viduazione delle linee di intervento prioritarie che l’Ente sì è assunto il compito e il dovere di portare avanti. A questa prima pubblicazione ne sono seguite parecchie altre e sono quelle che hanno dato e che danno, esteriormente, il segno più concreto dell’attività dell’ufficio studi-programmazione. Ma essa naturalmente non si limita solo a questo perché vi è una serie di altre attività che non si sostanziano sempre in una pubblicazione, come l’organizzazione di convegni, l’aggiornamento costante dei dati reperiti, le indagini per il Comitato Regionale per la Programmazione della Lombardia, la partecipazione a convegni e incontri organizzati da altri Enti o centri studi, l’assistenza tecnica ai comuni, il coordinamento dell’attività dei comprensori, la stesura di relazioni, documenti, proposte, la compilazione di mappe e di grafici, la fornitura di materiale ad universitari e studenti. Ma, per tornare alle pubblicazioni dell'ufficio studi, ai suoi « quaderni », vediamo brevemente i temi affrontati e gli argomenti trattati dalla sua équipe e dai sui collaboratori esterni. Da una rapida scorsa dell'elenco completo delle pubblicazioni che qui stesso riportiamo, si può subito rilevare che su alcuni problemi ci si è soffermati con particolare attenzione: la scuola, in primo luogo, la sanità, la programmazione, la cooperazione e così via. I «quaderni» n. 1, 3, 4, 5 e 9, offrono un quadro generale della situazione delle scuole mantovane da quelle materne ed elementari, a quelle medie, superiori e professionali degli anni ’66-'67 e dei problemi connessi (quello dei pendolari, ad esempio, per i quali si è ravvisata la necessità di organizzare il trasporto gratuito dalla casa alla scuola). La scuola mantovana risente di alcuni aspetti tipici della situazione socio-economica dell’ambiente. Il massiccio esodo, che ha caratterizzato gli anni cinquanta e sessanta, la fuga soprattutto dei giovani, ha causato un invecchiamento della nostra popolazione per cui anche le scuole elementari hanno subito la diminuzione di circa un terzo degli alunni. Da qui carenze, scompensi e anomalie che si sono andate ad aggiungere e ad aggravare situazioni già precedentemente precarie. Da qui II fenomeno delle pluriclassl, delle polverizzazioni insedlatlve nei piccoli centri. Per tutti I tipi di scuola si è fatta insomma un'approfondlta radiografia che vn dall'andamento delle frequenze dell'ultimo decennio, alla distribuzione territoriale degli Insediamenti, al loro stato di funzionalità e di conservazione, alle attrezzature, alla provenienza degli alunni e ai fabbisogni delle varie zone. L’esigenza di un'indagine che mettesse a fuoco la situazione ospedaliera della nostra provincia è stata soddisfatta con la pubblicazione del « quaderno » n. 8 che contiene numerose tabelle riportanti dati statistici sull’andamento delle spedalizzazioni e sul numero del posti letto disponibili per ospedale e per singolo reparto, sul numero di degenze giornaliere (medie, massime e minime) sulle superficie delle sale di degenza, sui metri quadrati di sala disponibili per posti letto, sulle provenienze dei ricoverati, ecc. Un quadro che in definitiva ha messo in evidenza quanto sia indispensabile arrivare alla riforma ospedaliera per ovviare a tutti quegli inconvenienti che sono il frutto dei vecchi criteri con cui gli ospedali sono stati costruiti e gestiti. Il « quaderno » n. 13 affronta, nell’interpre-tazione personale del suo autore, il problema delle unità sanitarie locali. Mentre, sempre nel campo della sanità, è in corso di pubblicazione il quaderno n. 16 che raccoglie gli atti di un convegno interregionale tenutosi a Gonzaga sull'in-fortunistica stradale. L'attività e le esperienze del centro medico psico pedagogico dell’ONMI e la sua funzione in favore dei « deboli mentali » in età giovanile (« quaderno » n. 12) ci offre senza dubbio l’occasione per una più esatta conoscenza del grave problema dei sub-normali. il tema della programmazione, con particolare riferimento all'area mantovana, viene affrontato nei quaderni nn. 2 e 7 che raccolgono gli atti della seduta di insediamento del comitato provinciale per la programmazione (1966) e del convegno provinciale dei sindaci (1967) che hanno offerto un ampio ventaglio di indicazioni, suggerimenti e contributi attorno ai problemi e alle prospettive di sviluppo socio-economico del Mantovano. 