che possono divenire ed essere considerati comprensoriali, sono la raccolta dei rifiuti, l'erogazione dell'acqua, l'erogazione del gas, la gestione dei trasporti urbani. Non si deve credere che il passaggio dall'organizzazione comunale a quella comprensoriale sia facile. Occorre tener fissi i due elementi cardine di tutto il problema : il miglioramento dei servizi e il contenimento o la compressione dei costi. Il passaggio in gestione diretta della nettezza urbana, Tesserci cioè liberati dell'appaltatore intermediario, ci ha dato da una parte risultati economici notevoli ma è stata dall'altra di notevole impegno. Non meraviglino quindi i tempi per la definitiva liquidazione dell'appaltatore e per la regolamentazione del servizio. Il nuovo contratto nazionale di lavoro porta un aggravio di quasi 40 milioni l'anno. Con la gestione diretta siamo in grado di affrontare il maggior onere (che ci sarebbe stato comunque) senza aumentare gli stanziamenti di Bilancio. Le preoccupazioni per lo smaltimento del Fercompost di Soave ci sono, ma non devono tuttavia trarci in inganno. Le avremmo avute comunque, anche con l'appaltatore. D'altra parte riteniamo che lo smaltimento di enormi quantitativi di rifiuti, sempre in aumento, con la soluzione della trasforma- zione in concime, e del ritorno alla terra, sia stata una scelta da un punto di vista igienico-sanitario assolutamente corretta ed ineccepibile, tale da giustificare anche un eventuale disavanzo di gestione. I pericoli dell'inquinamento nel territorio comunale dell'aria e della falda non ci consentirebbero di mantenere enormi quantitativi di rifiuti, di cui abbiamo ancora buona memoria in Te Brunetti, senza gravi pericoli per la salute pubblica. L'estensione della nettezza urbana comincia ad essere un problema sentito nei Comuni del comprensorio. Ad essi stiamo offrendo un servizio di raccolta con smaltimento nel nostro impianto di Soave. Sono in corso degli esperimenti nei Comuni di Porto Mantovano, S. Giorgio, Virgilio, Curtatone, Borgoforte e Roncoferraro, in attesa di poter costituire un vero e proprio Consorzio con dei costi ben determinati. È certo che l'attuale servizio che prestiamo non deve farci balenare ipotesi di utile (ci sostituiremmo a nostra volta all'appaltatore) e nemmeno possiamo permetterci il lusso di perdite. Le difficoltà che incontriamo sono costituite, in alcuni Comuni limitrofi, dalla esistenza di ditte private che fanno balenare una falsa convenienza economica, in carenza di una soluzione dello smaltimento 20 dei rifiuti che continuano ad essere malcelati in cave provvisorie. L'erogazione dell'acqua potabile è pure in prospettiva un servizio comprensoriale. Lo è, favorito dalla legge che prevede per il territorio di Mantova un Consorzio di 9 Comuni oltre al nostro (Curtatone, Bagnolo S. Vito, Virgilio, Bigarello, Castel d'Ario, Marmirolo, Borgoforte, Porto Mantovano, S. Giorgio Mantovano). Attualmente ognuno attinge acqua nel proprio territorio. Mantova su 4 falde (—80 mt., —120, —160, —240 metri) con pozzi artesiani a massiccio filtrante o a rete. Due Comuni, Borgoforte e Porto Mantovano, hanno un pozzo sugli 80 metri con piccola rete di distribuzione. Negli altri Comuni non esistono acquedotti ma solo pozzi privati alla prima falda freatica che oggi non dà garanzia sufficiente di potabilità essendo passibile di inquinamenti. La legge sugli acquedotti prevede finanziamenti per impianti di alimentazione di acqua potabile del 70% a carico dello Stato e 30% a carico comunale. Reti locali di distribuzione a carico comunale. Per l'autunno è previsto un incontro a dieci, a livello di amministratori e tecnici, in cui sarà possibile discutere un progetto di massima a cura dell'Azienda, con l'individuazione dei costi di impianto e di esercizio. Il numero dei Comuni che autonomamente aderirà al Consorzio darà la possibilità di un progetto esecutivo con una determinazione più esatta di detti costi. Le carature di partecipazione al Consorzio avranno come componente l'ampiezza del servizio sociale in ogni Comune ( numero di utenze di un tempo breve) e la potenzialità che occorre prevedere e porre a disposizione dei singoli Comuni secondo la previsione del 2015. È pronto un programma minimo che interessa tre Comuni : Porto Mantovano, Virgilio, Curtatone, secondo un criterio di economicità di gestione di immediata richiesta di utenze. Un ulteriore allargamento è auspicabile, ma dipende soprattutto dalla iniziativa e dall'interessamento dei singoli Comuni di partecipare al Consorzo. Sempre in autunno si potrà fare il discorso anche del gas per una prospettiva consortile. Attualmente la S.N.A.M. non riconosce i Consorzi ai fini contrattuali e stipula contratti coi singoli Comuni. In questo caso è già però possibile l'interconnessione delle reti di distribuzione. Non è escluso, ed è auspicabile, che col nuovo contratto la S.N.A.M. accetti di stipulare contratti con consorzi di Comuni, nel qual caso potrà costituirsi il suddetto Consorzio sulla base di una caratura e nei limiti dei futuri aderenti al Consorzio. Anticipiamo in questa sede che il Bilancio di previsione dell'A- 21