di incertezze e di opinioni contrastanti ci pare che la visione del problema dei laghi sia chiara e rassicurante ». L’intransigenza, siamo certi, l'avranno gli elettori nel giudicare l'operato di questa Giunta; la chiarezza è rimasta solo al Sindaco, il quale tuttavia non ha ancora saputo dirci cosa succederà dei nostri laghi. Nel 1967 furono sbandierate come « conquiste storiche » (noi quelle stesse cose le proponemmo tre anni prima e qualcun altro ancora prima di noi) le conclusioni alle quali pervenne la Commissione Interministeriale in occasione della sua venuta a Mantova. Quali provvedimenti urgenti suggerì la Commissione? 1) Una modifica nella ripartizione delle acque del Mincio per aumentare la portata d'acqua ai laghi (almeno fino a 20 mc/sec.) ; 2) l’apertura di numerose luci nei rilevati stradali di Mulina e di S. Giorgio per aumentare la velocità dell'acqua; 3) la sollecita presentazione del progetto delle fognature cittadine; 4) l'esecuzione di idonei impianti di depurazione presso le industrie ed i caseifici che scaricano le loro acque nei laghi; 5) la sistemazione e la rettifica delle sponde lacuali. Se si eccettua quest’ultimo provvedimento, tra l’altro eseguito al di fuori del controllo del Comune e in un modo che desta ancora serie perplessità, nessun’altro provvedimento è stato fino ad ora adottato e sono tutti di là da venire. Mai, abbiamo sentito il Sindaco relazionare al Consiglio Comunale di un suo intervento presso l’ANAS per chiedere la trasformazione dei rilevati stradali in viadotti con numerose luci, o presso le industrie ed i caseifici per ordinare la costruzione degli impianti di depurazione, o presso consorzi di bonifica per pretendere una diversa ripartizione delle acque del Mincio. Sul problema dei laghi non c'è più niente da inventare o da scoprire; c'è solo bisogno di muoversi ed II Comune di Mantova è il primo che si deve muovere. INFRASTRUTTURE All'atto della sua costituzione, ed ogni qualvolta si è parlato delle prospettive future di Mantova, Il centro-sinistra ha fondato tutte le sue speranze sulle Infrastrutture. Per anni ci slamo battuti contro questa fuga in avanti del centro-sinistra, per chè, al di là dell’errore politico ed economico, gli stessi obiettivi Infrastrutturali hanno finito per essere distorti. Oggi a confermarlo c'è la mancata realizzazione di queste opere o il grave ritardo nella loro esecuzione. 1) Autostrada del Brennero: Secondo le previsioni del centro-sinistra entro la metà del 1968 doveva essere agibile il tronco da Verona a Mantova, mentre quello da Mantova a Modena doveva esserlo entro la metà dell'anno in corso. La realtà è che da Verona a Mantova non si viaggia ancora e da Mantova a Modena non si sa quando, tanto grave è il ritardo. Se dall'apertura di questa autostrada benefici ne derivano, questi non si faranno certo sentire prima del 1972. Se pensiamo poi alla proiezione nel futuro dei benifici della Transpadana o della Cisa-Brennero o della « Bretella » è lecito chiedersi cosa succederà a Mantova nel frattempo. Questa risposta dal centro sinistra mantovano non cl è venuta e la relazione della Giunta evita ogni accenno al problema. 2) Strada Parco da Mantova a Peschiera La sua utilità era in funzione di tre obiettivi: valorizzazione turistica e paesaggistica della Valle del Mincio con possibilità di recupero dal Garda congestionato di parte del turismo domenicale; rapido collegamento con il Garda stesso per le correnti di traffico provenienti dall’Emilia; efficace alternativa infrastrutturale alla ferrovia Mantova-Peschiera. 32 E’ stata soppressa la linea ferroviaria, ma della strada Parco nemmeno un'idea tli massima sul progetto! 