formule di governo, ma particolarmente rispetto alla società in movimento. La sua collocazione nell’area dei moderati (I), contrasta con le spinte in atto nel paese. La formula di Centro Sinistra imposta dall’alto, come formula di gestione anche dell’ente locale per coprire le scelte che venivano dall’alto, ha scoperto la sua natura: si è scontrata con la rivendicazione di maggior potere richiesto da parte delle masse. Ciò è evidente anche a Mantova. Occorre quindi dare maggior potere ai cittadini mediante nuovi strumenti come ad esempio: 1) I Consigli di quartiere. 2) La Consulta dei lavoratori: che deve operare ad latere del Consiglio Comunale e venire ascoltata per tutte le questioni che si riferiscono ai rapporti del Comune con la produzione. 3) La promozione di una inchiesta, rilevazione sulla condizione operaia nelle fabbriche: iniziativa questa che deve avere come fine di collegarsi alla lotta in atto da parte dei lavoratori per ottenere avanzate condizioni di libertà, oltre che di sicurezza sui luoghi di lavoro. 4) La riforma dell’Ente Turismo, deM'Istituto Case Popolari e delle Casse di Risparmio che oggi sono istituti mediante i quali a livello locale si fanno passare le scelte che si fanno in alto e sono organismi talmente antidemocratici che, almeno per i primi due, i loro presidenti vengono nominati dal Governo. E invece dovrebbero essere strumenti nelle mani dei lavoratori, organismi democratici atti a recepire ed a tradurre la volontà dei cittadini. In definitiva il Comune, ed in particolare quello di Mantova, è per la sua passività, l’ultimo anello della catena di un sistema che fa calare dall’alto le scelte, invece che l'avamposto conquistato ed operante per una spinta inversa rispetto al sistema, avamposto del contropotere delle masse che spinge verso una nuova società alla cui base siano poste le scelte dal basso: la completa democrazia. Sul vuoto che si è creato in Italia col pasticcio del successo fallimento del Centro Sinistra (successo per i capitalisti, fallimento per I lavoratori) è necessario dare sbocchi nuovi alle esigenze di democrazia. Premono In questo senso I lavoratori e una grossa risonanza rispetto a questi orientamenti si riscontra nel mondo cattolico della contestazione e del dissenso. Gli orientamenti delle ACLI, emersi nel loro Congresso, sono una conferma della robustezza con cui avanza l'acquisizione della coscienza democratica delle masse, che vogliono essere le vere protagonlste delle scelte politiche. Questo è l'Impegno che si è assunto in particolare il PSIUP a tutti I livelli, questo è l’impegno che il PSIUP intende portare avanti anche negli Enti Locali ». Il prof. Finzl conclude il suo intervento con numerose critiche relative a diverse voci del bilancio di previsione In particolare rilevando come del programma quadriennale 1966-1969 solo una minima parte sia stato attuato e sostiene che è quindi impossibile che in pochi mesi si faccia ciò che non si è fatto in quattro anni. Anche il discorso sui « comprensori » (la cui validità il prof. Finzi sostiene da cinque anni) viene a cadere perchè vengono concepiti solamente come unificazione di alcuni servizi e non come discorso unitario su tutti I problemi che interessano la collettività. Ed infine, secondo il prof. Finzi, non basta dire ■ occorrono nuovi posti di lavoro », « occorre fissare la popolazione sul terreno » « nuove possibilità occupazionali » « frenare l’esodo giovanile », come si legge nella relazione del Sindaco, ma occorre allora soprattutto fare delle scelte precise, scelte di fondo, quelle scelte di carattere generale di cui si è parlato nell'introduzione di questo stesso intervento. Occorre uscire dall'attuale regola del gioco, collegarsl ai reali problemi dei cittadini rendendo questi realmente partecipi e partecipanti alle scelte economico-sociali. Invece la Giunta di Centro-Sinistra ha fatto altre scelte, quelle scelte che Impediscono di tisolvere quegli stessi problemi confessati e che non possano che consentire una politica di immobilismo e di piccolo cabo taggio con la quale ci ha amministrati sino ad ora e con la quale intenderebbe amministrarci ancora. 