il danno delle fognature che scaricano in destra e con una netta prevalenza a valle. Due dei tre principali condotti (Rio e Fossa Magistrale) scaricano nella parte a valle del Lago Inferiore; il terzo, il Paiolo, com’è noto, direttamente in Mincio. Gli altri scarichi di fognatura sono di portata assai modesta. Questo per dire che anche prevedendo il totale risanamento degli inquinamenti da fognatura cittadina, già d’altra parte iniziato con opera di grande portata, di grande impegno, per tutti gli anni '70, non saremo nemmeno a metà del lavoro di risanamento dei laghi. Occorre che d’altra parte, in sinistra, le industrie restituiscano acqua sempre meno sporca, e che tutto un vasto comprensorio non scarichi con inquinamento di tutti i generi, compresi quelli di origine animale. È un discorso sanitario comprensoriale anche questo per il quale impegnamo i Comuni di origine ed il loro senso di responsabilità che non può mancare. Diverso è il discorso coi privati, a termine di legge. Dobbiamo dire che l'attuale legislazione italiana è troppo timida e troppo debole per costituire strumento valido d’intervento. Auspichiamo leggi più precise e più rigide, come la Svizzera ad esempio, ed anche una legislazione regionale, come quella ad esempio della Regione sarda, che riesce a difendersi egregiamente dagli inquinamenti privati. La regione lombarda non potrà sottarsi a questo impegno. L’altro strumento per combattere l'inquinamento è la ossigenazione naturale dell’acqua per cui il lago si autodifende dagli inquinamenti. In assenza e in attesa perciò di una maggiore portata d’acqua è preziosa l’opera del Genio Civile col dragaggio degli attuali fondali e col previsto ampliamento dell'attuale specchio d'acqua. L'assenza totale di ossigeno agli scarichi della Cartiera (se Cartiera e Genio Civile non vi mettessero mano con buona volontà), costituirebbe per il Lago un'autentica condanna. Così come autentica condanna costituiscono le fughe di nafta e di residui oleosi d’origine industriale e artigianale. Combattere gli inquinamenti e ricostruire i Laghi significa salvare la flora, la fauna, il paesaggio e la salubrità deM’ambiente. Il controllo sempre più stretto e più sistematico delle acque sarà di sprone in questa battaglia aH'Amministrazione e a tutti i cittadini. L'acqua che scende dal Garda è, a periodi, assai scarsa e le richieste di utenze a monte aumentano. Da parte nostra, proprio in questi giorni, e in termini di legge, abbiamo interposto al Ministero dei LL.PP. opposizione formale all’eventuale accoglimento e al riconoscimento di nuove utenze. I lavori del Solfero - Goldone potranno alimentare un tantino l’afflusso nel Lago. Il problema grave rimane la regolazione del Mincio a Sud di Peschiera che è nelle mani di una commissione tecnica. E sulla regolazione prevalgono anziché i criteri di un bacino regolatore, quelli dell'intangibilità del livello del Garda a scopi turistici. A complicare le cose c’è a monte una regolazione degli invasi alpini a fini idroelettrici, per non parlare della galleria Mori - Torbole. 8 La battaglia non è facile perchè gli interessi turistici di tre regioni tendono ad usare del Mincio come autentico scolmatore del Garda. La futura quota dei laghi di Mezzo e di Sotto, di cui per anni si è tanto parlato con l’imminente avvento del sostegno a conca alla Diga Masetti, potrà essere regolata con metodo sperimentale entro un limite massimo che tenga al riparo le fondazioni e la statica di molti edifici cittadini dalla falda freatica. Entro un limite minimo che assicuri ai Laghi un invaso maggiore dell’attuale di qualche milione di metri cubi, ed assicuri maggior salubrità all'acqua stessa, alla sua flora e alla sua fauna. Per il momento si può azzardare una previsione attorno ai metri 15,50 sul medio mare. Il dragaggio e la sistemazione delle sponde spetta come opera e come finanziamento al Genio Civile. E il Genio Civile sa, pur nei limiti dei problemi tecnici da risolvere, quanto i mantovani si aspettano. Fondali aumentati anche sotto le rive e nello stesso tempo uno specchio d'acqua, senz'altro di gran lunga maggiore dell’attuale, ma comunque il più ampio possibile che non dia a nessuno la sensazione sia pur vaga e lontana di una canalizzazione. E così pure ci attendiamo dal Genio Civile che non autorizzi sulle sponde interne ed esterne, anche a titolo precario, baracche e comun- que volumi che risulterebbero in netto contrasto con i vincoli di piano regolatore e che dovremmo comunque contestare. Il nuovo Piano Quinquennale di programmazione economica ci darà il futuro della navigazione interna, attualmente assai bistrattata. Ci sarà probabilmente un ridimensionamento di tanti progetti di navigazione. Nella peggiore delle ipotesi ci prepariamo a fare di Mantova un « terminal » di navigazione interna. Lo stesso Piano ottanta prevede nella zona il quarto centro di smistamento merci verso l’alta Val Padana, verso la Val d’Adige e il centro Europa. LE FOGNATURE È ormai in ultimazione presso l'Ufficio Tecnico il progetto di massima della nuova rete di fognatura della città e il progetto del primo stralcio esecutivo. La progettazione è stata affidata al Direttore dell'Ufficio Tecnico Comunale con la consulenza, specie per quanto si attiene all'impianto di depurazione, del chiar.mo prof. De Fraja, titolare della cattedra di ingegneria sanitaria presso il Politecnico di Milano. Il progetto generale raggiunge l’ordine di grandezza dei 5 miliardi, mentre il primo stralcio esecutivo comporta una spesa di 700 milioni con contributo concesso dallo Stato. Il progetto generale comprende tutta la nuova rete di fognatura, cinque impianti di sollevamento e lo impianto terminale di depurazione. 9