20 Due quaderni, il n. 10 e il n. 15, sono stati dedicati alla cooperazione agricola. La nostra provincia, una provincia prevalentemente agricola, non può non essere interessata ad un discorso nuovo per l’agricoltura, un'agricoltura in cerca di una nuova dimensione, di un migliore e più alto reddito, di una più giusta soluzione dei suoi complessi problemi. Rinnovo delle strutture, quindi, a partire dalla produzione sino ad arrivare al consumo. In questo contesto si offre alla cooperazione ampia possibilità di intervento, perché l'impresa cooperativa, per sua natura e vocazione, se dotata di mezzi e di strumenti necessari, è in grado di contribuire alla rinascita dell'agricoltura. Uno studio di particolare importanza è rappresentato dal - quaderno » n. 6 che affronta il grave problema dello spopolamento delle nostre campagne. Il tema dell'esodo è analizzato in tutti i suoi particolari, dalle caratteristiche geofisiche della provincia a quelle demografiche, dalle cause dell'esodo alle sue conseguenze. Anche se lo studio si ferma al 1965, il problema dell'esodo è purtroppo ancora d’attualità. I contadini dei nostri paesi oltre ad avere nei centri le infrastrutture necessarie per una vita culturalmente e socialmente avanzata, devono avere nelle campagne la possibilità di vivere più decorosamente, in abitazioni che si possano definire tali, con redditi che non siano vergognosamente sproporzionati rispetto ad altri lavoratori. Solo così si potranno garantire condizioni, di vita dignitose che in un futuro potranno scoraggiare l’abbandono dei campi. Così come l'esodo dalle campagne del Mantovano, anche il « quaderno » n. 11 sugli aspetti e fattori della localizzazione industriale nella provincia di Mantova, è frutto di una tesi di laurea. Il lento processo d’industrializzazione della nostra provincia e quindi dei suo limitato sviluppo economico e sociale sono alla base della ricerca condotta dall'autrice in forma di inchiesta tra il febbraio 1965 e il marzo 1966. Nel quaderno, che riporta le risposte degli imprenditori ai vari numerosi quesiti proposti, vengono pure prospettate le soluzioni e gli incentivi necessari, secondo l'autrice, per Industrializzare le zone attualmente a scarso livello industriale e Individuare le attività economiche che vi si adatterebbero. Altre importanti informazioni si possono desumere da questo studio relativamente alle aziende campione, alla provenienza di manodopera, alla provenienza delle materie prime, alla destinazione delle vendite, alle previsioni di nuovi futuri Investimenti, al valore degli Impianti, ecc. Un’altra pubblicazione dell'ufficio studi di particolare importanza che non rientra nella serie del quaderni, è II volume riguardante I problemi e politiche dei trasporti in un quadro regionale, atti di un convegno di studio che l'Amministrazione provinciale ha organizzato insieme all'ILSES e con II patrocinio del Ministero del Bilancio e della Programmazione nel 1966. La partecipazione e gli interventi di molti e qualificati esponenti di università, centri di studio e istituti economici e scientifici, enti locali, di camere di commercio e dello stesso sottosegretario ai trasporti hanno dato al convegno un’importanza e un interesse di grande rilievo. Ne sono venute lucide e aggiornate direttive per una più adeguata politica dei trasporti a livello locale così da corrispondere pienamente agli obiettivi dell’amministrazione pubblica. Per finire la rassegna della collana dei « quaderni » non ci resta da ricor dare che il n. 14. Esso presenta la realtà demografica mantovana dal 1951 al 1968. Il « quaderno » consta di cinque capitoli corredati da numerose tabelle, grafici, cartine e varie appendici: la popolazione nei comuni mantovani ai censimenti dal 1881 al 1961, l'andamento della popolazione dal 1952 al 1968 nei 70 comuni della provincia con una scheda per ognuno di essi e il riassunto delle previsioni sullo sviluppo della nostra popolazione contenute nelle proposte di assetto territoriale dal CRPE lombardo. Uno dei fenomeni più rilevanti e negativi che ha travagliato la nostra provincia negli anni cinquanta e sessanta è stato senza dubbio l'esodo di popolazione dal nostro territorio. La principale finalità della politica di programmazione economica nel 21