Solo con la partecipazione di tutti gli strati sociali della comunità è possibile realizzare ¡1 Piano di Rigenerazione del Centro Storico, Piano che rappresenta lo strumento che, da una visione globale delle caratteristiche e dai problemi del Centro Storico, trae gli elementi che permetteranno di risanare igienicamente e ristrutturare formalmente e funzionalmente il Centro Storico stesso allontanando da esso le cause di deterioramento attuale e futuro e ricostruendo infine, per quanto possibile, l'antica immagine della città. L'urgenza di giungere ad una definizione culturale e operativa del Centro Storico della nostra città, sorge da una serie di problemi che l'Amministrazione si prepara ad affrontare completando l'indagine urbanistica del suo territorio, con la predisposizione di un nuovo Piano Regolatore integrato da contenuti comprensoriali. La necessità di una integrazione dei due strumenti (Piano di Rigenerazione del Centro Storico e Piano Regolatore) nasce da varie argomentazioni tra le quali ci sembra più importante ricordare quella che riguarda l'aspetto esecutivo della gestione urbanistica, per gli effetti globali che essa comporta. Ci si riferisce, in particolare, ai problemi connessi alla stesura dei Piani Particolareggiati. La « Legge Ponte » ha, infatti, determinato una notevole restrizione per quanto riguarda gli interventi estemporanei nei Centri Storici (3 mc/mq in assenza di Piano Particolareggiato). Peraltro la stessa Legge, spostando nel tempo l'applicazione della norma suddetta, ha provocato una macroscopica richiesta di licenze edilizie, la cui utilizzazione (fortunatamente incompleta) darà fra due anni origine ad una nuova crisi del settore. La saturazione della richiesta nelle zone esterne al Centro Storico tradizionale, non escluderà tuttavia l'attuale ricerca di aree all'interno dello stesso; è anche da tale considerazione che nasce la necessità di predisporre per tempo i Piani Particolareggiati aH'Interno del vecchio tessuto, onde bloccarne la degradazione socio-edilizia e consentire, assieme alla continuità della attività imprenditoriale, più decorose condizioni di vita all'interno di gran parte degli attuali quartieri. Per quanto sopra esposto, è indispensabile che l'Amministrazione Comunale predisponga, come per il resto del suo territorio, una serie di Piani Particolareggiati per il Centro Storico. Essendo il Comune di Mantova provvisto di Piano Regolatore sarebbe teoricamente possibile elaborare tali Piani già da questo momento; oppure attendere l'approvazione della prossima revisione del Piano stesso. Tuttavia ciò non risulta conveniente dati i limiti delle indicazioni che può fornire un piano Regolatore, i cui compiti giuridici non sono in grado di contemplare determinazioni particolareggiate su una realtà complessa quale è il Centro Storico di Mantova. In realtà, sia le scelte prioritarie delle zone da studiare con Piano Particolareggiato, sia la definizione funzionale dei settori urbani, andrebbero verificate nella convergenza operativa del Piano Regolatore e dello Studio del Centro Storico. Da un punto di vista strettamente teorico, volendo affrontare il problema in modo adeguato e corretto, sarebbe pertanto opportuno su- 12 bordinare i Piani Particolareggiati (strumenti di attuazione del Piano Regolatore Generale) alle direttive del nuovo Piano e, per le zone di interesse storico ambientali, anche alle possibilità di intervento proposte dallo Studio sul Centro Storico. In tal modo però si verrebbero a raddoppiare i già lunghi tempi di approvazione. Per coprire questo spazio di tempo e sbloccare almeno in parte la situazione sarebbe possibile, al contrario, redarre tempestivamente alcuni Piani Particolareggiati (da attribuire giuridicamente al Piano Regolatore vigente) in zone in possesso di una precisa vocazione urbanistica, in cui non appare probabile una variazione radicale delle previsioni del Piano Regolatore attuale. Quanto esposto offre, se non il quadro completo della problematica, la misura delle implicazioni economiche e sociali che comporta la previsione e l'attuazione del Piano di Rigenerazione del Centro Storico. Al fine di chiarire ¡ contenuti del Piano si ritiene utile esporre sommariamente il Programma Operativo che il gruppo di lavoro ha concordato con l'Amministrazione Comunale. Il piano di lavoro comprende anche la prima fase operativa già predisposta dagli urbanisti e pubblicamente presentata il 12 marzo di quest'anno; ciò, al fine di esporre completamente il Programma per una migliore comprensione delle varie parti in cui esso è strutturato. Il Programma Operativo riguardante il Piano di Rigenerazione del Centro Storico di Mantova è stato formulato solo al termine della prima fase; cioè, nel momento in cui la piena conoscenza della realtà, ha reso possibile la comprensione dei vari fenomeni e quindi la loro in- terpretazione metodologica. Il piano è stato, pertanto, distinto in tre parti fondamentali: Prima parte: Analisi ed interpretazione della realtà fisica e formale. Seconda parte: Analisi ed interpretazione della struttura socio-economica. Terza parte: verifica delle ipotesi urbanistiche a livello superiore e stesura del Piano di Rigenerazione del Centro Storico. Prima parte: Analisi ed interpretazione della realtà fisica e formale — La prima parte del Piano di Rigenerazione del Centro Storico è stata metodologicamente predisposta in due fasi distinte. La prima fase operativa: nella prima fase (già elaborata e consegnata alla Amministrazione Comunale in data 12-3-1969), la complessa realtà del Centro Storico di Mantova ha reso indispensabile un primo approccio metodologico al fine di predisporre un confronto tra differenti metodi di lavoro. Onde raggiungere lo scopo suddetto, la città è stata suddivisa, in base ad una indagine preliminare, in nove zone. In ogni zona sono state eseguite una serie di indagini riguardanti la realtà fisica e formale degli edifici. Dal confronto delle metodologie adottate dai vari gruppi di lavoro è stato, infine, possibile precisare, per un isolato campione, i metodi