classi differenziali da 12 a 17 per un totale, escluse le prime, di 59 ritardati. E ci sono classi di uno, due alunni. Naturalmente noi non possiamo valutare che positivamente queste scelte, per l’evidente miglioramento del livello didattico che comportano. Ma è spazio che è venuto a mancare e noi abbiamo constatato solo a scuole iniziate l'ampiezza di questa ristrutturazione. Devo dire peraltro che sono stati ripresi dei nuovi rapporti di collaborazione con l'Autorità scolastica. I maggiori turni sono in quartiere Paiolo (Martiri di Belfiore e Kennedy) dove c’è stato un aumento di 54 alunni e in Vaisecchi (Arrivabene) di 61 alunni. Qui il problema è di nuovi edifici scolastici previsti, richiesti sul piano statale deM’edilizia scolastica e che ancora attendiamo. Certo la Giunta non si adagia a questa situazione appesantita di turni. In attesa di nuovi fabbricati scolastici stiamo perseguendo una soluzione contingente per aggredire i turni ed eliminarli, anche con servizi di scuolabus dove è necessario. È nostra convinzione oltre che nostro proposito di raggiungere lo scopo nello spazio di poche settimane. Tutto questo costerà, di affitto, di riscaldamento, di pulizie, al nostro già pesante bilancio, ma noi riteniamo sia una esigenza irrinunciabile quella di ridurre al minimo i disagi della scuola. Anche per i bambini v'è un discorso da fare e per le loro scuole. SCUOLE MATERNE: ISCRITTI IL 90% DEI BAMBINI Le scuole materne oggi non sono sufficienti, eppure tutti ali anni abbiamo inaugurato nuovi asili, nuove sedi; e anche questo anno abbiamo aperto il Tommaso Ferrari di Via Conciliazione e del tutto rinnovato il Vittorino da Feltre di Corso Garibaldi. Che cosa è successo allora? È successo che nel 1969 le iscrizioni alle scuole materne, quelle comunali, più quelle statali, più alcune private, sfiora II 90% dell’Intera popolazione prescolare. A questo punto cade la polemica sulle nostre affermazioni che la scuola materna non è scuola d'obbllgo. Credo che praticamente la possiamo paragonare ad una scuola d’obbllqo con una frangia d'evasione. È un'autentica esplosione, una » escalation » che ha già ragqlunto la percentuale limite. Deriva da una esigenza di lavoro nelle famlqlie, dal fenomeno del doppio salarlo, dalle madri lavoratrici. Ma deriva anche dalla bontà del servizio che II Comune ha saputo offrire, ed anche da un benessere raggiunto da una larga fascia della popolazione. In tale situazione, non potendo fare ovviamente turni pomeridiani, abbiamo preferito appesantire certe sezioni pur di non respingere le iscrizioni. Le possibilità di un allegqerlmento ci sarebbero. I locali che lo scorso anno hanno ospitato il Vittorino da Feltre, sono quasi vuoti, ma le famiglie dimostrano di non gradire molto l’asllo-bus. È nostro impegno quindi cercare soluzioni più ravvicinate, sempre contingenti, in attesa di avere fabbricati scolastici sufficienti e ben ubicati per coprire un fabbisogno diciamo pure di scuola d'obbllgo anche se non lo è. LA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE Siamo incolpati di una disoccupazione stazionarla, della chiusura di tre fabbriche. Sì, qualche piccola industria ha chiuso per traversie varie, per carenze strutturali. La Concimi l’abbiamo seguita molto da vicino. Tuttavia la mano d'opera è stata riassorbita. E perchè? Perchè la situazione occupazionale non è tragica. A detta degli stessi dirigenti sindacali, è fra le meno pesanti dell’Intero dopo-guerra. 4 I dati freschi di questo mese sono questi: — disoccupati oltre i 21 anni 390 suddivisi un po' per categoria. Alcuni hanno già un’occupazione e ne cercano una più adeguata alla propria qualifica. Inferiori ai 21 anni sono 134, di cui 77 in cerca di prima occupazione. Questo un dato, anche se non elevato, che ci rattrista. Poi c’è un’ottantina di pensionati. Alcuni usufruiscono più che possono del sussidio, altri hanno occupazioni saltuarie nei cantieri scuola. A proposito di cantieri: ne vogliamo fare uno permanente. In qualche altra città è stato autorizzato. Nelle punte fredde invernali ci sarà un inasprimento di disoccupazione. Occorre pensare alla notevole occupazione del settore edilizio che è il frutto di questa seconda espansione edilizia, frutto delle nostre « colpe » edilizie, di presunte speculazioni e scandali. Qualcun altro al nostro posto poteva essere più chiuso, più rigido nel rilascio delle licenze. Sarebbe stata una scelta anche questa. Ma avrebbe avuto certamente minor occupazione per almeno un paip d’anni. Non ci sentiamo in colpa, piuttosto siamo preoccupati per il « dopo » e dobbiamo dare un buon assetto ai piani particolareggiati, allo stesso Piano Regolatore Generale, alla cui variante siamo stati autorizzati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici pochi giorni fa. E dobbiamo riprendere in questi giorni il discorso intercomunale con gli amministratori vicini. I SERVIZI COMPRENSORIALI La strada dei servizi comprensoriali è piuttosto lunga, non facile e a volte si è poco capiti. La nettezza urbana si svolge in cinque Comuni coi nostri mezzi. Si sta solidificando un esperimento. Riteniamo occorra una base più larga di comuni e una esperienza più approfondita per arrivare alla formula vera e propria consortile, su una base solida, al riparo da avventure. Sul piano degli acquedotti è sotto esame un programma per 440 milioni con relativa richiesta di contributi da parte di quattro del nove comuni Interessati. L’organizzazione del gas comprensoriale è in fase di studio e arriverà sul banchi del Consiglio. Vogliamo dire solo che sul servizi comprensoriali non abbiamo cambiato Idea. CI si rende sempre responsabili della situazione del laghi e delle fognature. Pur trattandosi di tempi caratteristicamente lunghi, le pressioni da parte d! tutti hanno ottenuto proprio in questi giorni la messa In appalto dei lavori del sostegno della Diga Masetti e della relativa conca per due miliardi e 700 milioni. Occorrono due o tre anni per la realizzazione dell'opera. Ma è quella che permette di regolare le acque dei laghi e della falda secondo le varie esigenze non ultima quella degli scantinati e delle fondazioni di molti fabbricati. Sulle fognature abbiamo ottenuto il contributo su un primo stralcio di lavori per 700 milioni. Il progetto lo vedremo su questi tavoli e lo discuteremo dopo Natale, nei primi mesi del '70 prima che il Consiglio vada in vacanza per le elezioni. Questo è l’impegno dei progettisti, prima ancora che nostro. Quando ci si lascia strumentare dalla critica, ci si dimentica di quel che è già cominciato, come la zona annonaria, il macello, di quel che si porta avanti faticosamente con il Palazzetto dello sport. E soprattutto ci si dimentica della pesantezza raggiunta dal nostro bilancio. ASSETTO TERRITORIALE In questa tornata di Consiglio penso che discuteremo anche dell’assetto territoriale lombardo per quanto ci riguarda Avremo la possibilità di approfondire per la nostra zona, per un nostro comprensorio, un discorso che il Consiglio Provinciale ha già cominciato. 5