati installati con un primo lotto di lavori i nuovi punti luce nei Viali Sabotino, Montenero e Fiume in Vailetta Paiolo; nelle vie Fiera, Amadei, e Gavioli in Te Brunetti e in via S. Maria Nuova in Cittadella per un totale di 98 punti luce. Gli altri centri luminosi già previsti e di imminente installazione sono dislocati nel quartiere ex Ferrovieri; nelle Vie Torelli, Grossi, Campi, Scalarini, Volta, Ariosto e traverse in quartiere Vaisecchi; in S. Michele, S. Giovanni Bono, Piazza Giulia e Strada Spalti, Ponte Mulini, in Cittadella; Via Dugoni; strada Cisa e Goitese e Piazza Gambarara; Cipata Virgiliana, Castelletto Borgo, Formigosa, Borgo Angeli, Pompilio e Circonvallazione Sud; i sottoportici di Via Bellancetto e Via A. Mario. Gli stanziamenti per la manutenzione delle strade e per la segnaletica sono sempre assai modesti, insufficienti, falcidiati dagli organi tutori; tuttavia Mantova si presenta nella buona media delle altre città. Sulla grande viabilità sta per aprirsi l'autostrada del Brennero in direzione Verona, mentre sono a buon punto i lavori in direzione Modena. Viene portata avanti l'iniziativa della Transpadana che per Mantova rappresenta una soluzione verso tre direzioni : Cremona Milano, Ferrara Ravenna, Monselice Padova. Le circonvallazioni alla città vanno ovviamente viste in senso com-prensoriale e soprattutto sul piano provinciale. Il raccordo dal casello autostradale alla zona sud della città, attraverso il ponte della Diga Masetti, realizzato dalla Provincia, rappresenta un elemento di circonvallazione prezioso. Un miglioramento della situazione e degli innesti al bivio Verona Brescia è allo studio da parte dell'A.N.A.S. e della Provincia. L’ASSETTO URBANISTICO Il Consiglio Comunale ha recentemente richiesto l'autorizzazione alla revisione del Piano Regolatore Generale, e l'articolo di Bilancio della urbanistica comporta conseguentemente un notevole impegno finanziario in tale direzione. Si sente l'esigenza non tanto di variare per variare un Piano regolatore, il cui studio tuttavia risale agli anni 1954-'56 (che per molti aspetti può essere considerato positivo per il decennio cui è servito) quanto di verificarne l'efficienza e la validità per i prossimi anni set- 12 tanta alla luce di nuovi fattori, quali l'indice d'incremento della popolazione da una parte e della motorizzazione dall'altra. Ma soprattutto si sente l'esigenza di verificare il Piano Regolatore in un quadro com-prensoriale. Se è vero che ogni Comune ha la potestà ed autonomia solo sul proprio territorio è altrettanto vero che oggi non ha più assolutamente senso organizzare il proprio territorio, sempre angusto ai fini urbanistici, lasciando come si suol dire « zona bianca » la zona circostante. I confini storici del Comune sono ormai un abito troppo stretto, tanto più per una città capoluogo. Dalla presa d'atto di una polverizzazione storica dei numero dei Comuni (ottomila in Italia) si registra una lenta ma sicura presa di coscienza della visione comprensoriale, chiara e precisa anche per la nostra città e il suo interland, onde tendere al consolidamento di una economia più sicura, per una politica più valida della massima occupazione, per una distribuzione dei servizi su più ampia base territoriale onde migliorarli e comprimere i costi, ma soprattutto per una miglior organizzazione del suo territorio, degli insediamenti industriali e abitativi, delle infrastrutture e delle zone verdi e protette. Il terreno può apparire minato per un osservatore superficiale che voglia imporre le cose solo perchè hanno sapore del ragionevole. Occorre operare in pieno rispetto delle singole autonomie e questo non è certo facile. Perchè ciò non si è fatto prima? Occorreva l'ultimo convincimento di darsi tutti assieme un'autodisciplina. E questo per molti anni è mancato. E' accaduto che Mantova abbia rispettato le sue regole urbanistiche, spesso rigide e costrittive, che abbia pagato alti costi per i propri servizi, mentre al di là dei confini si costruivano case e villette, più o meno correttamente, con una normativa certamente meno rigida, più blanda, da parte di coloro che per la vicinanza sono in condizioni di godere dei servizi della città, della sua stessa zona industriale, senza parteciparne al costo. Questo spiega l'incremento demografico modesto del nostro Comune, la stessa stasi del '68, mentre i Comuni contermini registrano ancora sensibili aumenti. Ma abbiamo la sensazione che la visione comprensoriale sia ormai matura. Già l'Amministrazione ha avuto contatti coi Comuni contermini ed ha riunito 16 Comuni, che costituiscono il comprensorio mantovano, per una azione di valido coordinamento. Non abbiamo chiesto 13