Luigi Grigato LA SITUAZIONE DI INQUINAMENTO DEI LAGHI DI MANTOVA Ogni tanto appare sulla stampa qualcosa sui laghi; una lettera al direttore, un servizio, una lamentela più o meno generica. Molti hanno ragioni da vendere; qualcuno trae conclusioni affrettate e cade in contraddizioni; qualcun altro cerca di coprire le proprie colpe, portando avanti certificati di benemerenza. Certo è difficile fare un discorso globale e rappresentare una sintesi valida e possibile. D’altra parte i mantovani non possono continuare a far la parte di quel molti componenti una famiglia, costretti a lavarsi le mani nello stesso catino d'acqua, sempre più piccolo per giunta, e a lamentarsi in coro che l’acqua è troppo sporca. Cominciamo col dire che tutti i mantovani la sporcano, sia che la prendano a monte pulita e la restituiscano sporca, sia che la prendano dal sottosuolo pulitissima e la restituiscano al lago sporchissima. Cerchiamo innanzitutto di elencare i punti di inquinamento, avendo davanti la relazione dell'Ufficiale Sanitario e i dati raccolti dall’Ufficio comunale d’igiene, dati degli ultimi dieci mesi e derivanti da prelievi mensili con relative analisi effettuate dal Laboratorio Provinciale, compiuti su venti punti prestabiliti, distribuiti sui tre laghi. Procediamo da monte a valle, con l’aiuto della carta dei laghi che rivela il grado d’inquinamento dei vari immissari dei laghi. A monte di tutto c’è il Naviglio. Un nome che ai mantovani dice poco ma che sporca assai uscendo nel lago superiore, in sinistra, non molto lontano da Soave. L’inquinamento deriva dalle Cartiere a nord e vesorisimilmente da allevamenti di animali, in particolare suini, dislocati fuori Comune. Possiamo dire che tali acque passano certamente per i territori dei Comuni di Porto Manto- 3