36 Avv. GUGLIELMO MAGNANI - P. L. I. * Nell'esprimere brevemente i motivi per i quali ancora una volta il gruppo liberale dovrà negare il suo voto di approvazione al bilancio presentato dalla Giunta, credo che ci potrà essere consentito di affermare che la elencazione contenuta nella relazione del Sindaco delle cose fatte e di quelle che si stanno facendo o si potranno fare, ci permette di affermare, con la coscienza di essere nel vero, che il documento sottoposto alla nostra approvazione è un bilancio di ordinaria amministrazione o, come direbbero i marinai, di piccolo cabotaggio: il che potrebbe essere anche un pregio ed un merito, se di fronte non ci fosse, come grave elemento di squilibrio, il disavanzo che risulta nel conto economico di ben 1572 milioni, 1227 dei quali dovranno essere ripianati con un nuovo mutuo. Una prima considerazione ci consente intanto di rilevare subito, di fronte ad entrate ordinarie per 2419 milioni, che il conto economico per le spese correnti e per quelle di rimborso prestiti, limitato ad alcuni capitoli, prevede uscite per 3992 milioni; questo significa, in parole povere, che non abbiamo neanche i soldi per far fronte alle spese correnti, perchè quelle obbligatorie da sole ammontano a 3585 milioni; è come se in una famiglia (ed anche il Comune è come la famiglia di tutti i cittadini mantovani) per far fronte alle necessità della vita, venisse a mancare circa il 40% dello stretto fabbisogno. E non è che ci siano dei risparmi da parte, sempre per tenerci al paragone della famiglia; perchè se si guardano gli allegati al bilancio, si vedrà in quello contraddistinto con il nr. 8/a, un lungo elenco di mutui passivi, che sono ben 164, per un totale di poco inferiore ai 10.000 milioni e si potrà ugualmente rilevare che di soli interessi passivi il Comune ha un onere annuale di 529 milioni all'anno; per cui ogni volta che i componenti della famiglia aprono gli occhi al mattino per ricominciare la loro vita di lavoro, si trovano di fronte a dover pagare, solo per interessi, oltre un milione e mezzo al giorno. Mentre si doveva quindi impostare, da anni ,una politica di lesina, in relazione alle possibilità del bilancio, si è continuato a spendere appesantendo la situazione generale e portandola ad un livello tale che nemmeno un miracolo ora potrebbe porci rimedio; forse mentre nelle piazze e nelle aule parlamentari, nazionali e regionali, o nei consigli provinciali e comunali si continua a disputare sul sesso degli angeli, quando si tratta di operare In concreto I nostri amministratori e politici che predicano bene e razzolano male, si illudono che qualcosa possa intervenire a risanare tutto; tanto più che l'unica sanzione della loro irresponsabile azione politica è quella di perdere II posto di amministratore e magari di ottenerne un altro di maggior rilievo. Questo bisogna avere il coraggio di dire ai membri di questa nostra famiglia di cittadini se si intende amministrare il danaro pubblico come quello individuale; questo deve essere posto in rilievo in questa sede perchè cl si fermi in questa corsa che altro sbocco non può avere se non un fenomeno di inflazione che finirebbe per colpire solo ed unicamente quelli che ricavano da vivere dal proprio lavoro, che qui invece si dichiara di voler difendere e rappresentare. Il frontismo prima, il centro-sinistra poi, stanno portando il Comune di Mantova verso il dissesto completo; anche perchè oltre a non esserci ombra di risparmio, come si è rilevato, in quanto i debiti ammontano a circa 10 miliardi (per ogni cittadino ad un debito di L. 153.075) le risorse disponibili si sono ulteriormente assottigliate: parlo delle risorse che sono costituite da quelle somme che potranno rendersi disponibili per entrate future; gli allegati ci dicono con cruda chiarezza che non vi sono più disponibilità nè presenti nè future sulle sovrimposte terreni e fabbricati; lo stesso dicasi per le imposte di consumo, tutte ormai ipotecate per un lungo periodo; vi sono ancora due piccoli residui sull’imposta di famiglia per 95 milioni e sulla tassa delle spazzature per 95 milioni; con i nuovi mutui che continuate a contrarre e che ammontano (vedi all. 2) ad oltre 3500 milioni di nuovi debiti, ogni sorgente sarà seccata. Ed allora, quando anche questi « spiccioli » saranno stati spesi, cosa faremo? Ecco il risultato al quale ci avete condotti con la vostra azione amministrativa, che ha avuto In 24 anni una componente costante: quella dei socialisti, prima 37