tenza in ordine alle iniziative di fondo e particolari che dovevano, con equità e giustizia, trasferirsi nelle provincie. il piano quadriennale, programmato a suo tempo dal Comune, era il piano della speranza per quanto riguardava la maggior occupazione, l’inserimento di iniziative economiche, la risoluzione dei problemi della scuola, della viabilità, del risanamento dei laghi. Una speranza che si sarebbe concretata soltanto se lo Stato si fosse impegnato a dare tutti i contributi per sostanziare la buona volontà locale, perciò il fallimento delle iniziative prende spunto dalla inconsistenza della formula governativa, avviata non alla rinascita economica e sociale, ma al disordine ed alla crisi. Ciò spiega i termini che appaiono nell'attuale bilancio, conclusivo per l'Amministrazione, termini che sono preoccupanti perché vedono il passivo ammontare a 1.500 milioni circa, mentre viene toccato e magari superato il plafond delle garanzie fornite dalle future entrate. Stante la percentuale di interessi passivi verso gli Enti speculativi finanziatori, il passivo, aumenterà di 800 miloni in un anno a questo solo titolo. Non si può neppure pensare ad un incremento di entrate; infatti la popolazione attiva è statica, la imposta di famiglia tocca già dei limiti di pressione altissima, le imposte di consumo sono già arrivate al livello delle super contribuzioni. Gli impegni per l’edilizia scolastica, per le abitazioni, per le viabilità che appaiono in bilancio sono dunque soltanto le indicazioni di quella speranza che non potrà mai essere raggiunta. Più che un esame critico nei confronti dell'operato della Giunta Municipale, la sua è una umana constatazione del fallimento di una forma politica - economica di Governo che investe anche tutte le amministrazioni locali. Per questo motivo il Gruppo missino si asterrà del voto ». Dott. GIUSEPPE NICOLINI - D. C. Il Dott. Nicolini dice che nel pomeriggio ha percorso II tratto di autostrada Mentova-Verona ed ha sentito una certa commozione perché ha visto coronato una modesta, ma tenace battaglia di tanti anni. Quella certa emozione ha però subito una doccia gelata in questa drammatica seduta in cui si devono raccogliere a piene mani parole di fallimento che gettano II discredito sulle Istituzioni, sulle persone, sui loro indirizzi. Nota però che si sono levati solo duri e aspri rimproveri, ma non una parola di ciò che dovrebbe essere fatto sul terreno della situazione economico-finanzia-ria del Comune. L'avv. Magnani ha riferito cose giustissime, ma ha dimenticato di dire come il suo gruppo abbia quasi sempre aderito alle spese proposte. Nella situazione estremamente difficile in cui ci si trova si vuole accusare l'indirizzo politico e non si ricorda che le delibere sono sempre state approvate all'unanimità o a maggioranza di voti. Si rimprovera severamente ogni riduzione di spesa e si obietta di aver raggiunto plafond inarrivabili di imposte e di sovrimposte. Desidero osservare inoltre che con estrema leggerezza il bilancio è stato definito « un bilancio elettoralistico »; infatti se vi è un bilancio che non si presta ad attirare il favore elettorale è quello che con tanta serietà e con tanta franchezza viene sottoposto ai Consiglieri. Rileva con piacere che la relazione del Sindaco apre una prospettiva com-prensoriale che per il passato non era stata altrettanto chiaramente enunciata. E' stato osservato che si è arrivati in ritardo perchè cinque anni or sono erano presenti certe esigenze. A questo proposito non si deve dimenticare che il pretendere anche un minimo della propria autonomia anche se sacrificata ad un più vasto interesse è sempre una situazione amara e che desta perplessità perchè è facile accusare 40 di aver sacrificato qualcosa senza vedere la contropartita. Il consigliere Nicollni invita poi il Sindaco a rivedere un punto della relazione che dimostra qualche riserva sulla correttezza di Amministrazioni limitrofe con le quali si prevedono accordi. A pag. 17 infatti toglierebbe la frase * mentre al di là dei confini si susseguono case e villette più o meno correttamente; a pag. 25 inoltre preciserebbe che la Banca Agricola Mantovana non si è affatto impegnata, benché si auguri di poterlo fare, per il restauro del cortile interno e della scala monumentale del Palazzo del Broletto. A titolo personale desidera esprimere una sincera ammirazione per i componenti della G.M. che con tanto disinteresse si sacrificano per amministrare in tante gravi difficoltà l’importante e difficile città, per poi raccogliere una magra riconoscenza, come quella espressa in questa occasione. E' certo però che nell’animo di tutti i cittadini, che sanno pensare e meditare, non può non nascere un sentimento di ringraziamento per quanto l'Amministrazione ha fatto con tanto spirito di onestà e di sacrificio in una situazione cosi difficile. A questo proposito apprezza la cautela di non aver voluto incidere ulteriormente con le imposte, però ritiene che vi sia ancora qualche margine di sperequazione tributaria che può essere corretto ed a ciò invita l'Amministrazione. Osserva infine che le difficoltà della dura battaglia, non devono però distogliere la Giunta Municipale da alcuni problemi sui quali è necessario che il Comune di Mantova assuma una posizione più chiara, più decisa, più corraggiosa, come quella riguardante i laghi e sistemazione delle gronde. Con questa raccomandazione esprime non la sua soddisfazione per il bilancio che non è affatto soddisfacente, ma la sua piena comprensione per lo sforzo fatto per amministrare ancora un anno in una situazione così grave con coscienza, con responsabilità ed onestà. On. GIANNI USVARDI - P. S. I. « Rilevo che l'aggressività con la quale è stato affrontato II discorso del bilan ciò fa già sentire nell'aria la campagna elettorale e definisce In modo ingeneroso uno sforzo compiuto neM’Interesse della collettività come documentano largamente i dibattiti avvenuti In questa sede. Per questo devo respingere alcune affermazioni strumentali che sono state portate Ignorando del tutto la situazione venutasi a verificare negli ultimi anni, a livello di tutti gli Enti locali, i quali per la non avvenuta riforma della finanza locale hanno raggiunto il drammatico obiettivo di un disavanzo di 8000 miliardi! E’ noto infatti che le difficoltà del mandato 1964-1969 si possono far risalire alla vicenda politica (chiara opposizione comunista!) che ha impedito alla IV legislazione di approvare una prima riforma del sistema fiscale italiano. Osservo che II bilancio col quale l’Amministrazione Comunale si è presentata alla chiusura di un mandato estremamente difficile, certamente non è trionfalista ma cerca invece di riflettere una azione impegnata e rinnovatrice. E’ comodo guardare i problemi dal di fuori, molto più difficile invece è vederli daH'interno, quando le crescenti difficoltà non sono solo legate ad una volontà individuale e collettiva di gruppo, ma ad una serie di ostacoli che non sono solo il frutto di una formula politica, come si è voluto sostenere, bensì di un sistema inadeguato applicato non solo in Paesi dell Ovest, ma anche dell Est. Infatti la struttura burocratica spesso trascina oltre il tempo prestabilito le decisioni, impedendo indubbiamente di mantenere il ritmo veloce richiesto dalla nuova società. Il discorso relativo alla programmazione locale, che ha trovato in questi ultimi tempi una sua configurazione sempre più aderente alla realtà al di là delle identificazioni teoriche, si va definendo non solo per l’istituzione più o meno illuminata degli Amministratori, ma perchè considera sempre maggiormente che il potenziamento di una programmazione locale è una delle esigenze fondamentali