Unico in Italia II Museo dei sussidi didattici scolastici realizzato nei locali comunali di Piazza Castello Poiché, qualche tempo fa la Stampa locale, e recentemente una Rivista didattica di grande tiratura, hanno parlato del « Museo dei Sussidi Didattici Scolastici » in allestimento qui a Mantova, ben sapendo che il Provveditore agli Studi ama occuparsene personalmente, abbiamo voluto chiedergli qualche informazione diretta. Egli ci ha dato appuntamento nel Museo stesso e, molto cortesemente, ha risposto alle nostre domande. — Quando sarà aperto al pubblico il Museo? — In Primavera. Ma debbo precisarle che al pubblico in genere questo Museo non può interessare e, per questo, « al pubblico » non verrà, in teoria, mai aperto anche se, in pratica, poi, chi vorrà visitarlo sarà sempre benvenuto. Interessa invece in modo specifico gli insegnanti attualmente In servizio e gli studenti (che si preparano a diventare insegnanti) dell’Istituto Magistrale, del Liceo Scientifico, Classico, e gli universitari. Molto interessante sarà anche per i Pubblici Amministratori. 28 — Come mai questo parallelismo d'interessi tra Amministratori e Insegnanti? — Uno dei reparti del Museo (tra i più spaziosi) è dedicato al tema: « Edilizia e arredamento al servizio dei sussidi didattici scolastici ». Qui non si prospettano problemi di statica o di estetica architettonica, ma si propongono risoluzioni, minute direi, ma non per questo meno importanti. — Vuol darmi un esempio? — In moltissime scuole non si può proiettare perché non c'è niente per oscurare le aule. Noi proponiamo un sistema di tende di plastica che non solo dà un buon oscuramento ma consente anche di regolare il colore, l'intensità e la direzione della luce. Gl'insegnanti saranno contenti perché così risolvono un loro problema didattico e gli amministratori anche perché la risoluzione proposta è molto economica. — Dove avete trovato i vecchi esemplari che si vedono nei vari reparti? — Sinora qua e là, per colpi di fortuna, senza un piano prestabilito. Questa « tavola nera », per esempio, è stata reperita nei magazzini del Comune dove abbiamo fatto « un giretto » per interessamento del sig. Assessore alla Pubblica Istruzione. E’ un pezzo rarissimo. Credo che sia uno degli ultimi esistenti in Italia. — Pensa che si possa reperire molto materiale antico come questa « Tavola nera »? — Lo spero ma non ne facciamo un problema. Le cose vecchie che si vedono in giro hanno due compiti: il primo è « di far vetrina » (un Museo deve essere anche attraente); e l’altro, meno superficiale, di informare come erano una volta i sussidi didattici. Ma il nostro Museo, questo è un suo aspetto caratteristico, è proiettato verso il futuro. Vede questa grande lastra di Moplen? è una proposta di lavagna sulla quale scrivere con i pennarelli. Si scrive bene (senza polvere) e si cancella facilmente. IL problema è di sapere se agl'insegnanti piacerà. Qui sulla lavagna ci sono due foglietti: uno per i sì, l'altro per i no. I visitatori daranno il loro giudizio e, a fine anno, si tireranno le somme. L Industria saprà come regolarsi. — lo ricordo questo locale come era due anni fa. Chi ha contribuito e come avete fatto a renderlo almeno presentabile? — Presentabile è la parola giusta. Abbiamo puntato più sull'utile che sul bello e siamo arrivati a questo, che non è molto ma è già sufficiente. Con i nostri risparmi (era da anni che si risparmiava), abbiamo provveduto all'essenziale: finestre (più di venti e grandissime), una pulizia generale, una sbiancata, rappezzi al pavimento. I problemi da risolvere orano tanti ma abbiamo trovato anche tanti cooperatori, Interessati con noi allo sviluppo dell Iniziativa Ho detto cooperatori e non oblatori, da impietosire con un « fate la carità ad un povero Museo che sta per nascere ». Primo fra tutti il Comune di Mantova che dandoci il locale ci ha permesso di decollare. In un angolo, un piccolo teatro con i suoi elementi essenziali. 29