alleati dei comunisti nell’amministrazione frontista, ed ora dei democristiani nel centro-sinistra. Non vi sono luci nella relazione del Sindaco; qualche accenno ad una politica comprensoriale fatta però solo in chiave dei servizi di trasporti pubblici, o della nettezza urbana o dei vincoli urbanistici; non c'è un’idea amministratrice che dia qualche speranza; sarebbe ora che passaste la mano ad altri migliori di voi; anche sul piano locale siete, come dice un comico della TV, una vera e propria apocalissel E questo discorso potrebbe continuare per molto tempo ancora, su tutti gli aspetti della vostra azione amministrativa. So già quello che mi vorreste dire, giunti a questo punto; potreste dirmi che è facile criticare, ma più difficile operare; e questo può anche essere vero ma sarebbe ora troppo comodo pretendere che altri vengano a togliere le castagne dal fuoco; solo posso ricordarvi quello che quasi ad ogni seduta del Consiglio noi liberali non ci siamo stancati di ripetere; riconosco che qualche volta ci avete ascoltato, se pure con qualche ritardo, che qualche altra volta avete fatte vostre le nostre proposte fingendo di averle inventate voi; noi ne abbiamo preso nota, non per il solo piacere di aver previsto giusto, ma con la soddisfazione della coscienza di avere bene operato per il bene della Comunità, in quella vita democratica che auspichiamo ed alla quale voi, a quanto pare, non siete ancora maturi, perchè non avete ancora capito che la minoranza, in democrazia, è una voce che deve essere ascoltata specie quando critica e che non basta godere degli elogi del compagni di viaggio; quelli sono scontati e servono a niente. Signor Sindaco, Signori Consiglieri, ho finito; nel confermare il voto negativo del gruppo liberale al bilancio preventivo del 1969, auguro al nostro Comune ed a tutti i cittadini di Mantova di scegliersi, la prossima volta, degli amministratori diversi; e l'appello non ha carattere e scopi personali perchè, come ho avuto occasione di dichiarare ripetutamente, alle prossime elezioni non mi ripresenterò; il mio dovere di cittadino fino ad ora, ritengo di averlo fatto nel miglior modo che mi è stato possibile. IDA ROMAGNOLI - M. S. A. ■ Innanzitutto dobbiamo esprimere alla Divisione Ragioneria il nostro più vivo compiacimento per aver dato nella stesura tecnica del bilancio un carattere dinamico ed accessibile. Ma altrettanto dobbiamo dire della sua direzione se pur comprendiamo le difficoltà che le maglie deM'assetto statale costringono ad un rigore amministrativo: noi siamo qui a svolgere una funzione che non è quella di ratificare delle cifre; siamo qui per dire che un Ente locale deve far intravvedere anche attraverso il bilancio la sua originalità, la sua volontà politica. Se poi eccostiamo questo bilancio alla scadenza del nostro mandato che per legge dovrebbe scadere a novembre, c’è da dire che è mancato proprio anche quel minimo di generale originalità che possa almeno definirsi una funzione- cuscinetto tra potere centrale e cittadino. Non mi soffermo sui problemi caratterizzanti, li hanno già trattati i Consiglieri Lui e Finzi e non li ripeto, ma ci sono altri aspetti che ci vengono proprio come spinte, come stimolo dal movimento sociale in atto nel paese. Nella relazione si parla di crescita ed è vero, questa crescita va scoprendo nuovi momenti di attrito, va prendendo coscienza e la città, il quartiere, la casa che Ieri erano sentiti come centri neutri, oggi no. In alcuni capaluoghi anche nella della nostra regione — senza citare come esempio la regione pilota che è l’Emilia — hanno già messo in atto il metodo di collegare la rivendicazione minuta ad una visione positiva e diversa dell’aspetto sociale, il mezzo anche di arricchire la stessa vita politica dei partiti e delle istituzioni, il fine proprio che dia al 38 cittadino una essenza vitale, un contributo a salvarsi da quella sclerotlzzazione cui rischiano di essere condannati. E sono i comitati di quartiere; una volta propo nemmo i vigili di quartiere e non si fece nulla. Oggi non è più valida nemmeno quella proposta, oggi il cittadino vuol contare di più; vivo, è costretto a vivere nel quartiere, ma in esso non trova un punto di riferimento che sia veramente il centro ricreativo, culturale, associativo e vogliamo anche dire un centro per la vitalizzazione di quel quartiere che va dal verde al campo giuochi, quindi a tutta una serie di servizi sociali che in un quartiere devono costituirsi. Ricordiamo tutte le vicende del quartiere di Borgo Pompilio. Là c'è un centro sociale, un moderno fabbricato con sale per incontri, riunioni, dibattiti, ma per arrivare ad usufruire di quella sede occorre solo che si facciano le elezioni politiche, e sappiamo che si fanno ogni cinque anni. Ebbene, i cittadini del quartiere hanno sentito la necessità di discutere i problemi della zona in un locale istituito per la zona. Come sono andate le cose, dopo mesi e mesi di colloqui a livello dei partiti, tutti ne siamo a conoscenza. Riscontrando quindi negativo quel risultato, proprio per il lungo trattare dei partiti il Comune deve farsi promotore con i modi e con quelle forme che potremmo vedere e studiare anche sperimentalmente, senza togliere troppo tempo alla discussione del bilancio. Un altro settore che mi pare sia stato completamente trascurato, è quello della prima infanzia — da zero a tre anni. Nel territorio di tutto il Comune di Mantova non esiste se non nella sede dell’O.N.M.I. provinciale un asilo nido; è possibile che una madre e particolarmente una lavoratrice-madre che lavori, ad esempio, nella zona industriale e che abiti a Frassine, Formigosa, Virgiliana o Castelletto Borgo, possa portare il suo bambino — ripeto da zero a tre anni — e magari in bicicletta da quelle zone alla sede provinciale dell’O.N.M.I.? Il Consiglio Comunale — a norma di legge — ha eletto i membri del Comitato Comunale O.N.M.I., io sono stata eletta per parte della minoranza sin dal lontano gennaio 1968. Sono passati dlciotto mesi e devo ancora essere invitata ad una riunione. Credo che, tra l'altro, spetti proprio al Sindaco, quale Presidente del Comitato Comunale, a convocare questa riunione e speriamo non debbano passare altri dlciotto mesi! Non intendo certo fare un lungo discorso sugli asili nido, delle limitate competenze dell'O.N.M.I., nonostante l’Ente costi allo Stato e agli Enti Locali fior di miliardi e di come Invece se ne occupi l'Ente Locale, proprio per una sua diretta competenza, per la sua sensibilità e per I mezzi cui dispone; è tutto un vasto settore per il quale dobbiamo adoperarci con senso di responsabilità, prendendo, se del caso, anche provvedimenti o iniziative tendenti all'abolizione dello O.N.M.I. che è una barca che fa acqua da tutte le parti, soprattutto dal centro. Signor Sindaco, Signori Consiglieri, della modesta portata di questo Intervento è detto In premessa, e direi quasi voluto proprio per non ripetere quanto è stato detto in altre relazioni di cui condivido il contenuto. Nei vari capitoli che andremo via via a votare ci sarà senza dubbio motivo di Interventi settoriali. Dott. MANFREDO GENERALI - M. S. I. « L’esame del Bilancio 1969, presentato dalla G.M. per l'approvazione, a mio avviso deve essere preceduto da una contestazione che va oltre le cifre, e i saldi dei vari capitoli. La situazione del Comune di Mantova è la risultanza degli indirizzi deila politica del Governo di centro-sinistra, Governo caratterizzato daH'impo- 39