3) Ferrovie. Tagliata fuori dalle principali linee di collegamento con il nord e con il sud il problema ferroviario di Mantova era e limane legato a tre soluzioni: ammodernamento e potenziamento delle attuali linee; spostamento della cintura ferroviaria; eliminazione dei passaggi a livello. Sempre nel piano quadriennale (pag. 51) la Giunta riconosceva che la situazione dei collegamenti ferroviari era tutt'altro che soddisfacente e accennava ad un collegamento di Monaco con Roma via Mantova. A quest’altro sogno di « internazionalizzare » la collocazione di Mantova, la Giunta faceva seguire questa più significativa dichiarazione: « Ogni proposta che voglia essere realistica non potrà non tenei conto della difficile situazione in cui si trova attualmente la Amministrazione delle ferrovie. Con lo stesso realismo dovrà infine essere affrontato il problema della cintura ferroviaria ». Tanto « realismo » abbiamo visto quali risultati ha prodotto. Nulla è stato fatto, nemmeno il più urgente problema di una diversa sistemazione del passaggio a livello sulla Cisa, malgrado si sappia che, entrando in funzione il casello auto-stradale della Mortella, questo punto viario entrerà definitivamente in crisi. 4) Idrovie. A questo riguardo nel piano quadriennale è contenuta una affermazione di cui la Giunta dovrebbe ancora oggi vergognarsi! E’ scritto in quella relazione: - L’Amministrazione si compiace che i lavori per l’Adige - Garda - Mincio - Tartaro - Canal Bianco - Po di Levante proseguano con celerità ». Oggi dalla relazione della Giunta è sparito « con celerità ». La realtà è molto più semplice: siamo ancora al punto di A anni fa! Si è scavato il canale, ma mancano ancora le opere che lo rendano utilizzabile e, se queste dovessero cominciare anche domattina, il canale non sarà navigabile prima di tre anni. Un atteggiamento ■ neutrale » di questa amministrazione non è più amisslbile In quanto per la ultimazione delle opere si profilano altri pericoli per nuovi ritardi e nuovi rinvi!. Sempre in tema di Idrovie il Comune di Mantova non può più tacere la sua posizione sul collegamento Idrovlario dei laghi di Mantova con li lago di Garda e sulla conseguente navigabilità di quest'ultimo. C’è un fatto politico di cui prendere atto: Il secco no pronunciato all'unanimità dai gardesani contro la navigazione industriale sulle acque del loro lago. I benefici che deriverebbero alla economia gardesana dalla navigazione del lago sono di grandezza assolutamente inferiore rispetto ai danni che subirebbe in conseguenza della trasformazione del Garda in canale navigabile. Ci pare lecito e doveroso che su questo problema la Giunta si pronunci. Da parte nostra la battaglia dei Gardesani ha e avrà il pieno appoggio. 5) Porto di Mantova. Se questa Amministrazione non rifiuterà la collaborazione e gli apporti di quanti sul problema delle idrovie propongono una diversa azione politica è probabile che nel 1972 o 73, percorrendo II Po, si navighi da Mantova fino al mare e viceversa. Se per quella data Mantova non sarà in grado di offrire una valida attrezzatura portuale perderà nuove occasioni di ripresa economica. Mantova offre oggi la « vergogna » di Fossa Serena e nessuna idea ci è proposta dalla Giunta per la soluzione di un vero porto commerciale, che a nostro parere dovrebbe trovare la sua naturale collocazione a valle dello sbarramento di Formigosa. La esposizione degli impegni pomposamente assunti dal centro sinistra e dei bjsogni dello stesso disattesi potrebbe continuare a lungo. In questa relazione ci limitiamo soltanto ad elencarli: — Servizi sociali ancora mancanti nei quartieri e nelle frazioni — carenza di attrezzature scolastiche -r- gravi ritardi nell'attuazione del servizio di medicina scolastica e della medicina preventiva — Istituto geriatrico e assistenza agli anziani — centro storico — viabilità interna — cultura, turismo e spettacolo. 33