di esplosione all'interno della massa, capace di liberare le energie imprigionate nel segno. Le direzioni tensionali anziché essere mantenute nel perimetro della superficie, cercano di sfuggire all’asfissia della struttura chiusa, deflagrano ed escono dal corpo in cui germinavano. Non si tratta propriamente neppure più di valori tensionali: sono forze che si liberano, cercano spazio e creano il proprio respiro. Ne risulta un tessunto imprevedibile di tracciati, fortemente allusivi, inseguibili soltanto nell'area della tela in cui sono fisicamente fatti nascere: impossibilitato a possederli, il pittore non può che inseguirli fino ai bordi della superficie, cercano di sfuggire all'asfissia della struttura chiusa, deflagrano ed di sospensione, un’area immensa di ambiguità: sta al lettore caricarla dei suoi processi creativi. Con ciò, dunque, sembra recuperata in modo nuovo una funzione primaria del linguaggio artistico, la sua fisionomia polisemica e allusiva. Francesco Bartoli CITTA* di MANTOVA hanno collaborato: Giuseppe Amadei, Franco Amori, Aldo Antonioli, Vittorio Balestra, Ciro Bambini, Francesco Bartoli, Claudio Bassani, Walter Bentivoglio, Filippo Bertani, Fausta Betli-ni, Umberto Bonafini, Giuseppe Borella, Flores Bovi, Ezio Bresciani, Ennio Camerlenghi, Angelo Carni, Vannio Campagnari, Ettore Campogalliani, Francesco Caprini, Antonio Caruso, Giuliano Cavalieri, Wando Dallamano, Giovanni N. Dall'Oglio, Stenio Defendi, Maurizio Della Casa, Franco Faccincani, Silvio Ferrari, Luigi Frac-calini, Antonio Fucci, Manlio Gabrieli, Alfonso Galdi, Manfredo Generali, Luciano Gerola, Nedo Gian Filippi, Guido Giardini, Gisella Girardi, Renato Giusti, Guido Isola, Dino Lanfredi, Guido La Rocca, Enzo Manzotti, Ercolano Marani, Franco Marenghi, Ivo Maretti, Renzo Margonari, Ubaldo Meroni, Ottorino Momoli, Francesco Morese, Umberto Musa, Dino Nicolini, Francesco Panelli, Gabriella Panizza, Arturo Pizzamiglio, Attalo Poldi, Bruno Poldi, Adolfo Poltronieri, Aurelio V. Reggio, Paolo Ruberti, Giampietro Tintori, Tito Righi, Carla Romani, Gilberto Rossetti, Aldo Signoretti, Gianni Usvardi, Mario Vesentini, Sergio Zani, Carlo Zanini, Rina Zanini, Noris Zuccoli. 50 Dalla cronaca degli spettacoli promossi da! Comune a Palazzo D’Arco ADRAMITENO del Gavuzzì Teatro delle dieci di Torino Dalla « Gazzetta di Mantova » del 4 luglio 1969 . . . Questa satira volutamente esasperata dei modi tipici del teatro melodrammatico più deteriore (l’opera è stata scritta nel 1770) presenta nella sua miscellanea di azione mimica, di canto grottesco e di gigionesca recitazione, una precisa ed in- dicativa intenzione ironica nei confronti dell’opera lirica, ma la presa in giro smitizzatrice del sacro Olimpo melodrammatico e dei suoi Dei di cartapesta, muove da intendimenti ben differenti da quelli di certi « avanguardisti » contemporanei di scarsa avvedutezza e di discutibile « fair play » teatrale, (e vedi il felicissimo riferimento a Marat Sade, 51