Alla Giunta Municipale inoltre si deve riconoscere un notevole contributo per realizzare quel discorso, più volte ripetuto, e cioè che molti problemi di Mantova devono essere discussi ed affrontati in collaborazione con altri organismi, che i problemi della città possono trovare una loro collocazione più ampia e una loro identificazione più precisa attraverso una conoscenza che altri devono avere delle sue esigenze. L'unica mancanza che si può imputare alla Giunta Municipale è l'aver mantenuto un tono modesto e un atteggiamento legato più che altro ad una situazione amministrativa in alcune circostanze in cui più forte avrebbe potuto essere la sua voce. , Conclude dicendo che dalla lettura attenta sia del prospetto di bilancio 1969 che della relazione del Sindaco emerge l'impostazione non solo in termini enunciativi, ma anche di volontà politica, di alcuni problemi fondamentali e questo suo avviso è la « carta di credito » che sta di fronte all'opinione pubblica e che deve essere giudicata. L’unico invito che rivolge alla Giunta Municipale nel momento in cui annuncia il voto favorevole all'approvazione del bilancio del suo Gruppo, è considerare che si possono accelerare i tempi e di dare con maggior vigore la sensazione precisa che determinati obiettivi, che si stanno concretizzando, sono stati raggiunti per mezzo di una azione responsabile di più forze a cui si chiede un ulteriore impegno per realizzarli completamente. Se il primo traguardo, sentito da tutti, è quello delle elezioni amministrative è opportuno che jn quell'occasione l'opinione pubblica sappia quanto è stato realmente fatto per cui l'Amministrazione deve enunciare l’operato nel giusto tono perchè va a merito del suo impegno. 44 sergio sermidi pittore Sergio Sermidi è nato a Mantova nel 1937. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Modena. Risiede a Mantova, in via Arrivabene 11. Mostre personali: 1967 alla «Saletta», Mantova 1967 Galleria Duemila, Bologna 1968 Galleria Ferrari, Verona 1968 Linee di Ricerca, Mantova s Mincio 1969 Galleria Morone, Milano Partita da posizioni fortemente illusionistiche, competitive nei confronti della realtà esterna, la pittura di Sermidi è venuta progressivamente a ribaltarsi nei presupposti della visione, sganciandosi dalle intenzioni mimetiche e agendo sullo spettatore, sui suoi processi percettivi-formativi in modo diretto. Tale sviluppo ha comportato un deciso allontamento dei propositi liberatori ed ha richiesto un az-zerazione della scrittura compositiva, nel senso che il colore, la grafia, I impaginazione non alludono più ai fenomeni, non si propongono come elementi grammaticali ordinatori dei dati naturali; domandano invece un impiego asimbolico, rigorosamente connotativo dei materiali costituenti la forma. La vocazione alla costruzione asimbolica si è venuta chiarendo nell artista 45